Carabao Cup, ancora Manchester City! Pagelle e tabellino: rabbia e orgoglio Chelsea, Blues battuti dal dischetto

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Ancora tutto celeste l’arco di Wembley, trionfa ancora Pep Guardiola, nonostante la reazione d’orgoglio dei blues di Sarri per larghi tratti dominanti sul campo dei Tre Leoni. Stavolta la lotteria dei rigori condanna i Blues: decisivi gli errori di Jorginho e David Luiz, che consegnano la Carabao Cup al Manchester City. La sesta vinta dal club, il 25simo trofeo del signore Pep. Rabbia di Sarri: il suo Chelsea meritava qualcosa di più, senz’altro. City stanco e superficiale, ma fortunato, molto fortunato. E soprattutto tremendamente vincente. 

LE PREMESSE Due squadre, due allenatori, due storie diametralmente opposte dipingono l’ultimo atto della 59sima edizione della League Cup, per sponsorizzazione rinominata Carabao negli ultimi anni. Il Manchester City, campione in carica, affronta un’altra volta un Chelsea pieno di incertezze, reduce da schiaffi su schiaffi dolorosamente arrivati negli ultimi scontri diretti. Sarri e il suo Sarriball contestato dai tifosi, così come da una società palesemente irritata dai suoi recenti risultati. Anche il blocco delle prossime due sessioni contamina un calderone di amare difficoltà, tutte componenti delicate per un Sarri che non sembra assorbire i malumori di un ambiente depresso e mostra personalità e ferreo attaccamento verso il suo lavoro in una serata che può decidere la sua carriera britannica. Serve un successo, serve una gran notte blues, serve riscattare Community Shield ma soprattutto quel 6-0 dell’Etihad. Che brucia ancora, e assai.

LA PREPARAZIONE TATTICA Guardiola sceglie il suo consueto 4-1-4-1, nient’altro che un 4-3-3 a transizione nettamente più offensivo di quello di Maurizio Sarri, che opta per un sistema sì speculare, ma per interpreti più difensivo per non dire remissivo. C’è Jorginho in cabina di regia, sì, ma mezzali più fisiche come Kante e Barkley, per marcare ad uomo i loro colleghi e avversari nettamente più offensivi come De Bruyne e David Silva. Novità Emerson Palmieri, bocciato Alonso.

Sarri sembra aver appreso la dura lezione dell’Etihad di due settimane fa, per questo relega in panchina sia Higuain che Giroud, lanciando Hazard falso nuove per legare la squadra alle due frecce Willian e Pedro, uno ovviamente più tecnico, l’altro più disciplinato tatticamente e abile a tagliare quello che sulla carta rappresenta il lato debole degli avversari, quello tra Laporte e Zinchenko.

Già, perchè Guardiola, recuperando Fernandinho, elegge una difesa più alta e veloce, lanciando proprio il laterale cresciuto nel loro settore giovanile che compone la coppia di esterni a trazione anteriore con Walker. Al centro soltanto l’esperienza di Otamendi, Kompany inizialmente dalla panchina. Davanti i soliti 4 titolari dietro Aguero, ossia la qualità di De Bruyne, David e Bernardo Silva più Raheem Sterling, elementi ancora preferiti a Mahrez ed a super Sanè, pronto a subentrare a gara in corso per spaccare la partita in caso i suoi compagni ne abbiano bisogno.

UN PRIMO TEMPO TATTICO Tempo per le solite, splendide, emozionanti note di God Save The Queen e pronti via si parte. Partenza soft, premesse rispettate e duello molto tattico: palleggio City, equilibrio e copertura Blues. Tant’è che per godersi la prima palla gol gli addetti ai lavori devono attendere ben 20 minuti: torsione al volo di Aguero, palla alta. Il Manchester City campione in carica, evidentemente sazio e pieno di sè dopo due anni di trionfi, cerca il varco giusto ma senza particolare determinazione. Regge bene il piano di Sarri, il primo tempo si chiude in parità. Bene il suo undici in fase di non possesso, d’altronde Luiz e Rudiger da soli non possono regalare solidità, come dimostra amaramente la loro storia, specialmente quella recente.

UN SECONDO TEMPO DI MARCA BLUES Nella ripresa il City vuol partire più forte del primo tempo, così come il Chelsea sa che è arrivato il momento di colpire. Così scoppia la partita e nascono transizioni da una parte e dall’altra. Dopo 10 minuti colpisce Aguero, sempre Aguero, purtroppo per lui in posizione irregolare: silent-check e gol annullato. Continua a reggere l’equilibrio perchè il Chelsea aspetta e riparte con aggressività e senza paura, proprio la gara che desiderava Sarri. Col Manchester City, oggi più impreciso del solito, solo così puoi avere speranze. Ed al minuto 65 Willian lancia il velenosissimo Hazard, che stavolta sceglie furbescamente la sinistra, punta e salta Kompany, assist per un Kantè pronto al rimorchio e deviazione volante del francese: pallone alto di pochissimo e primi effettivi brividi veri a Wembley. Scoppia la partita e posta in palio altissima. Il Manchester City alza il ritmo ma il Chelsea è uscito dal guscio: minuto 70, grande aggancio di Willian, meno brillante il destro a giro di Barkley che termina alto. Si apre il Chelsea, si apre così tanto che De Bruyne prova a spaccare la partita: punizione conquistata per fallo su Silva, destro a giro da ottima posizione del polivalente centrocampista belga, esecuzione troppo alta. Imprecisa, accidentata, come sorprendentemente la sua partita sin qui. Ed allora dall’altra parte sale ancora in cattedra Hazard che salta ancora due avversari, pallone appoggiato per un Pedro troppo timido e altruista che cerca un assist assolutamente futile in quella circostanza. Si gioca da una parte e dall’altra, il pubblico di Wembley apprezza ed entrambe le tifoserie alzano il volume. Reparti troppo distanti per il City, Chelsea più determinato e più affamato, inerzia tutta blues. Guardiola trema e inserisce l’intelligenza di Gundogan per rinforzare il centrocampo al posto di uno spento David Silva; esce pure lo stesso De Bruyne per lasciar spazio alle fiammate in ripartenza di Sanè. Non basta, è assalto blues: che reazione d’orgoglio di un Chelsea diesel brillantemente uscito nella ripresa! Entrano Hudson-Odoi e Loftus-Cheek, difesa City palesemente in difficoltà, gran fisicità e determinazione dei londinesi. 4 di recupero e ancora ancora e ancora Chelsea: punizione di William deviata in corner, contropiede blues in campo aperto e Hazard fermato a tu per tu col portiere per un fuorigioco quantomeno dubbio. Guardiola, spaventato e fortunato, riesce a guadagnare i supplementari. 

SUPPLEMENTARI Manchester City chiamato a riprendere possesso del campo, Chelsea che non può lasciare spazio agli avversari proprio sul più bello. E Sarri sente l’odore del sangue, vuole vincere e lancia nella mischia Gonzalo Higuain. Più motivato e determinato, è ancora Chelsea nel primo tempo supplementare. Percussioni di Odoi, tentativi di Hazard e movimenti di Higuain, gara che non si sblocca. Ancora nessun gol e cambio campo. Più Chelsea anche nel secondo tempo supplementare, City evidentemente stanco per i tanti impegni ravvicinati e soprattutto per le fatiche europee. Guardiola lascia il pallino ai Blues e al 117′ rischia clamorosamente di colpire in contropiede: scivola Rudiger, Sanè perde Aguero, destro a giro e guantoni decisivi di Kepa. Sui piedi del Kun la grande palla gol per eludere il rischio rigori. Keba si stira, pronto Caballero per la lotteria, ma Keba non vuole uscire: discussione animata tra panchina blues e suo portiere, Sarri imbestialito. Il ragazzo pagato 80 milioni vuole a tutti i costi restare in campo: gran tensione, ma alla fine vince lui. Finisce 0-0. I calci di rigore decreteranno l’esito della finale.

RIGORI Si attacca sotto la curva dei Blues, Azpilicueta vince palla o campo. Duello tra playmakers: Jorginho sbaglia, Gundogan trasforma. Gran rigore di Azpilicueta, segna pure Aguero sfruttando una mezza papera di Kepa. Trasforma Emerson, si fa parare Sanè: Kepa riscatta l’errore dal dischetto. Inerzia che torna blues, ma David Luiz stampa il diagonale sul palo. Bernardo Silva spiazza Kepa e riporta avanti il Manchester City. Ultima serie: Hazard dagli undici metri, cucchiaio e freddezza, ancora tutto aperto. Rigore decisivo: Sterling contro Kepa e la marea blue, bacino alla traversa e palla in rete. Decolla l’onda del Manchester City, trionfa ancora Pep Guardiola, senza meritarlo.

 

PAGELLE E TABELLINO

CHELSEA – MANCHESTER CITY 0-0 (3-4)

CHELSEA 4-3-3: Kepa 5.5, Azpilicueta 6 Rudiger 6 Luiz 5.5 Emerson 6, Kante 6.5 Jorginho 5.5 Barkley 6 (89′ Loftus Cheek 6), Pedro 6 (79′ Hudson Odoi 6.5) Hazard 7 Willian 6 (96′ Higuain 5.5).

Il migliore Hazard 7: Trascinatore tecnico dei compagni. Prima da falso nueve, poi da ala sinistra. Si stacca, accorcia e riparte, punta l’uomo e lo salta. Palla a lui e Chelsea pericolissimo.

Tanti peggiori in campo, diversi 5.5: Jorginho e Luiz sbagliano i rigori decisivi dopo una gara tutt’altro che convincente, Kepa da condannare, così come Higuain mai pervenuto.

MANCHESTER CITY 4-1-4-1: Ederson 6.5, Walker 6.5 Otamendi 6.5 Laporte 6(46′ Kompany 5.5) Zinchenko 6, Fernandinho 6.5 (91′ Danilo 6), Bernardo 6 De Bruyne 5.5 (86′ Sanè 6) Silva 5 (79′ Gundogan 6) Sterling 6.5, Aguero 6.5.

Nessun migliore in campo per il Manchester City, in una prestazione tutt’altro che brillante dell’undici di Guardiola. Bene Ederson, così come lo stesso Walker che non aveva un compito agevole, quello di contenere Hazard. Sterling il più positivo dell’attacco, da premiare Aguero per aver fatto reparto da solo in un pomeriggio difficilissimo.

Il peggiore David Silva 5 Giornata assolutamente negativa. Stanco, lento e compassato. Passeggia per il campo senza mai trovare la giocata giusta. Malino anche Kompany, che a dispetto della sua esperienza s’è fatto diverse volte saltar troppo agevolmente, così come De Bruyne, disordinato e mai realmente pericoloso a dispetto dei suoi strappi.