Nel 2020 se nomini Harry Kane tutti quanti pensano ad un grande bomber, capace di trascinare il Tottenham e l’Inghilterra a grandissime vittorie. C’è da dire però che la carriera dell’Uragano Kane non è stata sempre rose e fiori, anzi, prima di esplodere ha affrontati tanti anni di gavetta, non arrendendosi mai. Un bomber di razza, capace di siglare ben 197 reti in 343 partite con i club, di cui 181 in 278 solamente con gli Spurs.
Ma ora facciamo un salto nel passato, precisamente negli anni 2000, quando a 8 anni entra nelle giovanili dell’Arsenal. Si, avete letto bene, gli acerrimi rivali degli Spurs. La sua in realtà è soltanto un “mordi e fuggi” perché passa solamente un anno e passa ai Ridgeway Rovers, squadra di Chingford, sua città natale. Nel 2004 arriva il grande momento e passa alla sua squadra del cuore, ovvero al Tottenham Hotspurs. Nella stagione 2010/2011 firma il suo primo contratto da professionista e nella sessione invernale viene mandato in prestito al Leyton Orient, dove alla seconda presenza sigla la sua prima rete in carriera. Per lui un prestito “breve” prima di tornare alla base ed esordire in Europa League nel mese di agosto; a dicembre contro gli Shamrock Rovers arriva la prima rete in maglia Spurs.
Il ragazzo però è ancora giovane e non convince la dirigenza. Da qui iniziano infatti i suoi 18 mesi di prestito. Il primo sponda Millwall, dove in appena sei mesi sigla 9 reti in 27 presenze e conquista la nomina di giovane dell’anno del club. Poi il passaggio al Norwich, una parentesi che nessuno ricorda e che forse è meglio così; 3 presenze in appena sei mesi e passaggio, sempre in prestito al Leicester City. Qui incontra Jamie Vardy, dove insieme faranno anche tanta panchina (la foto è diventata virale al giorno d’oggi visti i loro successi). Con le Foxes altri sei mesi di prestito, 13 presenze e solamente 2 reti.
Nell’estate del 2013 eccolo di ritorno al Tottenham, in una sessione dove arrivarono giocatori del calibro di Roberto Soldado e Christian Eriksen. Una prima stagione non all’altezza della situazione con appena 4 reti in 19 presenze, anche se c’è da dire che Kane era stato aggregato in prima squadra dall’Under 21. La stagione successiva arriva in panchina Mauricio Pochettino e Kane viene confermato dallo stesso tecnico in prima squadra. Sarà l’anno della vera nascita dell’Uragano Kane. 21 reti in 34 presenze in Premier League, vice capocannoniere della competizione, secondo solo ad un certo Kun Aguero; in totale 51 presenze e 31 reti.
Da quella stagione Harry Kane è diventato la stella del Tottenham, numero 10 sulle spalle conquistato e nuovo idolo della tifoseria del White Hart Lane. Nei due anni successivi trascina gli Spurs al terzo e secondo posto in classifica siglando rispettivamente 25 e 29 reti, conquistando in entrambe le occasioni il titolo di capocannoniere. Harry Kane con la maglia degli Spurs si sta togliendo tantissime soddisfazioni, come quando nel 2019 superò il record di Alessandro Del Piero, arrivando a 20 reti in Champions League in appena 24 gare. Ed è proprio parlando di Champions League che possiamo parlare del più grande dolore calcistico dell’attaccante inglese. Lo scorso anno, dopo un lungo infortunio, riuscì a disputare la finale della massima competizione europea. Una storica finale persa però per mano del Liverpool di Jurgen Kloop.
Harry Kane però non è solamente l’Uragano del Tottenham ma lo è anche della nazionale inglese, di cui è attualmente capitano. Il suo esordio è avvenuto nel marzo del 2015, quando Hodgson decise di portarlo per la sfida contro la Lituania. Lo stesso giorno Harry Kane decide di lasciare un segno indelebile, andando in gol dopo appena 79 secondi dal suo ingresso in campo. Viene convocato agli Europei del 2016 ma qui non riuscì a lasciare il segno. Segno che però lasciò ai mondiali del 2018, quando l’Inghilterra venne sconfitta in semifinale ai supplementari dalla rivelazione Croazia. Ai mondiali, disputati in Russia, Kane si laurea capocannoniere con 6 reti. Al giorno d’oggi Kane risulta essere al 6° posto dei cannonieri con la maglia della nazionale inglese, con 32 reti in appena 45 presenze.
Nel dicembre del 2018 Harry Kane è stato premiato con l’onorificenza dell’Ordine dell’Impero Britannico per i suoi brillanti servizi nel mondo del calcio inglese.
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