Walcott: l’ennesimo ritorno… alle origini!

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Arsenal

Ci sono giocatori in tutti gli sport che, anche se sono giovanissimi a tutti gli effetti, in realtà sembra che abbiano già fatto la loro parte o quantomeno sembra che abbiano dato già tanto al loro sport.
Si tratta sostanzialmente di giocatori che hanno debuttato ai massimi livelli quando erano poco più che bambini, poi dopo 1 anno o 2 hanno accusato una flessione fisiologica a cui ha fatto seguito un periodo di buona forma, preludio quest’ultimo ad un continuo andirivieni dall’infermeria.
E ci si accorge che questo identikit può esser comune a tanti giocatori, etichettati magari all’inizio come futuri fenomeni e che magari arrivati a 25 anni devono ancora trovare una loro dimensione.
Theo Walcott rappresenta bene questa categoria di atleti, da sempre croce e delizia di generazioni di fans, giocatori in cui intravedi il talento cristallino ma che ti accorgi che forse probabilmente non raggiungeranno mai la stabilità di rendimento e di affidamento che magari garantiscono atleti cresciuti fisicamente, atleticamente e mentalmente un po’ alla volta.
I giornali inglesi annunciano che il ragazzo in forza ai Gunners tornerà a disposizione di Wenger proprio nella gara contro il Southampton, la squadra che lo ha lanciato.
Ma andiamo con ordine: nato a Londra nel 1989, ma cresciuto vicino a Newbury, tifoso del Liverpool, sin da ragazzino Theo si dimostrò un attaccante dotato di ottima tecnica, di un buon destro ma soprattutto di una prodigiosa velocità che gli consentiva di spadroneggiare sui suoi pari età e di segnare raffiche di goals.
Così dopo un trasferimento allo Swindown Town giunse proprio al Southampton non prima di aver siglato un accorto di sponsorizzazione con una nota marca di accessori sportivi.
Dopo un anno nelle giovanili del Southampton, debuttò in prima squadra nel 2005-06 diventando il più giovane giocatore dei Saints a riuscirci.
Nel finale dell’anno 2005 segnò a più riprese e si guadagnò gli onori di giovane rivelazione dell’anno, ormai le sue performances non poterono esser più occultate e le grandi squadre fecero gara per accaparrarselo.
Alla fine la spuntarono i Gunners di Arsene Wenger, con Walcott che andò alla corte di uno dei massimi maestri nello sviluppo del potenziale di giovani talentuosi.
Nel frattempo c’erano i mondiali del 2006 da giocare: infatti Walcott pur essendo minorenne e pur non avendo mai giocato una partita in Premier League (i Saints all’epoca erano in Football League Championship) fu convocato per il mondiale in Germania dove però pur non giocò mai e potè osservare i suoi compagni perdere ai rigori contro il Portogallo ai quarti di finale.
Gli anni ai Gunners fanno parte ormai della storia recente: fatta di grandi giocate (una di queste proprio contro il “suo” Liverpool in Champions League) e corse irrefrenabili sulla fascia ma allo stesso tempo di infortuni muscolari che sembrano non dargli pace.
Anche la sua collocazione in campo desta sempre qualche dibattito: il giovane vorrebbe giostrare più da punta centrale mentre il manager alsaziano tende a vederlo più come esterno offensivo.
Ora Theo è tornato e si spera per riprendersi una volta per tutte quella maglia da titolare che con l’esplosione di Ramsey, l’acquisto di Ozil e la conferma di Giroud sembra essere tutto tranne sicura.
Theo non ha paura, è cosciente dei suoi mezzi e della sua velocità, che gli sarà utile per superare i concorrenti.

Edoardo Orlandi
@EdoardoO83

Edoardo83
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