What think ye of football? 65 Walton Lane, l’incrocio del calcio a Liverpool

Se siete tifosi rossi o blu e camminate con uno che di fede opposta verrà il momento del saluto. Siamo a 65 Walton Lane, l'incrocio del calcio a Liverpool

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Difficile aggiungere qualcosa di nuovo ad una rivalità così antica e sentita. Così come risulta difficile per alcuni immaginare che esista una religione a questo mondo chiamata football. Eppure, che ci crediate o meno, a Everton il calcio e la religione si fondono in un tripudio di emozioni che solo una città come Liverpool sa regalare. Punto di snodo cruciale della rivalità fra blu e rossi è l’incrocio al 65 di Walton Lane: «what think ye of football?».

Tra dolci e chiese metodiste i primi calci

Premessa, è importante chiarire due aspetti: il primo legato alla toponomastica, il secondo alla storia. Nella città di Liverpool Everton non è altro che un quartiere a metà strada fra il centro città e la zona di Aintree, famosa in Inghilterra per cavalli e auto da corsa, a nord. Due delle vie, perpendicolari tra loro, che tagliano la zona sono Breckfield Road North e St Domingo Vale. Qui sorge, nella seconda metà del XIX secolo, la cappella metodista di St Domingo, in cui nel 1878 il reverendo Ben Swift Chambers incoraggia alcuni ragazzi a fondare il St Domingo Football Club.

La Prince Rupert’s Tower, nei pressi di Everton Road

Un anno dopo, visto il crescente interesse dell’intero quartiere verso questa banda di giovanotti che tirano calci ad un pallone, il club viene rinominato in Everton Football Club nei pressi di una pasticceria dal nome evocativo: The Ancient Everton Toffee House. Nel 1888 l’Everton, i cui giocatori cominciano nel frattempo ad essere chiamati toffees (dolcetti), fa parte dei club fondatori della neonata Football League. Nel corso degli anni anche il simbolo della squadra rifletterà il legame con il quartiere: la Prince Rupert’s Tower verrà infatti apposta sullo stemma rigorosamente blu. Se è comprensibile la scelta di inserire un simbolo identificativo del quartiere, appare quasi curioso aver pensato ad un luogo che si trova a quasi due chilometri dal St Domingo Vale e a tre da Goodison Park.

Stanley Park e lo sgarbo di Houlding

Il campo da gioco di quella squadra si trova praticamente attaccato a Stanley Park, che divide ancora oggi le zone di Anfield e Walton. Se la seconda è nota soprattutto per aver dato i natali a Sir Paul McCartney (oltre a Joe Fagan, il manager della quarta Coppa Campioni del Liverpool), la prima si ricorda per la presenza di uno stadio piuttosto famoso. Nei primi anni di vita il club gioca, scherzo del destino, in un terreno di proprietà di un certo John Orrell, che lo cede in affitto in cambio di un compenso annuo. Quel campo si chiama AnfieldNon è un buffo caso di omonimia: Anfield è Anfield. Lo stadio ormai da decenni più odiato dai tifosi in blu è lo stesso in cui i loro beniamini un tempo hanno giocato.

John Houlding

In quegli anni John Houlding, membro del consiglio direttivo dell’Everton, acquista il terreno da Orrell. In modo singolare egli non decide di metterlo gratuitamente a disposizione del club. Piuttosto continua a far pagare il canone, aumentandolo sempre di più negli anni. Nel 1892, un anno dopo aver messo in bacheca il primo dei nove titoli oggi detenuti, l’affitto è talmente alto che si decide di traslocare. George Mahon, attivo sia nel quartiere che in società, trova un terreno dall’altro lato di Stanley Park, a Walton. Una volta appresa la fuga dei Toffees Houlding decide di creare un nuovo club chiamandolo comunque Everton. Al rifiuto della Football Association il gentleman opta per una soluzione più semplice: la sua creazione si chiamerà Liverpool Football Club.

Il neonato club assomiglia moltissimo al rivale. Uniforme bianca e blu, Anfield come campo da gioco, stessa zona cittadina di influenza. La squadra è formata in particolare da scozzesi, una ricorrenza piuttosto favorevole al club durante la sua storia. Nel 1894 il Liverpool cambia il colore della sua uniforme, adottando un più riconoscibile rosso (caso vuole che ormai da decenni la città di Liverpool sia una delle roccaforti del Partito Laburista). Nello stesso anno, nello spareggio per accedere in prima divisione, ha inizio la rivalità centenaria con il Newton Heath, che qualche anno più tardi cambierà nome in Manchester United Football Club.

L’incrocio al 65 di Walton Lane

L’incrocio nei pressi di Stanley Park Church, al 65 di Walton Lane

Tutto quello che abbiamo detto, nonché le numerose sfide che hanno caratterizzato questo incredibile Merseyside Derby lungo la sua storia (almeno fino agli anni ’80, quando a Liverpool i campionati si decidevano su entrambe le sponde di Stanley Park) contribuiscono a questa articolata quanto elettrizzante rivalità. Ed essendo entrambe le squadre legate nella loro storia ad esperienze religiose il punto di snodo di questo derby, forse più geografico che altro, ma comunque suggestivo, è la Stanley Park Church, il cui indirizzo è proprio 65 Walton Lane. La chiesa, casa di una congregazione evangelica, riporta all’ingresso una scritta semplice ma di impatto: «what think ye of Christ?».

Se provenite dal centro di Liverpool, noterete che ad un certo punto si apre davanti a voi un bivio. Dritto si prosegue su Walton Lane, a destra si va per Anfield Road. Come è tradizione per molti stadi inglesi, si pensi come esempio a Stamford Bridge nei pressi della fermata della metro di Fulham Broadway a Londra, anche a Liverpool si cominciano a respirare aria di football scorgendo i banner con le figure dei calciatori su vari pali nella via dello stadio.

Vista sui due stadi, in mezzo Stanley Park

Una volta percorso tutto il lato sinistro di Stanley Park, nei pressi dell’angolo a nord-ovest del parco inizia Goodison Road. Dopo pochi metri, si scorge Goodison Park in tutta la sua maestosità. Non è uno stadio imponente, ma rappresenta il calcio inglese in tutta la sua essenza. Ancora fedele alla sua struttura originaria, ancora con i pali di sostegno in mezzo alla tribuna principale, tipiche dello stile di Archibald Leitch, architetto di entrambi gli stadi (una soluzione presente anche ad Anfield, prima che tra il 2015 e il 2016 si procedesse con la ristrutturazione della Main Stand, oggi Sir Kenny Dalglish Stand).

Un catino che per anni ha fatto impallidire persino Anfield. Quando in casa del Liverpool si arrivava massimo a 45.000 spettatori per massima capienza, dall’altro lato del parco brulicavano più di 70.000 persone. I gol di Dean nel primo dopoguerra che facevano ammattire i rossi, i gol di Rush negli anni ’80 e ’90 a cui i blu non trovavano risposta. I quattro gol del giocatore gallese a Goodison Park nel 1982, in una vittoria per 0-5 del Liverpool che ancora oggi rappresenta un record.

E anche le battaglie giocatesi sulla nazionalità: se a Goodison Park hanno calcato il campo tanti irlandesi, Anfield è la casa degli scozzesi. Ancora oggi, ironia della sorte, tra i giocatori più rappresentativi delle due squadre ci sono Seamus Coleman, un irlandese, e Andy Robertson, uno scozzese. In totale però 27 campionati vinti in due, un record che nessun’altra città inglese può vantare.

Semifinale di FA Cup 2012 a Wembley. Tifosi di entrambe le squadre esibiscono cartelloni contro il Sun

Tanti cartellini rossi in campo ma anche molte iniziative comuni tra le due tifoserie. La ricerca della verità su Hillsborough portata avanti da entrambi i club e la campagna contro il Sun, che con la città di Liverpool non ha mai avuto un rapporto straordinario. La sensibilità del Liverpool verso la famiglia di Rhys Jones, 11enne tifoso dell’Everton che nel 2007 fu assassinato mentre tornava a casa dopo un allenamento. Ma anche eventi goliardici, come quanto accaduto nella finale di Coppa di Lega 1984. Dato l’atmosfera da derby e il replay che si giocò al Maine Road di Manchester, tutti i tifosi cantarono: «Manchester are you watching?».

Insomma una rivalità complessa, difficile ma piena di rispetto. E se tifate una delle due squadre e state camminando per Walton Lane, al numero 65 vi dovrete salutare. Uno di voi proseguirà verso nord, l’altro imboccherà Anfield Road verso est. L’incrocio del calcio a Liverpool. In mezzo, un parco lungo quasi 130 anni di rivalità e la promessa eterna di odiarsi volendosi sempre bene. E parafrasando la scritta che campeggia su Stanley Park Church: «what think ye of football?».

 

Daniele Calamia

Daniele, 22 anni. Palermitano, studente di Economia.
"2.5.15, ultimo gol di StevieG ad Anfield, io c'ero!".

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