Una sola presenza in EFL Cup (partita persa 3 a 1 contro il Sunderland) e nessuna apparizione in campionato. Si tratta di Joe Hart, portiere che negli ultimi tre anni ha avuto un crollo veramente incredibile. Eppure stiamo parlando di un giocatore che, sino a poco tempo fa, era il titolare della nazionale inglese e del Manchester City. Le vittorie Citizens (2 Premier, 1 Community Shield, 1 FA Cup e 2 EFL Cup) hanno visto Hart sempre protagonista, tant’è che l’inglese ha vinto anche il titolo Golden Glove (porta inviolata) per ben 4 volte in 6 anni.
Ma allora, perché la carriera di Joe Hart ha subito un tracollo del genere?
Semplice, il portiere inglese non è riuscito a tenere “botta” ad alcuni episodi negativi, gettandosi nello sconforto e non essendo più in grado di rialzarsi e riprendersi un posto tra i grandi. Una delle “colpe” principali viene data a Pep Guardiola, reo di aver promosso titolare Bravo proprio a suo discapito. A questo punto, per non perdere il posto in nazionale, e continuare a tenere alta la propria carriera, la soluzione giusta era quella di cambiare aria.
Il Manchester City però, dal canto suo, chiedeva per il suo cartellino quasi 25 milioni di euro. Visto l’elevato prezzo ecco arrivare quindi una doppia cessione in prestito, prima al Torino e successivamente al West Ham. In totale Hart colleziona 59 presenze subendo 102 reti. Il vero problema però non solo le 102 reti subite ma alcuni errori commessi dall’inglese che lo hanno riportato alla ribalta nella cronaca sportiva e che hanno influenzato le sue prestazioni.
Nell’estate del 2018 il City, pur cedere il suo cartellino, lo cede al Burnley (rimasto privo di Pope per un brutto infortunio) per una somma vicina ai 4 milioni di euro. Un valore crollato anche per via della mancata convocazione ai mondiali del 2018. Con i Clarets collezione 21 presenze (41 le reti subite) giocando solamente il girone d’andata. Nel girone di ritorno il tecnico Sean Dyche decide di promuovere titolare Tom Heaton. Nella stagione attuale invece Joe Hart, che ancora non ha visto il campo in Premier, è diventato il secondo di Nick Pope.
Quale sarà il futuro di Hart ?
Joe Hart, portiere classe 1987, potrebbe cercare il riscatto in America grazie a David Beckham. L’ex giocatore del Manchester United vorrebbe proprio l’inglese per difendere i pali della sua Inter Miami, squadra che milita nella MLS. Questo potrebbe essere l’ultimo treno per Hart, un treno per riprendere fiducia nei propri mezzi, resettarsi mentalmente e magari tentare il grande ritorno in Europa per gli ultimi anni di carriera, visto che comunque ha solo 32 anni.
Joe Hart nel corso degli anni non ha saputo reggere una pressione mediatica, forse alcune volte un po’ troppo crudele. C’è da dire che il portiere non è riuscito a superare alcune “papere”, non riuscendo a trasformare gli errori le critiche ricevute in punti di forza da dove ripartire. Troppe volte il portiere inglese si è “lasciato andare” perdendo la motivazione giusta per riprendersi un posto da titolare sia in una squadra di club sia in nazionale. Chissà, magari non è riuscito a trovare nemmeno un allenatore che potesse essere la sua spalla, che lo potesse ascoltare e dare la giusta spinta per riemergere dal suo periodo non brillante.
Il prossimo mese Joe Hart molto probabilmente lascerà nuovamente l’Inghilterra, direzione Miami. Anche qui dovrà giocarsi una maglia da titolare, l’Inter Miami infatti ha già acquistato da qualche mese Luis Robles (ex NY Red Bulls) a parametro zero. Sarà l’ultima chiamata per tornare protagonista e se ciò non si avvererà Joe Hart potrà comunque vantare una carriera niente male ma con tanti, forse troppi, rimpianti.
Antonio Cinus
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