Parla Klopp: “La squadra non è un articolo finito”

Jurgen Klopp e il Liverpool sono a casa in questo momento, aspettando la ripresa delle operazioni. Sky Sports è andata a stuzzicare un po' il tedesco

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In questi settimane di pausa dei campionati un po’ in tutto il mondo, ogni federazione sta seguendo delle indicazioni diverse da paese a paese. Tutte però sulla falsariga di un minimo comune denominatore: si sta a casa. Anche la Football Association ha seguito questo indirizzo, soprattutto dopo che, ormai più di un mese fa, alcuni giocatori di Premier League erano risultati positivi al coronavirus insieme a Mikel Arteta, manager dell’Arsenal. Da allora Sky Sports giornalmente va ad intervistare in videochiamata allenatori, giocatori, opinionisti. L’ultimo della lista è Jurgen Klopp, contattato ieri da David Jones e Jamie Carragher.

Che combina il tedesco in questo periodo

Il manager del Liverpool ha risposto alla chiamata da casa sua, nella mattinata di ieri. Varie le domande che i due uomini di Sky gli hanno rivolto: se il suo stile di vita sia cambiato di molto, come si tiene in contatto con i giocatori, cosa pensa del blocco ai campionati, quando si potrà riprendere, e così via…

A dire la verità, lo stile di vita di Klopp non è cambiato moltissimo nelle ultime settimane: «non uscivo molto prima e sicuramente non posso uscire ora. Non c’è una grande differenza in questi termini». Il tedesco ha ricevuto diversi complimenti il mese scorso, quando ad una domanda in conferenza stampa su cosa ne pensasse del virus, aveva detto che la cosa più importante fosse ascoltare gli esperti. In buona sostanza, solo perché una persona è famosa non significa che debba esprimere la propria opinione pubblicamente su tutto ciò che ci accade intorno. Di conseguenza, ieri come allora, non ha detto la sua su una vicenda che, proprio in Regno Unito, sembra voler punire inesorabilmente i ritardi del governo nell’adottare decisioni concrete e l’impreparazione del sistema sanitario.

Come si rapporta Klopp alla propria squadra?

Jones e Carragher si sono poi concentrati sul rapporto che Klopp ha con i propri giocatori: the boys, come ama chiamarli. In questo periodo lo staff e l’allenatore intrattengono diverse chiamate sia in gruppo, come è possibile vedere sui canali social del Liverpool, sia individualmente. Ogni giocatore ha una propria schedule di lavoro individuale da seguire a casa, non potendosi svolgere nessuna attività in gruppo fino all’ok delle autorità competenti.

In termini di relazione invece, il 52enne di Stoccarda è stato stuzzicato su come preferisca gestire la propria squadra. Risposta molto semplice: «sono un loro amico, ma non il loro migliore amico. Se qualcosa non va ho il dovere di farglielo presente, il mio ruolo richiede questo».

«Quando preparo la formazione ogni settimana avverto in anticipo i giocatori – ha proseguito Klopp – in maniera tale che un giocatore non sappia due ore prima del match se giocherà o meno. E quando avverto un giocatore che rimarrà in panchina per la partita seguente non apprezzo che si faccia polemica sulla decisione dell’allenatore in quel momento. Perché nei giorni che precedono la partita la cosa più importante è il bene della squadra, non il singolo. Se un calciatore viene a chiedermi spiegazioni prima del fischio d’inizio, significa che non ha capito che la squadra viene prima. Dopo il fischio finale, in vista della prossima partita, la mia porta è assolutamente aperta a qualsiasi chiarimento».

 

Il futuro attende i Reds

Il momento clou dell’intervista riguarda però le sue aspettative per il futuro. Non si sa con certezza se e quando il football ritornerà ad essere il pensiero più importante per i club. Come il manager ha sottolineato, i paesi stanno prendendo approcci differenti. Dall’Olanda che ha chiuso definitivamente i battenti insieme al Belgio, all’Italia che vede la Federazione rimettere totalmente la decisione nelle mani dell’autorità governativa, alla Germania che, insieme al governo e a tutte le parti coinvolte, sembra indirizzata ad una ripresa delle attività il 9 maggio, con termine delle partite fissato in giugno.

E dopo il virus? Cosa si deve aspettare il Liverpool dal futuro? «La squadra è davvero forte ma può ancora migliorare molto. Non è un articolo finito, c’è ancora spazio per qualcosa di nuovo». Da capire cosa intenda Klopp per qualcosa di nuovo. Soluzioni tattiche, nuovi giocatori (Werner sembra sempre più vicino) o, come i tifosi dei Reds sperano, entrambe?

di Daniele Calamia

 

 

 

Daniele Calamia