Come cambia l’Arsenal con Ljungberg?

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Dopo l’esonero di Unai Emery, l’Arsenal ha deciso di affidare la squadra a Fredrik Ljungberg. L’ex centrocampista svedese in pochi giorni ha dovuto studiare l’incontro contro il Norwich, poi terminato con il risultato di 2-2. Anche se non sono arrivati tre punti, l’Arsenal ha fatto vedere qualcosa di diverso, probabilmente più spirito di squadra, componente che era mancata nell’avvio di stagione. Il modulo rimane sempre il 4-2-3-1, ma cambiano alcuni dei giocatori, che erano stati un po’ trascurati dall’allenatore francese.

Photo by Getty Images

Tra i giocatori meno sfruttati troviamo Chambers, che per forza di cose si è ritrovato titolare, e Mesut Ozil, che viene subito mandato in campo da Ljungberg. Lo svedese, probabilmente, cerca nel giocatore con la maglia numero dieci qualche giocata alla Ozil, vuole trovare quell’estro che era mancato all’attacco dei Gunners. Torna anche Xhaka, che con Emery non aveva vissuto dei bei momenti, ma è un giocatore che il nuovo manager cercherà di valorizzare, vista la sua importanza nel centrocampo dell’Arsenal. Aubameyang continua a segnare e soprattutto è l’unico giocatore che riesce sempre a far uscire l’Arsenal dai momenti peggiori. Pepè, invece, non è stato scelto fra gli undici titolari e questa è una decisione che fa riflettere molto i tifosi Gunners, com’è possibile che un giocatore pagato 80 milioni di sterline non entra neanche a gara in corso? Adesso Ljungberg deve essere bravo nel guidare l’Arsenal ad una vittoria contro il Brighton, il primo passo per la rinascita dei Gunners.

Filippo Accardo

Filippo Accardo

Studente, appassionato di calcio, sport a cui dedico gran parte del mio tempo.
Passo le mie giornate tra una lezione di Filosofia e una versione di Greco, ma alla letteratura preferisco 22 persone che rincorrono un pallone.
Anche questa è poesia.