La vigilia del Tottenham, la partita più importante della storia degli Spurs

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di Simone Dell’Uomo

Volti sorridenti, tanta voglia di stare insieme, il desiderio di godersi ogni singolo momento che porta alla partita più importante della loro storia. Gli Spurs di Pochettino, i ragazzi diventati grandi, compatti e uniti. La determinazione di uno degli attacchi più forti e completi d’Europa, non a caso una finalista di Champions.

C’è pressione sì, ma tanta tanta euforia. Il Tottenham giocherà la partita più importante della sua storia, non ha mai infatti preso parte ad una finale di Champions League. Nonostante due finali vinte su due, quelle della vecchia Coppa Uefa. Un club di tradizione europea, certamente, ma questi livelli superano qualsiasi più rosea passata aspettativa.

Dopo tre settimane di preparazione ad Hotspur Way l’attesa è finalmente finita, ormai ci siamo. Tre settimane intense, concentrazione e lavoro sul campo. Tutti a spingere, ognuno col sogno di far parte della spedizione madrilena. Tante tv, scatti e interesse, un via vai di giornalisti che gasano un ambiente che sogna, genuinamente sogna.

Spurs arrivati ieri. Subito in campo, ultime rifiniture, calci di punizione e sedute tattiche video. Oggi conferenze e Wanda Metropolitano, il teatro della gara più importante dell’anno. Con le emozionanti immagini di Amsterdam ancora nel cuore, lacrime di Pochettino incluse.

Il mondo dice Liverpool, parla del Liverpool, prepara le note di You’ll Never Walk Alone. C’è Klopp che prima o poi dovrà pur vincerla quella coppa, ma gli Spurs hanno voglia di rovinare la festa e recitare il ruolo dei protagonisti. Nonostante gli ultimi anni non li abbiano visti sollevare alcun trofeo: tante finali e semifinali perse di “domestic cups”. Ma Pochettino era stato chiaro: il club stava crescendo, cambiando e maturando, una Coppa d’Inghilterra in più o meno non avrebbe certamente inciso. “Lottare per vincere Champions o Premier, quello sì”. E come dar torto all’artefice di questa potenza nascente!

MAURICIO POCHETTINO

Così come la gara più importante della storia degli Spurs, sarà al tempo stesso quella più prestigiosa della carriera di Mauricio. “Verso l’infinito e oltre” aveva dichiarato, un eterno inguaribile romantico contadino delle campagne argentine di Murphy, che adesso affronterà l’ultima e decisiva gara del suo primo storico quinquennio sulla panchina di un club che, si veda Ossie Ardiles e Ricky Villa, vanta e non poco tradizione albiceleste. Non ha ancora sciolto i dubbi sul suo futuro, è vero, ma l’impressione è proprio che questo splendido matrimonio possa continuare. Anche perchè il Tottenham Hotspur oggi è tutto un altro club rispetto a quando arrivò in quel lontano 28 maggio 2014: strutture all’avanguardia, uno dei campi d’allenamento migliori oltremanica, uno degli stadi più belli d’Europa. Un impianto in cui gli Spurs giocano da due mesi, due mesi che potrebbero riscrivere storia e dimensioni di questo club.

LA FORMAZIONE

Qualche dubbio di formazione per Mauricio Pochettino. Chiaramente poche discussioni dietro, dove capitan Lloris sarà coperto dallo schermo belga Alderweireld-Vertonghen, con Rose ovviamente largo a sinistra e Trippier a destra, favorito su Sergie Aurier. Proprio Kieran resta il punto debole degli Spurs, soprattutto se analizziamo diagonali, marcatura e capacità di non farsi saltare. Klopp lo sa, Manè scalda i motori.

A centrocampo da scegliere il nodo tra Winks, Wanyama e Dier. Il primo più playmaker ma reduce dall’operazione che l’ha tenuto fuori gli ultimi due mesi, i secondo veri e propri incontristi anche loro alle prese quest’anno con problemi fisici piuttosto rilevanti. In ogni modo la presenza di uno di loro servirà a sprigionare la potenza poderosa di Moussa Sissoko, eletto giocatore dell’anno della leggende del club.

Davanti il vero e proprio dubbio, quello più importante. Harry Kane o non Harry Kane? Dal primo minuto o a gara in corso? Anche perchè considerando Eriksen, Alli e Son intoccabili, ci sarebbe da relegare in panchina un certo Lucas Moura, l’uomo del destino, l’uomo della storia. Sicuro dalla panca Lamela e Llorente, anche loro pronti a subentrare in caso di assalto finale.

WHITE HART LANE

E dove pulsa e batte il cuore Tottenham si riuniranno 62.000 spettatori, tutti presenti al nuovo stadio, biglietti addirittura andati a ruba soltanto per assistere alla gara dai 4 nuovi maxischermi del Tottenham Hotspur Stadium. Così come i pub: birre a gogò, passione e alcool senza freni. Senza freni inibitori, una volta in 137 anni possiamo anche strizzare un occhio.

Ed anche se i più scaramantici toccheranno ferro, il Tottenham ha già progettato la parada finale, tra le vie di Seven Sisters e White Hart Lane, in caso di vittoria, in caso di realizzazione del sogno. Sarebbe qualcosa di storico, sarebbe qualcosa di straordinario.