
Ha rischiato più volte di essere esonerato negli ultimi anni ed ha subito contestazioni pesantissime dai tifosi, l’ultima delle quali durante la prima giornata di campionato all’Emirates contro l‘Aston Villa.
Arsene Wenger quasi tre mesi dopo è l’uomo del momento in Inghilterra. L’Arsenal primo in classifica in Premier e a un passo dalla qualificazione nel girone di ferro di Champions League.
Alla vigilia del match contro il Manchester United all’Old Trafford, il tecnico alsaziano ha parlato della rivalità coi Red Devils e della partita di domani.
“Nelle nostre migliori stagioni abbiamo sempre fatto bene all’Old Trafford. Loro sono sempre stati nostri rivali per il titolo, per cui vieni giudicato anche per i risultati che ottieni in casa loro” – dice Wenger, probabilmente riferendosi ai due successi nel 1998 e nel 2002 che risultarono decisivi per la conquista del titolo da parte dei Gunners.
“Noi crediamo di poter ottenere un buon risultato. Andiamo lì come andiamo dappertutto; per giocare la partita, per controllare il gioco e per vincere. Il modo migliore per vincere la partita a Old Trafford è tenere in mano il pallino del gioco e fare più possesso palla di loro“.
“Probabilmente abbiamo meno pressioni di loro perchè abbiamo un po’ di vantaggio, ma dobbiamo essere bravi a sfruttare quest’aspetto. La nostra voglia di vittoria sarà messa alla prova“.
Wenger ha anche ironizzato sulla diversa atmosfera che si respira all’Old Trafford da quando non c’è più Sir Alex Ferguson sulla panchina dei Diavoli Rossi.
“Questa domanda dovete farla agli arbitri, non a me. Ogni anno c’è una società che stile una classifica virtuale senza errori arbitrali… andatevele a vedere! La loro difficoltà deriva dal pubblico che, su ogni giocata, mette loro addosso una grande pressione. E’ una cosa più comune nei tifosi del nord, piuttosto che in quelli del sud”.
E’ noto come il rapporto tra Ferguson e Wenger sia stato di stima, ma certamente non di grande amicizia.
E l’alsaziano non è di certo l’unico a pensare che lo scozzese mettesse un po’ troppo in agitazione i direttori di gara che entravano nel “The Theater of Dreams”…. rivolgersi a Benitez o Mourinho per conferme.
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