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Eccoci arrivati all’ultimo appuntamento col recap della nostra stagione mese per mese e prima di lasciare spazio al fantacalciomercato da ombrellone, ripercorriamo gli ultimi scorci della Premier 13/14 in claret&blue; stavolta ad accompagnarci nel viaggio sarà un grande tifoso degli Hammers, con uno dei suoi pezzi più famosi, Steve Harris e i suoi Iron Maiden con “The Trooper“, il più classico dei classici, enjoy it!
Marzo – Same old song and dance. Vi eravate abituati al Fab-february? Avevate dimenticato i patemi di un autunno più grigio del solito e di un gennaio da dimenticare? Ecco che marzo riporta a galla tutte le negatività che eravamo riusciti a nascondere sotto il tappeto, che tristezza.
La partenza non era stata delle peggiori, la sconfitta in casa dei Toffees per 1 a 0 effettivamente poteva starci, la squadra di Liverpool è caratterialmente tosta e gioca un bel calcio, ma che il vento della buona sorte fosse cambiato, avremmo dovuto intuirlo subito: Capitan Nolan lanciato a rete affossato platealmente viene completamente ignorato e alla prima distrazione dei nostri, l’impietosa punizione del gol di Lukaku.
Replichiamo con una bella stangata al Britannia Stadium, la partita che non ti aspetti, considerate le nostre ultime prestazioni difensive. Eppure riusciamo a gettare alle ortiche un vantaggio ben costruito dai soliti Noble-Carroll e a farci travolgere per 3 a 1 dallo Stoke City, consegnando perfino al redivivo Arnautovic il suo momento di gloria, unbelievable!
La partita coi Red Devils si ricorda solo per Rooney: la magia del gol del vantaggio Manchester, da sola, vale il prezzo del biglietto ad Upton Park, per il resto abbiamo visto l’ormai solito West Ham spento e rassegnato. La musica non cambia nemmeno con i Tigers, la vittoria sull’Hull City, arrivata anche grazie ad un rigore e soffrendo tantissimo contro una squadra in dieci uomini dal ventesimo del primo tempo, è utile solo per la classifica: fischi ad Upton Park!
Tuttavia, dal momento che se non sono pazzi non li vogliamo: i ragazzi tirano fuori la prestazione giusta per allontanare i timori Championship, dettando legge allo Stadium of Light più di quello che i risultato recita a fine gara (2 a 1 per noi): AC9 e Big Momo i marcatori che hanno dato il colpo di grazia al Sunderland, bye bye kittens!

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Aprile – #38 e un po’ di calcio. Il mese si apre con la sfida ai Reds di Liverpool, allora primi in classifica, e i Martelli si comportano davvero bene, piegati solo dalle decisioni arbitrali, culminate nei due rigori contro, per le uniche due segnature di questi stratosferici Suarez, Sturridge e Sterling, che ad East London non sono sembrati poi così marziani.
Purtroppo in successione il calendario ci ha regalato un altro confronto “agile” con i Gunners: qui si ripete il solito film già visto fin troppo spesso, andiamo in vantaggio e poi l’Arsenal ci travolge con ben tre reti, per la prossima vittoria all’Emirates c’è da aspettare ancora, purtroppo.
Infine la tragedia di Dylan Tombides, uno di noi, scomparso a soli vent’anni per un maledettissimo tumore, e la vista si offusca per gli occhi lucidi: guardiamo così la sfida col Crystal Palace, l’emozione è tanta, ma non tale da farci dimenticare lo spettacolo indegno reso dai nostri con una prestazione meschina e svogliata.
C’era da onorare uno di famiglia, e i ragazzi hanno “corricchiato” per novanta minuti, salvo poi esser giustificati da un allenatore che, prima critica i tifosi, e poi fa uscite del tipo: “sì, abbiamo sbagliato, ma è anche colpa dell’arbitro perché ci manca un rigore”, e “sì, i ragazzi in effetti erano molto emozionati per Dylan, hanno faticato a concentrarsi sul calcio”… tutto ciò senza la minima vergogna, senza che nessun giornalista o commentatore alzi la manina per dire “Hej Big Sam, stop this bullsXXt!“.
Forse sono io che sbaglio, ma appartengo di sicuro ad un altro calcio, rispetto a questo.
Il mese si chiude con l’ennesima sconfitta con il WBA: l’ambiente è scosso per la tragedia di Dylan, i tifosi sono divisi, la squadra cerca di raggiungere gli agognati quaranta punti da un mese senza riuscirci, l’allenatore vive in stato confusionale sulla graticola da inizio stagione.
Insomma pare riaffacciarsi seppur timidamente lo spettro Championship.
Maggio – Happily Ever After. A scacciare le paure, a riconciliarci (forse) con squadra e allenatore, ci pensano loro: i nostri avversari migliori di quest’anno, gli “amici” del Tottenham! L’ultima ad Upton Park, e in generale l’ultima partita vera della stagione, perché tale non si può considerare la comparsata all’Etihad Stadium, si chiude con l’ennesimo trionfo degli Irons sugli odiati Spurs, salvezza matematica conquistata e festa grande per un’annata che, per come era partita, si è conclusa felicemente.
C’è da dire qualcosa sulla gita a Manchester? Sconfitti dai “milionari Citizens” sul campo per un 2 a 0 che non è stato goleada un po’ per Adrian, un po’ per fortuna, abbiamo come al solito dettato legge sugli spalti, lasciando spazio ai silenziosi tifosi locali solo al termine della gara.
Salutiamo così la Premier: salvezza conquistata con un po’ di affanno, qualche giocatore di cui non sentiremo assolutamente la mancanza, dubbi amletici sull’allenatore, l’Eminenza Grigia Mark Noble nuovamente Hammer of the year, interrogativi seri sulla chiarezza di idee della dirigenza, AC9 ti amo, Capitan Nolan fai schifo/Capitan Nolan sei un grande, Adrian claret&blue a vita, quando crescerò sarò Roger Johnson, e poi qualcuno ha più notizie dei giovani dell’Academy da far maturare fino in prima squadra?
Insomma il solito anno da West Ham, che cosa si può desiderare, sportivamente parlando, di più?
…ah sì! Una nuova stagione ad Upton Park degna della nostra storia: up the pints, Martelli!
COME ON YOU IRONS!
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