L’incontro tra la musica e il calcio: alcuni cori diventati tormentoni

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I tifosi sono senza dubbio il motore principale che mette in moto le emozioni clamorose che da uno stadio. Perché si sa, senza il tifoso uno stadio e vuoto e quasi perde d’utilità e significato. Il grande capolavoro dei supporters restano di fatto le numerose coreografie e cori dedicati a propri beniamini del passato e talvolta del presente.

In particolare in Inghilterra, in alcuni impianti sportivi hanno avuto origine diversi cori e canzoni da stadio dedicati ai singoli calciatori che hanno saputo incunearsi nella mente degli sportivi. Vediamone alcuni.

SALAH, MANE, FIRMINO

Forse l’ultimo in ordine di tempo ma non per importanza e misticità. Era un freddo inverno di Gennaio di circa due anni fa quando un tifoso del Liverpool originario della cittadina di Cork ha ben pensato di proporre alla storica curva dei Reds un coro che esaltasse la potenza tecnica del suo tridente d’attacco; Sadio Mane, Momo Salah e Bobby Firmino. L’intenzione era anche quella di risollevare il morale del popolo rosso del Merseyside in seguito alla partenza del loro fuoriclasse brasiliano Philippe Coutinho direzione Barcellona. Il pezzo ha sicuramente un’impronta comica realizzata sulla base del brano “Sugar Sugar” dei The Archies; dopotutto la Premier League è forse l’unico campionato a fondere il pop e ma tradizione coristica sportiva.

“WILL GRIGG IS ON FIRE”

Risale all’estate del 2016 è forse uno dei cori più strambi dedicati ad un calciatore. Il diretto interessato è l’allora attaccante del Wigan Will Grigg. Nella stagione sportiva 2015-16 riuscì nell’impresa di riportare il Wigan in Championship disputando una League One da urlo come capocannoniere.
Siamo in tempo di europeo in terra francese e il giocatore irlandese sente canticchiare tra la gente uno strano ritornello. L’autore è Sean Kennedy, che trasformò il ritornello di “Freed from desire” di Gala Rizzato, sì proprio un’italiana, in un’ode all’attuale centravanti del Sunderland.
“Will Grigg’s on fire! Your defence is terrified!”.  Senza dubbio un tributo che il nativo di Solihull non si scorderà facilmente.

“YOU ARE MY SOLSKJAER”

Nonostante i tifosi del Manchester United non siano famosi per la propria rumorosità durante i match, non significa che non possano dare origine a cori e canti che giungano in modo prepotente all’orecchio del tifoso ma soprattutto del calciatori; è il caso di Ole Gunnar Solskjaer, l’attuale manager dei Red Devils. Infatti il musicista Jonny Cash dedicò un inno al beniamino norvegese capace di segnare 126 goal in 366 presenze quasi facendo da messaggero della sconfitta per i suoi avversari. La squadra che più ha da recriminare è sicuramente il Bayern Monaco, che nella finale di Coppa dei Campioni del 1998 si vide passare davanti il sogno europeo; Gli uomini di Ferguson ribaltarono lo svantaggio iniziale con una doppietta proprio del centravanti scandinavo arrivata nei minuti di recupero. Da quel momento la Stretford End intonò: “You are my Solskjaer, My Ole Solskjaer, You make me happy, When skies are grey, Oh Alan Shearer, Was f*cking dearer, So please don’t take, My Solskjaer away…”

“CAN’T BUY YOU STONES”

Ancora Liverpool significa in modo inenarrabile “The Beatles”. Questa volta però ci spostiamo in quella che dai cugini viene chiamata “la seconda squadra di Liverpool”, l’Everton. Questa canzone è dedicata all’allora centrale dei toffees John Stones e risale all’estate del 2015 quando lo stopper inglese era richiesto dalla maggior parte dei top team britannici e non solo. Il motivetto cantato dagli spettatori di Goodison Park non è che la lieve rivisitazione del brano “Money can’t buy you Love” del già citato gruppo musicale nel quale Stones prende il posto dell’amore. Evidentemente il tutto non è andato a buon fine vista la cessione poco dopo  del difensore al Manchester City per 60 milioni di euro.

“NANANANA GIROUD”

Qual canzone meglio di “Hey Jude” di Paul McCartney per celebrare la possenza fisica di Olivier Giroud. Al francese fu dedicata questa canzone che esplose definitivamente della finale di FA Cup del suo Arsenal contro l’Aston Villa. Brano impeccabile e deciso con un crescendo d’applausi a rappresentare perfettamente il carattere e le caratteristiche tecniche dell’attaccante transalpino. Il tutto dedicato ad un uomo che in quel dell’Emirates Stadium ha lasciato più di qualche bel ricordo.

“HIS NAME WAS GABBIADINI”

La canzone che non ci si aspettava dedicata all’uomo più inatteso. Siamo nel gennaio del 2017 quando l’attaccante Manolo Gabbiadini passa dal Napoli al Southampton per circa 1 milioni di euro. Pazzi di quel ragazzo tutto acqua e sapone e di belle speranze i tifosi dei Saints gli hanno dedicato un ritornello piuttosto accattivante descrivendo con una punta ironica la trattativa orchestrata dal proprietario del club. “Les Reed went to Europe, to buy a Lamborghini, instead he bought a striker, his name was Gabbiadini”.

di Tommaso Vecchiarelli

Tommaso Vecchiarelli