REDS CORNER – No regrets

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NO REGRETS – Non ci devono essere rimpianti a mio parere. La partita di lunedì contro il Crystal Palace, ribattezzata da molti come la Istanbul dei Reds ha visto gli stessi farsi rimontare 3 gol nell’arco di 9 minuti a partire dal minuto 78’ di una partita che i ragazzi di Rodgers non solo conducevano per 3 a 0, ma avevano dominato in lungo e in largo, con l’obbiettivo e la velatamente celata speranza di poter ottenere un risultato quasi tennistico per poter mettere pressione al Manchester City nelle ultime due partite.
Il boss prima del match sosteneva che si sarebbe ritenuto soddisfatto di un’ipotetica vittoria per 1 a 0. Sarebbe limitante, oltre che doloroso per i tifosi della compagine di Anfield Road elencare tutte le occasioni avute dai Reds per poter segnare anche 6/7 gol, dunque mi impongo di spiegare perché secondo me la partita di Londra potrebbe essere ridimensionata rispetto ai contorni tragici che le sono stati attribuiti.

OLTRE ALLE PIU’ ROSEE ASPETTATIVE – Alzi la mano chi all’inizio di questa stagione avrebbe mai pronosticato un finale del genere con i Reds secondi (molto realisticamente) alla fine di un campionato vissuto da vera e propria big e con un finale condito da una striscia di 11 vittorie in fila, interrotta dalla sciagurata partita contro il Chelsea di Mourinho ed il suo famigerato bus.
Penso che ogni tifoso red debba sentirsi appagato da questo campionato. Una squadra che puntava al quarto posto e con una rosa palesemente inferiore in quasi ogni reparto rispetto alle altre grandi di Inghilterra, se l’è giocata fino all’ultimo con le due potenze economiche oltre che per valore su campo(e in panchina) City e Chelsea, rendendo questo campionato il più bello ed equilibrato degli ultimi 20 anni.
La sconfitta contro il Palace va solamente a sommarsi ad altri episodi sfortunati: l’errore clamoroso di Joe Allen nel derby di andata contro l’Everton, la sciagurata follia di Tourè costata due punti contro il WBA, lo scivolone del capitano contro i Chelsea e non ultimo il fatto che quest’anno i Reds abbiano collezionato ben 27 tra pali e traverse, numero non trascurabile visto che la Premier League avrebbe potuto facilmente essere decisa in base alla differenza reti in questa edizione.
Gli antichi romani saggiamente solevano affermare: “Homo faber est, suae quisquae fortunae”, che per chi non fosse pratico con la classicità significa:”L’uomo è artefice della propria sorte”.
Ritengo che questa sia una importante verità ma sicuramente che anche la sfortuna quest’anno abbia voluto aggiudicarsi la sua parte.

CONCLUSIONI – Alla cena di gala della società, ieri sera, Steven Gerrard ha rilasciato parole importanti e ricche di speranza per tifosi e ambiente in generale. Dopo aver tessuto per l’ennesima volta le lodi di un immenso Luis Suarez(31 goal in 32 partite di campionato sin’ora per lui) ha infatti sostenuto come con la conferma del campione uruguagio, l’aggiunta di qualche elemento importante nella sessione estiva di calciomercato ed il ritorno delle famigerate notti di Champions League di Anfield si potrà assistere a qualcosa di grande negli anni a venire. Lo speriamo tutti.
Intanto è sempre più vicino un rinnovamento del contratto, probabilmente quadriennale, per colui che questa squadra l’ha plasmata e rinvigorita, riportandola dalla mediocrità ai fasti dei gloriosi migliori anni, il nostro valoroso manager nord-irlandese, Brendan Rodgers.
Vi lascio con una frase che amo particolarmente e che spero possa definire il futuro di questa squadra e, soprattutto dopo l’episodio della caduta contro i Blues, del suo capitano.

“Più dura è la lotta e più glorioso sarà il trionfo.”

Y.N.W.A.

Filippo Donada

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