Il Coronavirus ha costretto tutta la popolazione mondiale a delle restrizioni e dei cambiamenti a cui in molti non erano abituati. E anche il calcio ne ha subito le conseguenze, con ogni tipo di competizione nazionale e intercontinentale sospesa e gli stadi chiusi. Per il Manchester City, ovviamente, le cose non sono andate diversamente. Gli uomini di Josep Guardiola, che tra i problemi con la UEFA, che ha accusato i Citizens di aver violato alcuni parametri del Fair Play Finanziario, e una sfida contro il Real Madrid che non ha avuto il tempo di essere terminata, di domande probabilmente se ne faranno tante.Tra queste, sicuramente, “Come sarà il ritorno al calcio giocato?”

Difficile dirlo. Certo è che vedere il meraviglioso City of Manchester Stadium chiuso e blindato fa molto male soprattutto ai primi fan del club britannico. Ma le precauzioni vengono prima di tutto, come giusto che sia. In attesa di rivedere lo sport che tanto amiamo, ci aspettiamo di ritrovare, nei campi di tutto il mondo, un clima a dir poco anomalo. Anche perché non potrebbe essere altrimenti, considerata la situazione anormale che stiamo vivendo e che rimane a dir poco imprevedibile ogni giorno che passa. Perché così va a tutti, Manchester City compreso, ai tempi del Coronavirus.
Di Christian Camberini
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