In un Inghilterra che dopo la grande guerra cercava di assaporare anche solo per un’ultima volta l’aria vittoriana dei tempi andati e che ancora non era pronta nemmeno ad immaginare i disastri di Edoardo VIII e del nazionalsocialismo, l’amato giuoco del football subì un epocale modifica regolamentare per favorire lo spettacolo e aumentare le marcature entrambi scesi drammaticamente nel corso degli anni.In parole povere l’International Board nel ’25 decise di far scendere da tre a due i giocatori necessari a mantenere un attaccante in gioco, senza far scattare il fuorigioco.
Ovviamente questa decisione portò inevitabilmente al dilagare degli attaccanti e del numero di gol medio per partita(non bastava più far salire uno dei due difensori della piramide per far scattare la trappola dell’offside) e se questo non poteva far che piacere alla Football Association e ai tifosi , non faceva granchè felici i tecnici d’oltremanica che ci misero ben poco a trovare un valido(anzi validissimo) “inganno” alla nuova legge.Il più veloce, il più valido fu lo stratega dell’Arsenal Herbert Chapman che con qualche modifica alla vecchia piramide riuscì in un duplice intento: diede nuova forza al pacchetto arretrato, rendendo nuovamente equilibrate le fasi di ogni match senza scadere mai nella noia dato che sie ebbe un a vera e propria rivoluzione nel modo in cui si praticava il gioco: si passò in maniera definitiva dal kick and yusch al carpet football grazie ai fitti, corti e precisi passaggi su cui era fondato il nuovo schema tattico che tanto cambiò il calcio.
Nacque cosi il Sistema di Chapman. Fu semplicemente rivoluzionario, visionario.Ovviamente egli modificò anche la disposizione degli uomini in campo in modo da supportare al meglio le sue nuove idee: arretrò il mediano centrale della piramide allargando contemporaneamente i due terzini facendo nascere in sol colpo la marcatura a uomo e la leggendaria figura dello stopper; infatti il terzino centrale(oggi questa dicitura sembra un errore ma all’epoca non era cosi) prese il nome di centromediano che si occupava personalmente del centrattacco e i laterali prendevano le rispettive ali.Un ‘altra importante modifica territoriale fu l’arretramento dei due attaccanti interni della piramide in modo da formare un quadrilatero di centrocampo con i rimanenti mediani e diventando sempre più rifinitori perdendo quell’esclusiva attitudine al gol.Il centrocampo divenne la zona più folta e per la prima volta la più importante nell’economia di una squadra(vero segno della crescita e dell’evoluzione che il gioco stava subendo).Alla fine la disposizione in campo dei giocatori assume la forma di una W(centrattacco, due ali e due interni) e di una M(due mediani, due terzini e centromediano) ed è cosi che fu conosciuto dai più: il modulo WM.
Inutile dire che l’Arsenal cominciò letteralmente a volare:grazie anche all’acquisto di sue campioni come l’attaccante Alex James e l’ala Cliff Bastin la squadra vinse ben cinque campionati e due FA Cup (due campionati e un FA Cup dopo la prematura scomparsa nel 1934 di Chapman), successo che si fermò per l’insorgere della seconda guerra mondiale.
Il nuovo modulo prese ovviamente piede in tutto il Regno Unito ma non fu assolutamente cosi ovvio nell’ Europa continentale che anzi fornì tre espressioni e tre moduli diversi che si contrapponevano sia praticamente che idealmente all’appena nato(e già leggenda) Sistema di Chapman. Presto arrivarono il Metodo italo-mitteleuropeo, la grande Ungheria e il catenaccio o mezzo-sistema italo-svizzero.Ma di questo parleremo la prossima volta.
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