La Premier League scende in campo contro il coronavirus

La Premier League ha preso molto seriamente la questione coronavirus, decidendo di abolire le strette di mano. Probabili match a porte chiuse in futuro...

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Photo by Getty Images

Lo scoppio dell’epidemia di coronavirus, ormai arrivata da qualche settimana anche in Europa, si sta allargando in tutti gli Stati più importanti. Italia, Francia, Germania, Spagna e anche Gran Bretagna. L’impatto del virus ha colpito diversi settori, tra cui il calcio. La Premier League dunque ha deciso di intervenire con alcune misure.

Come la Premier League reagisce al coronavirus

La notizia è di queste ultime ore. La Premier League ha vietato la stretta di mano nel pre-partita tra le squadre per un periodo indefinito di tempo per limitare possibili contagi da coronavirus tra giocatori e arbitri. I vertici del massimo campionato inglese hanno redatto un piano che hanno rilasciato alle 20 squadre della lega, sottolineando come se un club fosse colpito dal virus potrebbe essere difficile concludere la stagione.

«Il coronavirus si diffonde attraverso goccioline da naso e bocca che possono finire sulle mani. Dunque si può diffondere anche attraverso le strette di mano. Le squadre faranno ancora la classica uscita dagli spogliatoi, per poi passare una davanti all’altra senza la stretta di mano».

Alcune squadre si portano già avanti

Newcastle, Southampton, West Ham e Wolverhampton hanno già abolito la stretta di mano durante gli allenamenti, come ad esempio Steve Bruce aveva menzionato in conferenza stampa. Altri prevedono misure ancora più drastiche del divieto di stringersi la mano fra staff e giocatori in allenamenti e partite.

Come Sasha Ryazantsev, dirigente dell’Everton, secondo cui la diffusione del coronavirus potrebbe portare la Premier League, prima che la situazione diventi ancora più problematica, a decidere di giocare le partite a porte chiuse.

«L’intera situazione va chiaramente al di là del football e dello sport – ha detto Ryazantsev –  nessuno vuole giocare a porte chiuse e non penso sia immediato come scenario. Ma abbiamo l’impressione che tutto ciò accadrà nelle prossime settimane se il coronavirus dovesse propagarsi ancora di più».

di Daniele Calamia

Daniele Calamia