Ci avevamo creduto. Ci avevamo creduto davvero nella possibilità di strappare almeno un punto al Britannia Stadium, anche considerando le recenti brillanti prestazioni della nostra difesa, eccezion fatta per la nemesi storica che va sotto il nome di Lukaku. Invece i Potters, che per tutta la stagione sono stati un cliente più che ostico da trattare in casa, hanno fatto il loro dovere: passati in svantaggio e costretti a recuperare, hanno portato a casa per 3 a 1 la partita senza troppi affanni visto che, nonostante al Paddy’s day mancassero ancora un paio di giorni, gli svarioni che la difesa claret&blue ha posto in essere regalando goal sembravano un bell’anticipo della festa in verde.
THE SECOND COMING – Il nostro AC9, finalmente nell’undici iniziale, fa il suo dovere portando rapidamente in vantaggio il West Ham con un’elegante colpo di testa ad anticipare il mondo intero, su passaggio dell’Eminenza Grigia Noble, sempre più leader del centrocampo in claret&blue.
Andy si impegna molto, vuole a tutti i costi uno degli ultimi biglietti aerei rimasti per aggregarsi ai “Leoni” in Brasile, pur avendo giocato fino ad ora in stagione solo 7 partite grazie ad infortuni e interpretazioni teatrali (“…and the Oscar goes to… Chico Flores!“).
Ad onor del vero, negli ottantatrè minuti di permanenza in campo AC9 è stato una costante e concreta minaccia per lo Stoke City, costringendo Shawcross ad un’ampia gamma di infrazioni del regolamento di gioco per bloccarlo (a fine gara risulterà, infatti, il più falloso dei suoi). E c’è di più: se non fosse stato per l’arbitro “Occhio di Lince” Pawson, Carroll si sarebbe procurato anche un limpido rigore, quando in una delle tipiche battaglie aeree con Muniesa, lo obbliga ad una parata miracolosa. Peccato che Muniesa non sia il portiere, e che l’intervento si sia verificato in piena area… ma tant’è: sugli errori arbitrali quest’anno possiamo contare quasi esclusivamente in negativo!
UBRIACATURA COLLETTIVA – Non si riesce a capire cosa possa essere successo alla brillante fase difensiva degli Hammers, uscita più o meno dignitosamente da Goodison Park, e fatta a pezzi al Britannia Stadium: sembrava che i ragazzi avessero perso grinta e senso dell’orientamento.
Pareggio preso “da polli” con difesa schieratissima e Crouch che ruba il tempo ad uno spaesato Tomkins.
Si va al riposo sul punteggio di uno a uno e tutti speravamo in un bel discorsetto di Big Sam che svegliasse i ragazzi, per una ripresa combattuta. Invece, dopo l’annullamento del goal di Capitan Nolan purtroppo in fuorigioco, le gambe diventano molli a Stoke-on-Trent e pagano al punto che riusciamo nell’impresa di far segnare il redivivo Arnautovic (su di lui, il miglior commento è rivedere la faccia dello Special One il giorno della presentazione all’Inter) col “gollonzo” della settimana.
A chiudere il conto la staffilata mostruosa di Odemwingie che conclude una bella azione in contropiede tre contro tre dei Potters.
Big Sam e i ragazzi non trovano il bandolo della matassa e incassano una sconfitta meritata: qualche cambio di troppo nella formazione iniziale, mono-tattica prevedibile e attuata con ritmi lenti, scarso mordente in campo hanno determinato un risultato sostanzialmente giusto e che dovrebbe farci riflettere.
NIENTE PSICODRAMMI – Se ad un gioco prevedibile (testa di Carroll e inserimenti dei centrocampisti) uniamo scarso agonismo e attenzione a corrente alternata non possiamo aspettarci altri risultati, se non quello che abbiamo visto a Stoke-on-Trent. Sicuramente i numerosi cambi negli undici uomini che hanno iniziato il match possono aver influito sul ritmo dei ragazzi, alcuni giocatori, come il nostro Nocerino ad esempio, nelle gambe non avevano che pochi minuti sul campo in una vera partita, inoltre i risultati del Fab-february, accompagnati dal lungo stop per la coppa, hanno forse allentato un po’ la tensione da kill-or-be-killed che ci ha dato la carica per quella fantastica cavalcata di inizio anno.
Inutile aspettarsi grandi soluzioni alternative al gioco che siamo stati abituati a vedere, con fortune alterne, per tutta la stagione: Big Sam è Big Sam nel bene e nel male, lo sappiamo tutti, ma proprio per questo motivo è lecito aspettarsi che provochi un cambio di passo nell’atteggiamento dei ragazzi, per recuperare la grinta che li ha animati in febbraio.
Quello che conta è capire il perché di questi risultati negativi senza fasciarsi inutilmente la testa: anche non stravolgendo il gioco abbiamo possibilità comunque di poter dire la nostra, a patto di mantenerci calmi e pensare a giocare ogni partita come una finale.
Del resto Hull City e Crystal Palace vengono a giocarsela nel nostro castello, e perché non potremmo pensare di far punti anche in trasferta con Black Cats e Baggies?
Calma Martelli, ed evitiamo di cadere in controproducenti attacchi di panico, siamo usciti alla grande da un autunno disastroso, ora riprendiamo a macinare punti col giusto piglio: testa bassa e duro lavoro!
Intanto sabato vengono a trovarci gli “amici” Red Devils: stagione pressoché fallimentare la loro, ma non certo preda facile per gli Hammers… se però succedesse l’inaspettato e gli si giocasse un bello scherzetto, forse anche questo nostro travagliato finale stagione prenderebbe un’altra piega.
L’appuntamento è per sabato alle italiche 18:30, e speriamo di servire al Manchester United un bell’aperitivo claret&blue.
COME ON YOU IRONS!
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