Nel tardo pomeriggio europeo si è svolto in Brasile il sorteggio dei gironi della fase finale dei prossimi mondiali che si svolgeranno in Brasile nell’estate del 2014.
La nazionale inglese è stata inserita nel vero gruppo di ferro del torneo, un gruppo in cui fanno parte la testa di serie Uruguay, l’Italia ed il Costarica.
INGHILTERRA – Prima di analizzare le avversarie cerchiamo di fare il punto della situazione sulla nazionale di Roy Hodgson.
L’ex allenatore di Inter ed Udinese non gode della fiducia totale della stampa che diverse volte non gli ha lesinato critiche anche e soprattutto per le prestazioni non esaltanti nelle ultime 2 amichevoli autunnali.
E’ chiaro che la pressione sull’uomo di Croydon è tanta, come c’è sempre stata per l’allenatore della squadra della nazione che si fregia di esser l’inventrice dello sport che tanto ci appassiona.
L’Inghilterra si basa su alcune certezze ed alcuni punti di domanda ben precisi.
Partendo dalle prime possiamo sicuramente dire l’estrema affidabilità ed esperienza di molti suoi giocatori, soprattutto a centrocampo ma anche in difesa ed in attacco: gente come John Terry, Ashley Cole, Frank Lampard, Steven Gerrard e Wayne Rooney sono giocatori che ogni nazionale sogna di annoverare ed è per questo che la nazionale non può prescindere da questi giocatori, ormai leggende nei loro rispettivi clubs.
Vanno sottolineate inoltre l’ascesa e la conferma di alcuni giovani giocatori talentuosissimi, soprattutto a centrocampo, come Wilshere, Ramsey e Townsend, o in attacco come Sturridge: elementi validi per il presente ma ancor più per il futuro.
In attesa dell’esplosione definitiva di Welbeck e di un Carrol magari più continuo e concentrato, la nazionale inglese possiamo dire che non difetta di uomini validi.
Le debolezze sono da riscontrarsi nel portiere: Joe Hart nell’ultimo anno ha dato pesanti segnali di inaffidabilità ed anche i suoi successori non sembrano essere di un livello tale da non far giocare gli altri compagni con tranquillità.
Molti giocatori cardine, gli uomini leggendari di cui sopra sono facile preda di infortuni (Gerrard su tutti) che rischiano di minare l’assetto e la chimica di squadra ed hanno età ormai avanzata, anche se sono serissimi professionisti e uomini spogliatoio.
Molti di questi uomini che nei clubs si sono sempre rivelati impeccabili o comunque non soggetti a stecche o paure di vincere, in nazionale stentano quando è il gran momento.
La stampa sempre molto cinica e critica spesso è stata un avversario psicologico importante per i ragazzi inglesi.
Le avversarie:
URUGUAY – L’Uruguay è la squadra testa di serie del girone, e si è qualificata senza troppi problemi battendo la Giordania negli spareggi.
La squadra di Oscar Washington Tabarez è un cliente estremamente ostico che va preso con la massima attenzione potendo annoverare campioni affermatissimi e gregari devoti.
La Celeste inoltre ha la leggenda, il mito, dalla sua parte: il mito di chi si presenterà senza alcuna paura al cospetto di un pubblico che non sarà mai amico per quel che successe nel lontano 1950 ma che è ben vivo nella memoria e nella coscienza della nazione ospitante.
Sono gli uruguagi gli unici ad aver violato la terra carioca, gli unici ad aver vinto il mondiale in Brasile, sconfiggendo gli stessi padroni di casa al Maracanà in finale.
Dopo la vittoria nella Coppa America del 2011 che ha reso la nazionale uruguagia la più decorata nel trofeo continentale, Tabarez sembrava aver perso il filo del discorso, sembrava non esser più capace di ritrovare i giusti ritmi ed i giusti meccanismi di gioco, ma dalla Confederations’ Cup dell’estate appena messa in archivio, la squadra ha svoltato inanellando ottimi risultati.
Molte sono le conoscenze del campionato italiano e della Premier League: Cavani e Suarez sono una coppia d’attacco che può benissimo far tremare il mondo.
Gli altri sono: Muslera, che in porta è ormai un elemento affidabile, seppur non ai livelli di Casillas, Buffon o Neuer, ma comunque di buon livello; lo juventino Caceres che, se fisicamente e mentalmente in ordine, è un ottimo elemento che garantisce spinta e copertura; Diego Lugano che prosegue la grande tradizione uruguaiana di superbi leader difensivi dopo Nasazzi, Varela e Montero, l’ex PSG è un vero caudillo difensivo; il bolognese Perez, mastino di centrocampo infaticabile e vero uomo spogliatoio come pure Gargano, ex di Napoli ed Inter ora al Parma; il palermitano Hernandez è una gemma di cui si attende la fragorosa esplosione e quale miglior vetrina del mondiale, proprio magari al cospetto dei maestri inglesi o della nazionale del paese per cui gioca?
Punti deboli? sicuramente il Pereira interista è facilmente indicabile come l’enorme debolezza di questa nazionale.
ITALIA – L’Italia è da sempre una delle pretendenti al mondiale, un ospite quasi fisso nelle varie rassegne irridate, avendo mancato solo quella del 1958.
Quattro volte vincitrice della coppa del mondo, l’ultima nel 2006, fa della sua abitudine a giocare certi eventi uno dei suoi punti di forza unita alla grande esperienza di molti elementi, allenatore incluso, unanimemente considerati giocatori di carisma e di assoluto rispetto (Buffon, Pirlo, De Rossi).
La stella della squadra è Mario Balotelli, centravanti del Milan, che unisce ad un fisico possente ed una grande facilità e precisione di tiro anche un ottimo dribbling ed una grande capacità d’inventiva.
Se riuscirà a mantenersi lucido mentalmente e concentrato per tutta la rassegna iridata potrà consacrarsi definitivamente nell’elite del calcio mondiale.
Accanto a lui tanti attaccanti, magari non stelle, magari non quotati, ma che hanno cuore e danno sempre il 100% sopperendo alla grande a lacune mediatiche rispetto ad altri giocatori di altre nazioni dal nome più altisonante.
Tra le stelle anche Andrea Pirlo che funge da vero faro della manovra con i suoi lanci telecomandati e le sue aperture geniali.
Il centrocampo è composto da un alto livello di talento medio: Motta, Verratti, Aquilani, De Rossi, Montolivo e Pirlo sono tutti giocatori che danno del tu al pallone e che sanno creare gioco.
La difesa, storicamente il punto di forza azzurro, è ultimamente collaudata ed impostata su quella della Juventus con Buffon, Chiellini, Bonucci, Barzagli ed Ogbonna.
Punti deboli: se Balotelli perde i nervi o non è in forma manca agli azzurri un vero top class player in attacco, come pure Pirlo resta un maestro insuperato ed insostituibile nel suo ruolo.
COSTARICA – Il Costarica è la Cenerentola del girone, la squadra cuscinetto e simpatia.
Alla quarta presenza in un mondiale rischia seriamente di uscire con solo l’uovo: vale a dire lo zero nella casella punti fatti.
L’ultima partita vinta dal Costarica in un mondiale risale al 2002 mentre è dal 1990 che non passa la fase finale dei gironi.
Il Costarica ha anche preso parte al mondiale del 2006.
Seppure negli ultimi anni la realtà calcistica costaricense si sia evoluta resta ancora una squadra mediocre e teoricamente priva di frecce insidiose da far valere nella propria faretra.
Le stelle sono il trio offensivo: Saborio, Ruiz e Campbell: Saborio è il giocatore affidabile, Ruiz quello affermato (gioca nel Fulham) e Campbell è il Balotelli della Costarica (fatte le dovute proporzioni in termini di talento a favore del Mario nazionale).
Debolezze? Difesa e centrocampo non sembrano all’altezza.
Edoardo Orlandi
EdoardoO83
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