Il Macclesfield Town, formazione d’oltremanica che milita in Conference Premier, la quinta divisione inglese, nei mesi scorsi si è proposto come organizzatore della Coppa del Mondo 2026.
In realtà si tratta soprattutto di una provocazione nata successivamente alla scoperta degli scandali legati alla corruzione emersi in seno alla dirigenza della FIFA e che hanno portato alle dimissioni del presidente Joseph Blatter.
Fifa corruption scandal: Macclesfield Town wade into debate with World Cup bid of their own | Metro News http://t.co/PqpgjT6nG5
— Joe Steel (@Joe_Steel84) 3 giugno 2015
Il club ha deciso così di lanciare la propria candidatura ufficiale per l’edizione 2026, al momento ancora priva di meta, presentando attraverso un comunicato stampa le proprie credenziali: “Dopo intense discussioni con le autorità rilevanti, la città lancerà la sua candidatura ufficiale per la prestigiosa competizione”, così inizia il testo ufficiale. La candidatura, assolutamente ironica, prosegue indicando il periodo dello svolgimento degli incontri (fra 11 giugno e 12 luglio 2026) ed anche dove verrebbe giocato il il match inaugurale e la finalissima (il Moss Rose Stadium, “arena” del club, con una capienza massima di 6.335, in erba naturale e costruito nel 1891).
Inoltre, prosegue sostenendo che ci sarebbero ben 16 Bed and Breakfast pronti ad ospitare le 32 Nazionali. Da ultimo sono indicati i costi a carico dell’organizzazione: £249.99, pari a circa 340 euro, incluse le reti nuove per i campi d’allenamento.
Dulcis in fundo, il club non si dimentica certo di omaggiare la FIFA: 55 euro circa sono più che sufficienti per ringraziare le massime autorità del calcio mondiale in caso di assegnazione dell’edizione 2026.
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