Premier League, cinque cose che abbiamo imparato dopo la 30^ giornata

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Josep Guardiola via One Football
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Si è concluso lunedì sera il trentesimo turno di Premier League: meno otto giornate al termine di un campionato che sembra ormai già deciso, fatte salve le squadre che, per particolari evenienze, hanno già giocato 31 partite. Il Manchester City è sempre più primo, il titolo è sempre più deciso ma anche questa tornata di campionato ci ha dato alcune indicazioni interessanti – almeno cinque – che andiamo qui di seguito a riassumere.

GUARDIOLA, GUERRA A FIFA E UEFA – Pep Guardiola è protagonista in Premier League (è primo in classifica a +14 sul Manchester United e si appresta a vincere il suo terzo titolo in cinque anni), ma è stato, nelle ultime ore, protagonista anche per delle dichiarazioni contro FIFA e UEFA, e contro il ritmo delle partite di un calendario che procede a ritmi serrati anche a causa del Covid e dei recuperi in coda alla scorsa stagione: “Stanno uccidendo i calciatori – ha dichiarato Guardiola alla vigilia del match contro il Borussia DotmundDa quando è iniziata la stagione non abbiamo mai avuto una settimana di pausa”. Le sue parole hanno fatto rumore in tutta Europa.

MOURINHO NEI GUAI – La squadra che, da settembre a oggi, ha tuttavia giocato più partite è il Tottenham di José Mourinho, che di partite ne ha giocate ben 49. E Mourinho, a oggi, non se la passa benissimo: gli ennesimi punti buttati via, domenica scorsa, nel 2-2 contro il Newcastle, stanno alimentando le voci di un possibile esonero per il tecnico portoghese. Lo spogliatoio sarebbe in rivolta per alcune dichiarazioni dello Special One e questa insofferenza potrebbe tradursi con un allontanamento del tecnico.

NEWCASTLE, PUNTO D’ORO – Chi invece esulta, nel 2-2 tra Newcastle e Tottenham, è proprio la squadra bianconera. Con il pareggio di domenica scorsa, infatti, i Magpies raggiungono quota 29 punti in classifica, portandosi a +3 sul Fulham terzultimo in classifica, che ha peraltro una partita in più. Con il West Bromwich e lo Sheffield United in oggettiva difficoltà, saranno proprio Newcastle e Fulham a tenere viva la lotta salvezza sino alla fine.

ARTETA, ENNESIMO FLOP – Che Mikel Arteta sia chiamato a ricostruire l’Arsenal dopo il lunghissimo regno di Wenger e il breve interregno di Emery è fuor di dubbio. Ma, con lo 0-3 subìto contro il Liverpool sabato scorso, le sconfitte in campionato sono diventate 12, tante quante le vittorie. Risultato: decimo posto, 42 punti in classifica e poche chance anche per l’Europa. La strada è ancora lunga.

ANCHE IL CHELSEA SA PERDERE – Per una squadra che perde spesso, intanto, ce n’è una che non perde mai. O quasi. Stiamo parlando del Chelsea di Tuchel, che sabato scorso è caduto clamorosamente in casa per 2-5 contro il West Bromwich, dopo una striscia di sette vittorie e quattro pareggi in undici partite: l’ultima sconfitta, infatti, era datata 19 gennaio. La zona Champions, comunque, rimane alla portata: la notizia è che anche i Blues, dopo molto tempo, hanno riassaporato l’amaro gusto della sconfitta.