La vera storia di Matt Le Tissier: il “dio” nello stadio dei Saints

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La storia di Matt Le Tissier è strettamente legata alla formazione inglese del Southampton. Infatti, se vi dovesse capitare di dover chiedere ad un tifoso dei The Saints  chi è Matthew Le Tissier, questo risponderebbe immediatamente: “He’s God, Le God”. Sì perché per i tifosi di questa squadra non si parla semplicemente di Le Tissier, ma si parla di Matt Le God Le Tissier. Ma questo non è tutto: per anni, lo storico stadio del Southampton ha accolto i propri giocatori e tifosi avversari con la scritta “Benvenuti nella casa di Dio“, dove per la casa di Dio si intendeva lo stadio dove giocava il Dio Le Tissier. Una frase che sfiora la blasfemia ma che rende l’idea di quanto sia stata importante la leggenda di Matt Le Tissier per il calcio britannico.
Un giocatore talmente amato che nel corso della sua carriera Matt Le Tissier ha ricevuto dai propri sostenitori e non solo diversi soprannomi tra i quali: Tizz, Le Kiss, Le Tiss, The Magician, The Weaver (il tessitore, un riferimento al suo cognome di origine francese).

Come abbiamo detto, quindi, il calciatore Matt Le Tissier è stato venerato a Southampton, ma rispettato ovunque per merito dei suoi colpi di classe che lo hanno eletto come uno dei principali sovvertitori dei luoghi comuni del calcio. Infatti, almeno fino alla sua discesa in campo, si è sempre sostenuto che il campionato inglese della Premier League fosse sostanzialmente fisico e che seguisse la storica filosofia del “kick and run”, palla lunga e pedalare. Privo dunque di estro e bel gioco.
Ci ha pensato proprio Matt Le God Le Tissier a mandare all’aria questa credenza, non perdendo mai occasione per dribblare gli avversari e tentando pallonetti ribadendo che nella sua idea di calcio veniva prima la classe e poi il fisico.

La storia di Matt Le Tissier

La storia di Matt Le Tissier rappresenta quello che può essere definito uno dei paradossi del calcio moderno.
Infatti, all’interno di uno sport che si stava sempre più votando esclusivamente allo show-business, i “no” rifilati dalla leggenda Matt Le Tissier sono stati più volte interpretati come eccesso di originalità sommati anche ad una buona dose di pigrizia. Proprio come accadde quando, all’apice della propria carriera Matt Le Tissier rifiutò un’importante offerta da parte del Tottenham con la scusante che la frenesia di una città come Londra lo avrebbe penalizzato dal punto di vista umorale e quindi ne avrebbe risentito sul campo.
Esattamente come rifiutò anche il pressing di un certo Alex Ferguson, all’epoca già alla guida del club più vincente d’Inghilterra negli Anni 90.
Niente da fare. La biografia di Matt Le Tissier è sempre stata legata al Southampton ed alla tranquillità della costa del Sud. Una tranquillità che non sarebbe stato disposto a cedere neppure in cambio di uno stipendio dieci volte più remunerativo.

Ma non possiamo non parlare della biografia di Matt Le Tissier senza iniziare dal principio.
Nato il 14 ottobre 1968 da una famiglia con antiche radici franco-normanne. Quarto e ultimo figlio di papà Marcus e mamma Ruth il quale fin da piccolo si è dimostrato appassionato di sport giocando prima a cricket e poi, con maggiore trasporto, a pallone.
Ma dal momento che la sua famiglia risiedeva sull’Isola di Guernsey, a Saint Peter Port, sul canale della Manica, il giovane ragazzo nei primi anni della sa vita è stato accompagnato da un profondo dubbio: le conquiste che riusciva ad ottenere sul campo derivavano dalla sua bravura e dalla sua classe o riusciva ad ottenere questi risultati grazie allo scarso livello dei propri avversari?
La risposta a questa domanda non ha tardato ad arrivare. Era il 1981 quando il ragazzo ha preso parte ad un camp alla Saints Soccer School, il centro di addestramento del Southampton. Qui si fece fin da subito notare per le sue prodezze tecniche e per le sue qualità grazie alle quali venne convocato anche per un provino all’Oxford United dal quale non ne uscì trionfante. Ma nel maggio del 1985 ha posto la firma sul contratto della vita col Southampton grazie all’intuito di Bob Higgins, talent-scout al quale si deve senza dubbio la leggenda di Matt Le Tissier e verso il quale i fans dei Saints serberanno infinita gratitudine.

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Una vita con il Southampton

Nonostante il Southampton avesse già in bacheca una FA Cup nel 1976 e vantasse due promozioni in prima divisione, con l’arrivo in squadra del calciatore Matt Le Tissier la storia di questa squadra assume tratti leggendari.
Infatti, fin dagli esordi della sua carriera Matt Le Tissier si metterà in risalto per una particolare caratteristica che non lo abbandonerà mai nel corso degli anni: mettere a segno dei gol mai banali.
All’interno della biografia di Matt Le Tissier la stagione da ricordare è senza dubbio quella del 1989/1990, quando il Southampton chiude il campionato al settimo posto soprattutto per merito di Matt Le God Le Tissier e dei suoi compagni del reparto offensivo: Rodney Wallace, Paul Rideout ed Alan Shearer. Insieme a questi ragazzi ha realizzato ben 71 gol: 20 totalizzati da Le Tissier, il quale si è aggiudicato anche il premio PFA Young Player of the Year Award.
Ed è proprio a seguito di questa brillantissima stagione che il calciatore Matt Le Tissier si troverà di fronte ad un bivio: restare a giocare all’interno dello stadio La casa di Dio oppure accettare un’importante offerta da parte del Liverpool pari a 2 milioni di sterline.
Tra lo stupore generale, il calciatore Matt Le Tissier rifiutò questa clamorosa offerta.
Rimasto a giocare nello stadio La casa di Dio, nella stagione successiva, 1990/1991 realizzò altre 19 reti in campionato confermando il suo attaccamento alla maglia ed alla squadra.
Nell’estate del 1991 allo stadio La casa di Dio arrivò Jan Branfoot, il quale si rivelerà solo successivamente uno dei manager meno benvoluti dai tifosi biancorossi. Infatti, il suo stile di gioco era eccessivamente dogmatico, ancorato alla fisicità del calcio britannico. Un calcio dove c’era davvero poco posto per Matt Le God Le Tissier.
Si potrebbe scrivere un libro su Matt le Tissier e le difficoltà riscontrate in questo periodo da giocatore il quale, nonostante tutto, riuscì a portare la squadra alla salvezza e persino alla finale di Coppa di Lega. Finale che venne poi persa a Wembley per 3-2 contro il Nottingham Forest. Ovviamente, una delle reti del Southampton apparteneva al calciatore Matt Le Tissier.
L’anno ancora successivo, il 1992, ha visto la comparsa della Premiership, la nuova lega inglese. Il Southampton non ha più in squadra Shearer, sacrificato per fare cassa. La squadra sopravvive ma fa fatica. E la delusione si vede e si percepisce soprattutto negli occhi dei tifosi presenti allo stadio La casa di Dio.

Con i tifosi visibilmente insoddisfatti, la società archiviò la gestione Branfoot e del 1994 fece sedere sulla panchina biancorossa Alan Ball, una ex gloria dei Saints.
Ed è stato proprio “Bally” a rivelarsi come la miglior guida possibile per Matt Le God Tissier dal quale riuscirà a ricavare il meglio.
Con lui sulla panchina i gol di Matt Le Tissier sono arrivati ad essere ben 30 complessivi, 20 dei quali realizzati in Premier League. Tra questi si possono notare alcuni dei più bei gol di Matt Le Tissier i quali andarono anche a compilare la collezione di “Goal of the Season”, la hit parade che presenta le più belle reti messe a segno all’interno di tutto il campionato.

Successivamente a questi anni pieni di trionfi e pieni di gol di Matt Le Tissier, dalla seconda metà degli anni ’90 ha avuto inizio un’inesorabile parabola discendente, dovuta principalmente a diversi infortuni.
Con il passare degli anni i muscoli sono diventati più fragili ed il calcio è diventato sempre più duro per Le God, anche se non sono venuti meno alcuni colpi di genio.
Allo stesso tempo, i Saint si preparano anche a dare l’addio al proprio stadio, “The Dell”, soprannominato anche, come abbiamo già detto, lo stadio della casa di Dio.
E così, il 19 maggio 2001, nel match contro l’Arsenal si segnava la conclusione del campionato, i tifosi si preparano ad un doppio addio: al proprio amato stadio ed al proprio amato giocatore.

I migliori gol di Matt Le Tissier

27 febbraio 1990 – Southampton-Norwich

Se si guarda la biografia di Matt Le Tissier capiterà più volte di trovare che all’interno della stessa partita egli abbia realizzato più di un gol fuori dall’ordinario.
Una di queste partite è proprio la sfida contro il Norwich, nel 1990, nel corso della quale Le God ha messo a segno la sua seconda tripletta con la maglia dei Saints. Il primo gol realizzato è quasi trascurabile: una girata all’interno dell’aria di rigore con un controllo eccezionale. La seconda rete, invece, ha infiammato i tifosi e non solo. Le God riceve il pallone poco oltre il cerchio di centrocampo ed avanza verso l’aria di rigore avversaria stordendo Andy Townsend con una serie di finte. Infine, con un colpo rasoterra da sedici metri, insacca la sfera in rete.
Il terzo gol, arriva in seguito ad un contropiede, scavalcando il difensore avversario con un pallonetto.

14 febbraio 1994 – Southampton-Liverpool

Una delle più belle frasi su Matt Le Tissier è stata pronunciate da mister Alan Ball in seguito al suo arrivo sulla panchina biancorossa del Southampton: “Matt è il nostro miglior giocatore, la chance migliore che abbiamo per uscire dai guai. Ovunque lo troviate in mezzo al campo, dovrete passargli la palla. Quando riceverete la sfera, avrete soltanto una domanda da fare a voi stessi: ‘Sono in grado di farla arrivare a Tiss?’. Lui penserà a tutto il resto“.
Ed è proprio successivamente a queste belle parole a lui riferite che Le Tissier ha ringraziato il proprio allenatore per la fiducia realizzando una rete appena dopo 27 secondi dall’inizio del match contro il Liverpool, con un gol di rara potenza e precisione.
Ed è proprio una delle migliori frasi di Matt Le Tissier a ricordare quel gol incredibile: “Quello contro il Liverpool è stato uno dei tiri più puliti della mia carriera, il pallone è partito come un razzo. Era il giorno di San Valentino, è stato magnifico: non ho nemmeno dovuto portare mia moglie fuori per una tipica cena col sovrapprezzo“.

10 dicembre 1994 – Blackburn-Southampton

Con la conferma di Alan Ball sulla panchina biancorossa, il rapporto con Le Tissier è cresciuto e si è rafforzato sempre di più.
La squadra ha potuto continuare a giocare serena e priva di pressioni ed è proprio in questo clima che è potuta crescere sempre di più la leggenda e la storia di Matt Le Tissier.
Secondo quanto ha scritto lo stesso Matt Le Tissier sul suo libro, quello del 10 dicembre 1994 è il gol più bella della sua carriera.
La partita si è disputata allo stadio Ewood Park, del Blackburn il quale successivamente avrebbe portato a casa il titolo in quella stagione grazie alle reti di una vecchia conoscenza di Le God: Alan Shearer. Gran parte del merito di quel trionfo è dovuto anche ad un’altra vecchia conoscenza di Le Tiss: Tim Flowers.
Lo stesso Tim Flowers al quale fu chiesto di scrivere qualche riga per la prefazione del libro di Matt Le Tisser:”Taking Le Tiss”. Il portiere scrisse una delle migliori frasi su Matt Le Tisser: “Matt Le Tissier: firmò con il Southampton, mangiò moltissimo, segnò alcuni gol assurdi, avrebbe dovuto lasciare il club“.

Tornando a quella partita, il Southampton perse, ma Le Tissier mise a segno un gol indimenticabile. Impossessatosi del pallone iniziò ad avvicinarsi alla porta a passo lento ma con una frequenza veloce nei movimenti. Ha saltato i difensori avversari con una cadenza che non aveva alcuna logica. Dopo aver percorso una decina di metri ha scaricato il pallone in rete da una posizione dalla quale non aveva senso provarci, ma ci è riuscito. Quello stesso gol fu poi scelto come BBC Goal of the Season, e non sarebbe potuto essere diversamente.

26 ottobre 1996 – Southampton-Manchester United

Gli anni iniziarono a farsi sentire per Le Tissier ed a pesare su di lui fu anche la decisione del club di lasciar andare Alan Ball. A Le God restava, però, ancora un sogno da realizzare: quello di prendere parte al Mondiale del ’98 in Francia con la maglia dell’Inghilterra.
Ed è proprio la voglia di Nazionale che ha spinto la leggenda Matt Le Tisser a compiere ancora prodezze degne di nota, come quella del 26 ottobre 1996 contro il Manchester United.
Sembrerebbe che ci sia una storia su Matt Le Tisser e questo gol. Infatti, parrebbe che Le Tiss abbia passato molto tempo a studiare il pallonetto con cui Philippe Albert aveva messo in difficoltà un fuoriclasse come Peter Schmeichel appena qualche giorno prima. Dunque, quando sull’1-0 ha ricevuto e raccolto il pallone centralmente, Le God aveva davanti ai propri occhi esattamente quella scena che aveva a lungo studiato davanti alla tv. Quindi ha atteso che Schmeichel uscisse fuori dai pali, ha dribblato il proprio avversario e realizzato un tocco che stato pura poesia.

 

L’ultima partita di Matt Le Tissier

Come abbiamo già detto in precedenza, il 19 maggio 2001 si è disputata l’ultima partita di Matt Le Tissier con la maglia del Southampton ma anche l’ultima partita del Southampton nello storico stadio “The Dell” per trasferirsi successivamente al St. Mary’s Stadium.
Dunque, lo stadio che lo aveva visto arrivare ragazzino e con il quale era cresciuto avrebbe terminato la propria carriera insieme a lui.
Di per sé la partita non è stata particolarmente degna di nota anche se naturalmente ricca di pathos e di emozione per il momento.
D’altra parte i Gunners non ambivano a niente poiché fuori dalla corsa per il titolo ed i Saints avevano già conquistato matematicamente la salvezza ben cinque partite prima.
Ma l’ultima partita al The Dell non poteva essere una partita qualsiasi.
Eppure Matt Le Tissier non era presente sul campo da gioco. Era fuori per un infortunio ma aveva deciso che non poteva assolutamente mancare a questo evento.
La sua apparizione in quella gara doveva essere solamente per i tifosi, perché ricevesse il giusto tributo dai suoi sostenitori. Entrato in campo al ’70 è stato accolto dagli applausi del pubblico, con il presidente seduto in tribuna ed i tifosi in lacrime.
Tutti sapevano che si trattava dell’ultima partita tra le mura dello storico stadio e molti presumevano che sarebbe stata l’ultima del proprio beniamino ormai trentatreenne.
Nel mezzo della commozione generale, però, c’era una partita che doveva essere disputata e Matt Le God Le Tisser non se ne era certo dimenticato.

All’89 minuto di gioco il risultato era fisso sul 2 a 2 e sembrava che ormai non dovessero esserci ulteriori stravolgimenti di risultato. Ma così non fu: il portiere effettuò un lancio lungo sui piedi di Le Tissier il quale, dopo un iniziale controllo non proprio preciso, impattò il pallone con una mezza girata beffando il portiere avversario ed insaccando la sfera proprio sotto l’incrocio dei pali.
Un gol clamoroso che chiuse la partita e segnò anche la conclusione di un’era gloriosa per il Southampton.
Solamente un calciatore come Matt Le Tisser avrebbe potuto mettere a segno una rete così bella nello stadio che lo aveva accolto e cresciuto come un figlio.

Una delle migliori frasi di Matt Le Tisser è proprio dedicata a questo romantico gol: “Non era un pallone semplice, reso ancora più difficile dal tentativo di Chris Marsden di calciare al posto mio. Ma anche con il mio piede sinistro avevo più chance di segnare di lui. L’esplosione del pubblico fu incredibile, a ricordarla ho i brividi lungo la schiena. Sapevo cosa significava quel gol per tutti loro, non soltanto per me. Lo stadio portava 15.200 persone ma giurerei che quel giorno, a fine partita, sul campo, ce ne fossero almeno il doppio. Ho sempre pensato che sarei stato io a segnare l’ultimo gol in quello stadio, ma ero totalmente impreparato per le emozioni provate in quei momenti

Taking le Tiss [Lingua inglese]
  • Tissier, Matt Le (Author)