Oba Oba Martins al Newcastle: tra capriole e sfortune

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Obafemi Martins, meglio conosciuto come Oba Oba, lo ricorderanno in tanti con addosso la casacca dell’Inter, dove si fece conoscere grazie alle sue spiccate abilità realizzative e per la sua esultanza particolare, che lo accompagnerà per tutta la sua interminabile carriera, che sembra non avere fine ancora oggi. Oba Oba ha appena firmato un nuovo contratto in Cina, dove, Coronavirus permettendo, spera di tornare a gioire e siglare reti da capogiro, da far girare la testa erano anche le sue ripetute capriole all’indietro compiute subito dopo un goal.

 

Di sue capriole ne abbiamo viste tante, senza dimenticare però i suoi “capitomboli”, facciamo riferimento, metaforicamente, a tutti i momenti difficili che l’attaccante nigeriano ha attraversato. Martins viene scoperto in patria nel 2000 dalla Reggiana, giusto il tempo di disputare alcune partite in C1 ed essere scovato dall’Inter. In primavera convince e complice l’assenza di attaccanti, Héctor Cúper lo lancia nella mischia appena maggiorenne, alla fine del 2002. La scelta si rivela azzeccata, Oba Oba segna la sua prima rete nella fase a gironi di Champions League di quella stagione contro il Bayer Leverkusen, che qualifica i milanesi ai danni del Newcastle United. Il club inglese adocchia Martins in quel periodo, il suo nome è in cima alla lista dei preferiti che potrebbero, in un futuro prossimo, ereditare il numero 9 della leggenda di St. James’s Park, Alan Shearer. Martins sembra però lontano dall’Inghilterra, i tifosi nerazzurri si entusiasmano per la sua velocità, il famoso goal, seppur vano, del pareggio contro il Milan in semifinale di Champions e per il salto mortale all’indietro. Nelle tre stagioni successive a San Siro, i suoi centri aumentano e nell’annata 2004-2005 raggiungono quota 22, 6 dei quali contribuiscono alla vittoria della sua prima Coppa Italia. La stagione successiva arriva la seconda Coppa Italiana e lo Scudetto. Nell’estate del 2006, Martins era al settimo cielo e ignaro di quello che stesse per accadere, era convinto di fare la storia del “Biscione” ma con Mancini, complici anche gli arrivi di Zlatan Ibrahimovic e Hernán Crespo, venne lasciato nel dimenticatoio.

 

Il Newcastle United si ricorda di lui, si fa avanti alla fine di una finestra di mercato turbolenta e piazza il colpo, assicurandosi il gioiellino africano per una cifra importante di 16 milioni di euro. Obafemi Martins “tradisce” il nero-azzurro con il bianco-nero, ha solo 22 anni e vuole dimostrare a tutto il mondo che in Italia avevano commesso un grande errore nel lasciarlo andare. Da quel momento, però, la sfortuna si impossesserà di lui e gli impedirà di riscattarsi e dimostrare il suo straordinario potenziale. Il destino è beffardo e maledetto e gli riserva un brutto infortunio all’esordio in Premier League contro l’Aston Villa. Il nigeriano non è in gravi condizioni e ha una voglia matta di riprendere, poche partite dopo ritorna in campo più affamato di prima e ruggisce. Il bottino finale per quella stagione è di 17 reti, non male per un centravanti in cerca di riscatto. Oba si ritrova in una piazza pretenziosa ma l’avventura è stimolante e il pubblico straordinario e chiassoso quanto basta. Ancora una volta, in pochi credono in lui e anche Allardyce gli preferì a lungo Owen e Viduka nel corso della seconda stagione. Martins si sente messo da parte: si tratta, con tutta probabilità, di uno dei giocatori più sottovalutati della storia del calcio. Come al solito, lui non si lascia scoraggiare e decide di affrontare questa situazione con il sorriso stampato sulla faccia, uno dei suoi migliori pregi e suo punto di forza. La sua espressione colma di allegria contrasta l’atmosfera cupa e tetra di Newcastle, che decide di ridargli una chance solamente all’arrivo di Keegan che comincerà a rimpiegarlo regolarmente in un tridente che valse la salvezza.

 

 

La buona sorte non ne vuole proprio sapere di restare dalla sua parte, lo si capisce quando nell’agosto del 2008 Oba Oba perse la madre, morta in Nigeria nel tentativo di sfuggire ad un incendio. L’attaccante era estremamente legato alla donna, era a pezzi e dopo quel fatidico evento la sua carriera non decollò mai più. In seguito a questo dolore, Martins ebbe problemi fisici di ogni genere: prima ad una coscia, al ginocchio e poi un’ernia. Il numero 9 si è trovato a lottare insieme ad un Newcastle vicino al baratro e gestito da una società mediocre. Rientrò giusto in tempo per le ultime partite di Premier League, in tempo per sopportare un’ennesima delusione: la retrocessione in Championship. Ai Magpies sarebbe servito solo un punto per salvarsi ma sul campo del Birmingham, Martins si divora il pareggio che avrebbe consentito di agguantare i padroni di casa. L’ annata si conclude nel peggiore dei modi, Oba è esausto e inizia a valutare l’idea di cambiare aria.

 

 

Nel 2009, il Newcastle era in vendita e trattare il suo cartellino, valutato 10 milioni di sterline, non era semplice. Entrambe le parti spingono verso l’addio, Oba Oba saluta l’Inghilterra e si rammarica per non aver lasciato il segno e non essere entrato nel cuore dei tifosi locali.

 

Passa al Wolfsburg dove in un anno fa vedere buone cose, poi Rubin Kazan, Birmingham dove segna il goal che vale la Carling Cup, secondo titolo nella storia del club inglese dopo 48 anni, e Levante. Nel 2013 è il turno dell’America: con i Seattle Sounders lo si rivede al top come non lo si vedeva ai tempi dell’Inter: segna 40 goal in due stagioni. Nel 2014, dopo una carriera di successo con la nazionale nigeriana, in seguito ad alcuni dissidi con i compagni, annuncia clamorosamente l’addio. Nel 2016 a Martins spetta un’altra esperienza, questa volta in Cina allo Shangai Shenua, dove vi resta fino al 2018 e vi ritorna adesso, dopo due anni di inattività. Questo perché Obafemi Martins è fatto così, è un giramondo e non è capace di fermarsi.

Che fine ha fatto? Obafemi Martins, il giramondo del calcio a suon ...

Luca Marcat