Champions League, cinque motivi per non perdersi PSG-Manchester City

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Manchester City (@Getty Images)

Questa sera, tocca a Paris Saint-Germain e Manchester City affrontarsi nella semifinale d’andata di Champions League. Guardiola sfida Pochettino al Parco dei Principi. Interessanti poi, i tanti incroci a distanza fra i protagonisti delle due squadre. A partire dalle rispettive ricchissime proprietà. Qatariota per i francesi ed emiratina per gli inglesi. Vediamo nel dettaglio però, cinque motivi per cui non perdersi il big match di Parigi. Fra aspettative, aneddoti ed un pizzico di tattica, ecco cosa aspettarsi da Parigini e Citizens.

  1. NEYMAR E MBAPPE

L’attaccante brasiliano e la stella francese, rappresentano il presente ed il futuro del club parigino di proprietà qatariota. Il dieci ed il sette sono l’anima della formazione di Pochettino, e da soli, valgono come pretesto per seguire il big match di questa sera al Parco dei Principi di Parigi. Bandiere inoltre, delle rispettive nazionali, i fenomeni del Paris Saint-Germain si candidano per un ruolo da protagonisti assoluti nel tentativo di trascinare i compagni sino alla finalissima del 29 maggio prossimo all’Ataturk di Istanbul.

2. DE BRUYNE E FODEN

Anche qui, il presente ed il futuro del club inglese. Il simbolo dell’era Guardiola ed il giocatore del momento, cresciuto nell’academy dei Citizens e coccolato dal tecnico catalano. De Bruyne e Foden avranno il compito di guidare il club di Manchester alla conquista della prima storica Champions, o meglio, della prima conquista europea. Lecito aspettarsi tanto dal diciassette e dal quarantasette in maglia Sky Blues. Il primo sarà il faro della manovra offensiva, mentre il secondo l’arma in più nello scacchiere perfetto di Pep.

3. GUARDIOLA E POCHETTINO, SPETTACOLO ASSICURATO

L’allenatore catalano ed il tecnico argentino tornano a sfidarsi dopo più di un anno dall’ultima volta. Era il 17 agosto 2019, e all’epoca, Pochettino guidava ancora il Tottenham (vice-campione d’Europa). Andando indietro coi ricordi però, è indimenticabile il 4 a 3 a favore dei Citizens dell’aprile 2019, dove gli Spurs eliminarono gli Sky Blues dalla Champions League al termine di un match emozionante e rocambolesco, anche grazie al successo dell’andata. Insomma, la storia e la tradizione di questi due “scienziati del pallone” promette bene. Stasera, gol e spettacolo non dovrebbero mancare.

4. POSSESSO PALLA, MA NIENTE ATTACCANTE…

In quest’annata straordinaria per il Manchester City, capolista in Premier League e vincitore in Carabao Cup, una particolarità salta immediatamente all’occhio. Pep è tornato all’antica filosofia dei tempi d’oro in blaugrana. Niente attaccante di ruolo e giro palla veloce volto a creare lo spazio giusto per inserirsi in area di rigore. In un’annata caratterizzata dalla prolungata assenza di Aguero e dalla discontinuità di Gabriel Jesus, Guardiola ha costruito un ingranaggio perfetto e mutevole basato sulla mancanza di riferimento centrale. Insomma, una rivoluzione dal sapore di storia. Quella del falso nueve. Un classico di Pep.

5. VERTICALIZZAZIONI VELOCI E PEDALARE…

Al contrario del collega, il mantra del PSG di Pochettino è molto più diretto ed immediato. L’allenatore argentino infatti, non predilige la manovra avvolgente e paziente tipica di Guardiola, ma un calcio maggiormente improntato nello sfruttare le qualità palla al piede di Neymar e soprattutto Mbappe. La costruzione dal basso, a partire dai difensori e passando poi per i centrocampisti, è volta a favorire le immediate verticalizzazioni veloci verso il brasiliano, il francese o Di Maria, altro fattore nello scacchiere dell’ex tecnico degli Spurs. Dunque, velocità e fantasia le parole d’ordine di una squadra frizzante e divertente.