Splende il sole su Craven Cottage e ad allietare la giornata ci pensano anche i ragazzi capitanati da Scott Parker che partono subito sull’acceleratore e alla mezz’ora di gioco fissano il punteggio sul 3-0 contro un Huddersfield a rischio retrocessione. Scambi repentini e inserimenti rapidi in area sono la chiave perfetta per sbloccare la partita e aprire il mese di febbraio nel migliore dei modi. Come è successo spesso in passato, il Fulham si addormenta e concede due goal in rapida successione agli ospiti; accade tutto nella prima frazione, nella ripresa infatti si tratta di gestire e chiudere la pratica. Tra i giocatori che hanno fornito un’eccellente prestazione emerge il nome di Tom Cairney, autore della seconda rete e in rosa da oltre cinque anni.
In questo articolo parleremo di lui e di quanto sia una pedina fondamentale per questo club; si appropria fin da subito, nel 2015 per la precisione, della maglia numero 10, quel numero tanto ambito che in passato hanno vestito attaccanti prolifici e bomber di razza. Cairney ricopre invece una posizione più arretrata, la mezzala che all’occorrenza gli permette di alternare la fase difensiva a quella offensiva che lo scozzese sa interpretare in maniera ottimale, data la sua vena realizzativa. E’ un centrocampista duttile con il vizio del goal, ha già scritto sette volte il suo nome sul tabellino dei marcatori in questa stagione e non si fermerà per nessuna ragione, con la sua solita voglia di migliorare e di superare il record di tredici reti fissato nella sua seconda annata con i Cottagers. Cresce in territorio inglese a Nottingham da un’umile famiglia, il padre di nazionalità scozzese lavorò come minatore ma ogni occasione era buona per andare insieme al figlio a vedere il Celtic, che diventa ben presto la squadra del cuore di Tom. Parliamo di un bambino prodigio che a soli sette anni ottiene un posto nelle giovanili del Leeds United dove vi rimane per nove anni; qui cresce dal punto di vista tecnico e rafforza il carattere, il suo temperamento non sembra premiarlo , a 16 anni viene scartato dalla società inglese ma è proprio in questa situazione che Cairney reagisce con grinta dopo un iniziale momento di delusione dovuto anche ai numerosi sacrifici fatti dai genitori che riponevano in lui tutte le loro speranze di successo. 
La sua determinazione lo porta ad affermarsi, il suo talento passa per Hull, cittadina del nord-est dell’Inghilterra dove vince nel 2009 il premio di migliore giocatore delle giovanili della squadra arancio-nera con la quale firma un contratto quello stesso anno. Nel 2010 arriva il suo esordio in Premier League e a marzo realizza uno splendido goal da fuori area, il primo tra i professionisti, contro l’Everton. Ancora oggi il centrocampista ringrazia Phil Brown, ai tempi suo allenatore nell’ Academy del Hull City, il quale ha creduto fortemente nelle sue doti a differenza di quanto successo in casa Leeds United, dove si sono sicuramente mangiati le mani per essersi lasciati scappare un gioiellino simile. Tom Cairney soffre di alcuni infortuni e dal 2013 al 2015 si trasferisce in prestito al Blackburn Rovers, dove tra l’altro segna due goal proprio al Leeds. Dal 2015 Craven Cottage è casa sua, viene chiamato per sostituire l’esperto Bryan Ruiz e in quattro anni offre prestazioni esaltanti, realizza più di 30 reti e vince numerosi riconoscimenti personali: più volte giocatore del mese e la nomina nella formazione migliore della Championship a fine stagione. Sa essere anche uomo spogliatoio, colui che mantiene unito il gruppo e rafforza i rapporti tra i compagni, non a caso è diventato da qualche anno capitano della squadra ed è amato da tutti i supporters bianconeri i quali gli hanno dedicato un coro personalizzato dal nome ‘Ain’t nobody like Tom Cairney’.
Lo scozzese racconta spesso un aneddoto legato proprio alla sua tifoseria: dopo aver realizzato il goal decisivo nella finale play-off valevole per la promozione in Premier League contro l’Aston Villa nel 2018 a Wembley, il sogno di qualsiasi calciatore, un tifoso nella pre-season di luglio gli si è avvicinato avanzando una richiesta che ha spiazzato il numero 10 convinto di firmare il classico autografo, la domanda è stata “posso baciarti il piede destro?” – Tom Cairney non ha esitato e ha acconsentito, lui che quel goal ha raccontato di averlo visto durante l’estate fino allo sfinimento.
Il suo contributo sarà vitale ora che la stagione entra nel vivo, la storia potrebbe ripetersi ed una sua rete nelle fasi finali del campionato potrebbe voler dire ancora una volta Premier League, del resto la vetta dista solo 4 punti; il West Bromwich non vive un periodo felice così come il Leeds momentaneamente in seconda posizione ma insidiato dal Fulham di Tom Cairney che potrebbe fare uno sgarbo al suo ex club e compiere la sua vendetta.
Luca Marcat
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