ESCLUSIVA – Intervista a Manuel Pascali, centrocampista cresciuto a Inter e Simeone

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Intervista Esclusiva Manuel Pascali Inter SimeoneCari amici di Passione Premier League prosegue il nostro giro di interviste, questa volta abbiamo avuto l’onore di fare quattro belle chiacchiere con Manuel Pascali, centrocampista italiano attualmente in forza al Kilmarnock. Manuel dopo aver “gironzolato” per l’Italia, fu comprato dal Parma di Ghirardi, nel 2008 ha preso l’aereo per la Scozia e da allora milita nella Scottish Premier League; da sempre grande tifoso nerazzurro è cresciuto a Inter e Simeone.

Di seguito eccovi la nostra intervista con Manuel !

Ciao Manuel, dal 2008 fai parte del Kilmarnock, squadra scozzese, che differenza c’è tra il loro campionato ed il nostro (sia a livello di gioco che di tifo) ?

“Ciao ragazzi, allora i due campionati sono completamente diversi, quello scozzese è meno tattico e meno organizzato però in confronto a quello italiano è più diretto, più fisico e ha ritmi più altri e frenetici. Il tifo invece è più sereno, non esiste quello organizzato, se non per le squadre che hanno piccolo gruppi ultras come Celtic e Rangers, sicuramente è più leale e sportivo; che si vinca o che si perda la differenza è poca e ciò non ha sempre risvolti positivi. Tutto sommato il movimento è vissuto in maniera più serena, senza accanimento da parte di tutti, media compresi, il calcio è uno spettacolo, un gioco alla fine ed il risultato non è l’unica cosa che conta.”

Novembre 2011, il Kilmarnock non batteva il grande Rangers Glasgow dal lontano 1978 e finalmente dopo tanti anni grazie ad una tua rete sono tornati i 3 punti contro di loro. Che emozioni hai provato in quel momento?

“E’ stata certamente la più grande soddisfazione dal punto di vista personale, loro arrivavano da una serie incredibile di vittorie consecutive lontane da Ibrox, erano primi ed imbattuti da anni al Rugby Park. Vincere segnando il gol vittoria, da capitano, con la propria famiglia incollata alla tv è qualcosa che rimane per sempre, che ripaga tanti sacrifici e duro lavoro dietro le quinte.”

Esser capitano comporta tantissime responsabilità ma allo stesso tempo vuol dire aver la fiducia totale dell’allenatore e della squadra. Quale è stato il tuo pensiero quando hai ricevuto per la prima volta la fascia ?

“Il mio primo pensiero è stato qualcosa come “Questi sono matti”, mi venne data la fascia di capitano dopo tre mesi dall’inizio della mia avventura in scozzese. Giocavamo contro gli Hearts, a Tynecastle, stadio affascinante, vincemmo 2 a 0, partita facile ma fantastica. In quel momento avrei mangiato chiunque, quella fascia avrebbe caricato a pallettoni chiunque, poi dopo soli tre mesi, è stato emozionante, lo ricordo ancora come se fosse ieri, son cose davvero che riempiono il cuore.”

Nel 2007 sei stato acquistato dal Parma ma purtroppo non sei riuscito ad esordire in Serie A, come mai?

“Con il club emiliano firmai un triennale, senza fare visite mediche ne nient’altro, mai visto ne Collecchio ne compagni di squadra. Per scoprirne il motivo chiedete a Ghirardi & Co, ma viste le ultime vicende una risposta forse potreste darvela anche voi.”

Con il Foligno avete sfiorato la grandissima impresa di una storica promozione in Serie B, eri allenato da un certo Bisoli ed eri in squadra con giocatori come Parolo e Cacciatore. Che ci racconti di quel periodo?

“E’ stata un’annata straordinaria, ho conosciuto persone fantastiche ed una città che mi è rimasta nel cuore, persone che sento ancora a distanza di anni, un gruppo meraviglioso. In quel gruppo c’erano persone vere con tanta voglia di emergere proprio come Volta, Parolo, Cacciatore e tanti altri, giocatori veri da cui imparare qualcosa ogni giorno, era un gruppo che aveva voglia di stupire e si divertiva nel fare fatica. Questo era il nostro segreto, nessun fenomeno nell’atteggiamento, tutti a remare dalla stessa parte e con la stessa umiltà e con la voglia di spaccare il mondo.”

Diamo uno sguardo al tuo futuro, quali obiettivi ti sei prefissato? C’è la possibilità di un tuo ritorno in Italia? Hai mai pensato al grande approdo in Premier League (se si, con quale squadra) ?

“Ho sempre degli obiettivi, obiettivi nuovi e stimolanti, quello principale è di giocare finché ne avrò voglia e finché il mio fisico reggerà, la passione non passerà mai e poi chissà, magari allenerò. In Italia? Ci penso spesso, tornerei volentieri, è casa mia, mi piacerebbe potermi testare nuovamente nel mio paese, magari in Serie B, non l’ho mai fatta e mi piacerebbe sorprendere di nuovo tutti. Premier League? Diciamo che sono stato vicino al Manchester o al Newcastle, ma … solo perché sono a 3 ore di macchina da Glasgow.”

Manuel di nome ma Paska di soprannome, questo nomignolo sarà certamente legato al tuo cognome, chi ti attribuì questo nickname?

“Diciamo che sono Paska da sempre, da quando avevo circa 12/13 anni e giocavo nelle giovanili del Monza, Manu ormai non mi ci chiama più nemmeno mia mamma o mia moglie. Così il nome Paska è rimasto nel corso degli anni, però ora sono 4/5 anni che per la gente sono Skip, nome che deriva da Skipper, ovvero capitano e mi piace questo nome, mi piace parecchio e me lo tengo stretto a me.”

Nel 2012 ad Hampden Park avete battuto il Celtic in finale di coppa ed anche se non sei sceso in campo per via di un infortunio, i tuoi compagni hanno scelto te per alzare la coppa. Cosa si prova a sollevare un trofeo cosi prestigioso? Ma soprattutto come ti sei sentito quando i tuoi compagni hanno compiuto questo grande gesto verso il loro capitano?

“Mi ruppi il perone il 12 febbraio e la finale era il 18 marzo, controllai immediatamente i tempi di recupero mentre mi portarono in ospedale, troppo poco tempo, avevo giocato tutte le partite fino alla finale, tutti i 90 minuti ogni volta. Finimmo per vincere la coppa senza subire neppure una rete in tutta la competizione, un record che rimane e che mi appartiene. Per me non furono giorni felici, ma son sempre cresciuto pensando che nella vita c’è di peggio (senza far spiccia retorica) e ciò mi diede la forza di partecipare in maniera attiva nel cammini verso Hampden Park. Quel gesto rimarrà per sempre nel mio cuore, vale più di mille gol e trofei, è un’attestato di stima, di affetto e questo non lo dimenticherò mai.”

Ogni ragazzo cerca di seguire le orme del proprio idolo, te a chi ti ispiravi? Ma soprattutto cosa diresti a quei giovani che come te cercano di inseguire il proprio sogno calcistico?

“Da interista il mio idolo da giovane era il Cholo Simeone, un gran lavoratore, un vero trascinatore, mangiava il campo e gli avversari, mi faceva impazzire. Vedere la passione che ci metteva in tutto ciò che faceva in campo mi elettrizzava, trascinava davvero tutti, compagni e pubblico. Io come consiglio posso solo dire ai giovani di non aver mai paura, di rischiare, di buttarsi e di farlo sempre con entusiasmo, perché è meglio rimanere col rimorso di averci provato che col rimpianto di non averlo mai fatto, alla fine c’è tutto da guadagnarci.”

Sappiamo che anche te sei un’amante del fantacalcio, come sta andando quest’anno? Su chi hai puntato ?

“Ho vinto la prima edizione di Italians, il fantacalcio dei giocatori italiani all’estero e ho vinto contro i vari VIPS Verratti, Donati, Immobile, Criscito e tanti altri e di sono felicissimo per ciò. Più che vinto direi stravinto, soprattutto grazie alla preziosissima consulenza di mio fratello Diego e del mio amichetto Brognolino. La domenica si dormiva poco in attesa delle pagelle della Gazzetta, però alla fine è stato premiato il nostro spirito zemaniano, difesa giovane e piena di scommesse e tutti all’attacco. Le mie rivelazioni sono state Mario Ruiz, Zappacosta e Lazaar dietro, José Mauri e le certezze Pogba, Menez e Candreva in mezzo e poi davanti ciao ciao tridente di Formentera formato da Borriello, Coco e Vieri per far spazio al tango argentino composto da Higuain, Dybala e Tevez. Insomma non potevo non vincere questo fantacalcio.”

Un saluto ai tuoi grandi tifosi italiani ed al nostro popolo di PPL !

“Vi saluto tutti con affetto, grazie per il sostegno e per gli attestati di stima. Ricordate, grinta e fame sempre, nel calcio come nella vita.”

Articolo di Cinus Antonio.

La redazione di passionepremier.com ringrazia di cuore Manuel Pascali per la sua disponibilità e la sua gentilezzama soprattutto per aver affrontato con grande entusiasmo e cortesia a questa chiacchierata.
Auguriamo inoltre al centrocampista di raggiungere tutti i suoi personali obiettivi e di alzare tantissimi altri trofei durante la sua carriera calcistica.

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Cinus Antonio
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