Italiani in Premier League, tanti fallimenti: da Grabbi a Cutrone

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Photo by Getty Images

Se tanti sono stati gli italiani che hanno ottenuto importanti successi in Premier League e sono ricordati con orgoglio dai tifosi dei club inglesi, non vanno però dimenticati anche coloro che oltremanica non hanno ottenuto gli stessi risultati, rivelandosi veri e propri flop. Da Corrado Grabbi al recente Patrick Cutrone, da Massimo Taibi ad Alberto Aquilani. Tanti sono i nomi da menzionare.

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Partendo dalle retrovie, il primo nome che viene in mente è quello di Massimo Taibi. Arrivato al Manchester United nel 1999 per sostituire Peter Schmeichel, il portiere palermitano giocò solo quattro gare, costellate da diversi errori. A gennaio 2000 tornò in Italia, per vestire la maglia della Reggina. Tra i difensori invece sono da evidenziare le esperienze negative di Lorenzo Amoruso, Matteo Ferrari e Andrea Dossena. L’ex capitano dei Rangers collezionò solo 18 presenze con il Blackburn in tre stagioni, complici anche diversi infortuni. Ferrari scese in campo otto volte con l’Everton nel 2005-2006. Arrivato in prestito dalla Roma, il difensore non venne riscattato. Dossena invece disputò 18 gare in un anno e mezzo a Liverpool. Arrivato dall’Udinese per 7 milioni di sterline, nel gennaio 2010 i Reds lo cedettero al Napoli a titolo definitivo. Anche la sua esperienza al Sunderland (7 gare giocate) non fu fortunata.

A Liverpool floppò anche Alberto Aquilani: 26 presenze tra campionato e coppe nel 2009-2010, alcuni infortuni e un deludente settimo posto finale in Premier. A tanto ammonta l’esperienza inglese del centrocampista romano, che la stagione successiva tornò in Italia. Chi non ha mantenuto lo stesso rendimento italiano è Dino Baggio, arrivato al Blackburn nell’estate 2003 in prestito dalla Lazio, rimase ai Rovers solo pochi mesi: a gennaio tornò in Italia dopo 9 presenze e una rete. La maglia biancoblù non portò fortuna neppure a Dario Marcolin: un gol in 10 presenze dal gennaio al giugno 1999. Tra i flop più grandi c’è poi Gabriele Ambrosetti. Voluto da Vialli, il giocatore varesino arrivò al Chelsea dal Vicenza con la nomea del Ryan Giggs italiano: aspettative che lo portarono a fallire completamente. 16 presenze, nessun gol e tante delusioni nelle due stagioni e mezzo vissute a Londra.

Italiani in Premier League, quanti flop in attacco

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E’ però l’attacco il reparto in cui ci sono stati i maggior flop. Proprio al Blackburn è ricordato con poco piacere Corrado Grabbi. Arrivato dalla Ternana con 20 reti segnate in Serie B, i Rovers riuscirono a spuntarla su tanti club di Serie A e si aggiudicarono l’attaccante torinese nell’estate 2001 per quasi 7 milioni di sterline. Una stagione completa e due mezze annate vissute con la maglia del Blackburn per un totale di 30 gare di Premier e due sole reti. Grabbi è ricordato tutt’oggi come uno dei peggiori acquisti di sempre della Premier. Ma la lista è davvero lunghissima. Si va da Bernardo Corradi (tre gol nel 2005-2006 con il Manchester City) alla versione di Liverpool di Mario Balotelli (un gol nel 2014-15). Per poi non dimenticare Vincenzo Montella (sei mesi al Fulham e due reti nel 2007), Marco Borriello (comparsa al West Ham con due sole presenze nel 2014), Alberto Paloschi (due gol con lo Swansea nella seconda parte della stagione 2015-16).

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A loro si aggiungono: Pablo Osvaldo, che al Southampton è ricordato soprattutto per la lite con l’allora capitano dei Saints José Fonte; Rolando Bianchi, che restò solo sei mesi al Manchester City e Michele Padovano. Lui che arrivò dalla Juventus nel 1997, ma che con il Crystal Palace siglò solo un gol in 12 presenze. L’ultimo nome da aggiungere alla lista è quello di Patrick Cutrone, arrivato in estate al Wolverhampton dal Milan per 18 milioni di euro e già rispedito in Italia in direzione Fiorentina.