Le tre cose che abbiamo imparato da Chelsea-Ajax 4-4

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Photo by Getty Images

Novanta minuti di pura follia a Stamford Bridge: non è mancata nessuna emozione in Chelsea-Ajax, una partita dai mille volti che ha sancito di nuovo un surreale equilibrio nel Gruppo H, al momento il più aperto di tutta la Champions League.

E ovviamene i ragazzi di Lampard ne hanno passate di tutti i colori prima di portarsi a fatica sul 4-4, un risultato che racchiude tutta l’altalena di brividi e suggestioni che hanno vissuto i Blues, ancora una volta capaci di tirare fuori il meglio dalla situazione più complicata di tutta la stagione. Già, perché fino ai primi minuti della ripresa la situazione era davvero impietosa: 4-1 momentaneo degli olandesi, frutto anche dei due clamorosi autogol di Tammy Abraham dopo appena due minuti e di Kepa alla mezz’ora, intervallati dal rigore segnato da Jorginho e dalla rete del virtuale KO di van de Beek proprio all’inizio del secondo tempo.

Ma è qui che la forza del Chelsea viene prepotentemente a galla. In mezz’ora di gioco succede di tutto: prima Azpilicueta accorcia lo svantaggio, poi l’Ajax è costretto a finire la partita con due uomini in meno a causa delle espulsioni nel giro di un minuto di Blind e Veltman, entrambi mandati fuori dal campo per somma di ammonizioni. E con due uomini in più i Blues tornano finalmente a essere padroni del campo e raggiungono gli olandesi sul pareggio grazie alle reti di Jorginho (ancora dal dischetto) e Reece James, subentrato dopo l’intervallo al posto di Marcos Alonso.

Prima della fine c’è tempo anche per la doppietta di Abrahams che avrebbe sancito la definitiva rimonta, annullata clamorosamente dopo il consulto del VAR. Nonostante il pareggio per il Chelsea resta una notte da incorniciare: sotto di tre gol, i ragazzi di Lampard non si sono fatti intimorire, dimostrando che i Blues sono vivi e decisi più che mai a continuare alla grande il cammino europeo.

CHELSEA (4-3-3): Kepa; Tomori, Zouma, Azpilicueta, Alonso; Kovacic, Jorginho, Willian; Pulisic, Abraham, Mount

AJAX(4-3-3): Onana; Mazraoui, Veltman, Blind, Tagliafico; Van de Beek, Ziyech, Martinez; Neres, Tadic, Promes.

Marcartori: Abraham 2′ (autogol), Jorginho 4′, 71 (R), Promes 20′, van de Beek 55′. Azpilicueta 63′, James 74′

Il migliore, JORGINHO: una stagione in continuo crescendo per l’italo brasiliano, diventato il vero punto di riferimento del centrocampo del Chelsea. I rigori sono la sua materia preferita e lo ha dimostrato anche stasera, segnandone due nonostante l’immensa pressione che gravava sulle sue spalle.

 

LE TRE COSE CHE ABBIAMO IMPARATO DA CHELSEA-AJAX 4-4

  • Mai dare per spacciato il Chelsea, neanche quando è sotto di tre gol. La reazione di carattere di questa sera diventa un monito per tutte le prossime avversarie che non devono assolutamente commettere l’errore di dare per spacciata una squadra così giovane e grintosa.
  • Ormai non ci sono dubbi, Abraham è sempre più il trascinatore dei Blues. Un gol segnato, uno annullato nei minuti finali e una prestazione di buon livello anche in Champions League, un palcoscenico che che dimostrato di saper gestire bene nonostante la giovane età.
  • Quello tra gli inglesi e l’Ajax è il quarto pareggio per 4-4 della moderna Champions League. Prima di oggi ci erano riusciti soltanto Amburgo-Juventus (2000/01), Bayer Leverkusen-Roma (2014/15) e proprio i Blues contro il Liverpool nei quarti di finale (2008/09)