La Brexit rivoluziona la valorizzazione dei calciatori cresciuti nel vivaio dei club di Premier

0
98

Di certo, al momento, c’è solo che la Brexit avrà inevitabilmente ripercussioni ed effetti tangibili anche sul mondo del calcio. Di che portata e con quale impatto, però, al momento non è dato da sapere. Il periodo di transizione sarà fondamentale per valutare accorgimenti e rivoluzioni più o meno profonde al regolamento del calcio inglese, come quella sostenuta dal chief executive della Premier League, Richard Masters, in materia di valorizzazione dei calciatori cresciuti nei vivai.

La nuova idea legata alla quale si starebbe lavorando per farsi trovare pronti al completamento dell’iter burocratico per la Brexit sarebbe infatti quella di implementare un sistema dinamico per garantire alle società una maggiore flessibilità nella composizione delle liste, in disaccordo con la FA che vorrebbe aumentare da 8 a 12 il numero di giocatori che devono rientrare nella categoria degli homegrown players, più altri 13 senza restrizioni. Mentre col nuovo sistema proposto dalla Premier il numero di calciatori cresciuti nei vivai inglesi rimarrebbe fermo ad 8, con la differenza che le società otterrebbero premi economici per la valorizzazione di giocatori eleggibili per la nazionale inglese. Più giocano, più le società guadagnano: questa la sintesi brutale.

In questo modo la Lega conta di spingere i club a dare più spazio ai calciatori di nazionalità inglese, con un conseguenti benefici anche per la nazionale che potrebbe disporre di una scelta più vasta. I tifosi sui forum di discussione sembrano apprezzare.