IRONS CORNER – Like in a videogame

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Leicester al top della Premier League e West Ham United a rincorrere un posto in Champions col rimpianto di due punti persi sabato in casa contro una squadra tutt’altro che irresistibile quale il Crystal Palace, e la consapevolezza che senza le prodezze da combo videoludica di Payet ora commenteremmo una sconfitta: sembra la cronaca di una di quelle stagioni pesantemente truccate di Football Manager (o di qualsivoglia gioco calcistico manageriale) in cui alteri i budget delle ricche compagini arabo-asiatiche-russe per normalizzare il campionato, ed invece è la meravigliosa realtà di questa pazza stagione.

Controller manomesso – L’unica spiegazione per la colossale papera di Adrian sul primo gol nella partita con gli Eagles è che qualcuno abbia manomesso i tasti del controller rallentandone la velocità di risposta: come è possibile che un professionista così serio e preparato, cui dobbiamo miracolosi salvataggi, si faccia gabbare in modo così inelegante, per non dire da fesso, dall’inconsistente salto di Jedinak che sfiora su cross innocuo di Sako? Il portierino smanaccia il pallone senza alcuna logica, mettendolo sulla testa di Delaney che non può sbagliare… complimenti anche alla reattività di Angelone Ogbonna, che invece di continuare a seguire il difensore in bianco col numero 27, coprendo Adrian, si ferma a guardare cosa fa il portierino. Scarsa concentrazione, sottovalutazione dell’avversario, fatica mentale che si sente dopo tanti impegni così ravvicinati (per non parlare del sogno di FA Cup), sono tutte spiegazioni plausibili ad un atteggiamento non proprio aggressivo e concentrato al 100% sull’obiettivo da parte dei ragazzi: comprensibili certo, ma assolutamente da evitare in un momento chiave della stagione dove è facile perdere tutto.

Riusciamo a pareggiare immediatamente il conto col gioiellino Lanzini, che crescita questo giocatore in stagione… che sia la vicinanza di The Flash? I just don’t think you understand! Sia quel che sia, il ragazzo ci riporta in parità con un preciso colpo da biliardo da centro area e a quel punto ci si aspetterebbe che la nostra solita veemente voglia di vincere si traduca in un pressing costante sulla trequarti avversaria, pronti a recuperare palla e a mettere in difficoltà gli ospiti: invece la partita resta pressappoco sugli stessi ritmi, c’è qualcosa di differente in questi Irons.

Payet come e meglio di un videogame – Sfido chiunque a realizzare un gol come quello che The Flash ha realizzato su calcio di punizione al minuto 41 per portarci in vantaggio: se nella realtà un colpo del genere è appannaggio di pochi eletti, anche in un videogame si tratterebbe di uno di quei colpi realizzati fondamentalmente facendo appello ad una dei più antiche e potenti invocazioni videoludiche: il colpo di Q. Temuto da ogni videogiocatore il colpo di Q ti porta fama imperitura, ma anche odio e avversione da parte degli sconfitti: sei consapevole che un’evocazione del genere è una one time thing e devi esserne grato… ecco, Payet è una divinità calcistica in grado di rendere normale nella realtà quello che per gli altri è il miracolo di un pomeriggio con gli amici davanti alla console, ma, come recita l’ormai celeberrimo coro, se non siete Irons, semplicemente non credo possiate capire questo:

E alla fine basta una piccola disattenzione – Che i ragazzi non avessero la testa tutta sul match si era capito già al minuto 65, quando Kouyate trasforma un tranquillo disimpegno in uno sciagurato retropassaggio che costringe Adrian ad uscire alla disperata e Cresswell a farne le veci sulla linea di porta, impedendo il pareggio. Il numero 8 degli Hammers chiude poco dopo la sua sfortunata giornata con una singolare espulsione per un duro contrasto sul pallone ai danni di Dwight Gayle: scivolata dura, ma effettuata con grande tempismo; in sostanza ci ritroviamo in dieci a causa di un colpo che, a rigor di logica, non sarebbe nemmeno un fallo. Col senno di poi, a stemperare parzialmente la rabbia per l’ingiustizia subita è il fatto che la Football Association abbia annullato la squalifica di Kouyate… ma chi può dire cosa sarebbe successo in undici contro undici sabato?

Al di là del piangere sul latte versato, resta il pareggio subito a causa di un approssimativo Ogbonna, che sbaglia a posizionarsi su un cross abbastanza telefonato per spazzare l’area, tocca con sufficienza il pallone mandandolo a sbattere su Reid… il neozelandese è un difensore coi fiocchi, ma i miracoli non si possono pretendere: il rimpallo favorisce Gayle che insacca nonostante la spaccata disperata di Winston. È pareggio, sono due punti persi nella rincorsa di un posto al sole in coppa(ora siamo a due punti dal Manchester United che ci ha sopravanzato), ma soprattutto è indice che la squadra deve serrare nuovamente i ranghi per far fronte a questi ultimi impegni, per non avere rimpianti: andrà come andrà, dobbiamo dare tutto in queste poche gare, la stagione è stata lunga e sfibrante ma mollare ora sarebbe la cosa peggiore, alla testa dei ragazzi si chiede un ultimo sforzo, per sognare fino alla fine.

What now? – Per recuperare il giusto approccio, la partita di sabato cade a fagiolo, chi non vuole vincere, soprattutto al Boleyn, contro i Gunners? Certo, l’impegno è ostico, ma mentalmente questa gara si prepara da sé, e i ragazzi saranno sicuramente concentrati al massimo, evitando (o almeno si spera) quelle piccole disattenzioni che ci sono costate due punti ad Upton Park.

Arsenal, Leicester, Watford, West Bromwich, queste quattro rimanenti partite di aprile saranno decisive (non parliamo per scaramanzia dell’appuntamento di coppa coi Red Devils), e vanno considerate come finali del campionato, speriamo di mettere in cascina quanti più punti possibile e magari in qualche bella notizia dagli altri campi.

L’appuntamento è per sabato alle italiche 13:45, birrette in fresca e pronti a sostenere con la voce i Martelli col nostro

COME ON YOU IRONS!

Elisa Villani

Veronese nata nell'anno del Mundial, ex giuri-studente ora logimasterata e giuri-praticante, ha tre grandi amori: il suo Mr D., il West Ham United e l'Unendo Yamamay Busto Arsizio. I suoi sport preferiti sono il jogging, il Subbuteo, entrambi praticati a un buon livello amateur, e il sollevamento forchetta in cui è fuoriclasse alla Maradona.
Vive, ama e impreca tra la Bassa Veronese, i Tribunali veneti, il Palayamamay e il divano da dove segue le partite degli Irons.
Elisa Villani