2019 da incubo, troppo Instagram e le voci su Raiola: bufera su Lingard

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Non è sicuramente il miglior momento della carriera di Jesse Lingard. Le buone prestazioni contro Tottenham e Manchester City sembravano poter rappresentare un punto di svolta per l’esterno offensivo inglese che, invece, ha chiuso un 2019 da incubo con zero gol e zero assist in Premier League con il suo Manchester United. Un rendimento ben al di sotto delle aspettative, sottolineato e rimarcato anche dai tifosi che cominciano a criticarlo duramente anche per diversi motivi extra-campo.

A partire dalla sua gestione dell’account Instagram (e dei social in generale), dove “sembra più impegnato a promuovere il suo marchio di abbigliamento che alla vita da atleta“. E un suo video in cui balla con Pogba è ormai da tempo diventato virale. Ne ha parlato pure il manager Ole Gunnar Solskjaer, che nell’ultima conferenza stampa però è stato netto: “Non penso che lo vedrete pubblicare ancora così tanto sui social – ha esordito il tecnico dei Red Devils -. Ha abbassato la testa e si è messo a lavorare duramente per tornare ad essere il Jesse che conosco”. Parole chiare, che seguono secondo i tabloid inglesi un intervento diretto da parte della società che lo avrebbe ‘invitato’ a pubblicare di meno e a mantenere una comunicazione più sobria sui suoi profili social.

Non bastasse ciò, nelle ultime ore si sono diffuse nuove voci secondo cui Lingard avrebbe deciso di affidarsi ad un nuovo agente: proprio lui, il potete Mino Raiola, già manager dell’amico Paul Pogba e che da mesi sta cercando di ampliare la sua squadra di calciatori gestiti in Premier League. Secondo il Daily Mirror questa mossa sarebbe stata percepita dal board dello United come un atto di sfida, visti i rapporti tesi tra lo United e Raiola dopo il caso Haaland, finito al Borussia Dortmund nonostante il pressing dei Red Devils, e le parole durissime dello stesso Raiola in merito alla gestione di Pogba: Il problema di Pogba è il Manchester United – aveva detto qualche giorno fa –. È un club fuori dalla realtà, senza un progetto sportivo. Oggi non porterei più nessuno là, rovinerebbero anche Maradona, Pelé e Maldini. Paul ha bisogno di una squadra e di una società, una come la prima Juve”. Che sia un primo passo per cercare l’addio dopo una vita al Manchester United?