Le tre cose che abbiamo imparato da Newcastle-Chelsea 1-0

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Photo by Getty Images

di Tommaso Vecchiarelli

Il posticipo del sabato calcistico ci ha regalato un’affascinante sfida tra Newcastle e Chelsea, grande classico del football inglese. Al St James’s Park i blues arrivano reduci da un importante successo per 3-0 inflitto al Burnley che ha dato fiducia a tutta la squadra ma soprattutto ha tenuto a debita distanza il Man United, forte candidata per il quarto posto. La formazione di Steve Bruce viene invece da un pareggio sofferto con il Wolverhampton, unico punto conquistato nelle ultime quattro partite, e non vince dal 21 dicembre quando una rete di Miguel Almiron decise il match contro il Crystal Palace.

 

Incontro che si preannuncia molto improntato sull’aspetto fisico, specialità dei MagPies, e così è; a rendersi pericoloso è subito il Newcastle con Joelinton che colpisce la traversa su cross al bacio di Federico Fernàndez. D’altro canto non sono da meno gli uomini di Lampard, che rispondono occhio per occhio con Abraham che di tacco colpisce il montante dopo una spizzata di testa da parte di N’Golo Kantè. Nella parte finale del primo tempo gli ospiti prendono in mano la situazione soprattutto grazie alle accelerazioni repentine di Willian, che crea più di qualche grattacapo alla squadra di casa.

La seconda frazione di gara mostra un Newcastle concentrato nell’inquinare le fonti i gioco avversarie piuttosto che attaccare gli uomini in maglia blu; dunque di inerzia i londinesi di Stamford Brdige mandano più volte al tiro i loro cannonieri, ma con scarsi risultati. Da segnalare un tanto attivissimo quanto impreciso Tammy Abraham protagonista di pi occasioni sprecate: prima calcia a lato dopo aver saltato Dubravka, poi si vede salvare da Ritchie un goal già fatto. Il colpo di scena arriva a trenta secondi dalla fine, quando uno spento e remissivo Saint-Maximin pennella una traiettoria perfetta per Hayden, che di testa segna il goal che manda all’inferno il Chelsea.

Newcastle (5-4-1): Dubravka; Willems, Clark, Lascelles, Federico Fernàndez, Krafth; Saint-Maximin, Shelvey, Hayden, Almiron; Joelinton.

Chelsea (4-3-3): Kepa; James, Christensen, Rudiger, Azpilicueta; Jorginho, Kantè, Mount; Willian, Abraham, Hudson-Odoi.

MARCATORI: Hayden (N) 94′

IL MIGLIORE Hayden. In una partita contraddistinta per la lotta su ogni centimetro di campo a spuntarla è un ragazzo scuola Arsenal, autore di una partita di pura grinta e cuore, proprio come piace a Bruce. Isaac Hayden regala alla Toon Army una gioia inspiegabile.

LE TRE COSE CHE ABBIAMO IMPARATO DA NEWCASTLE-CHELSEA

  • Il Chelsea è tanto bello e giovane quanto discontinuo e imperfetto. Bisogna ammetterlo, i giovani danno e tolgono. Potranno essere quel qualcosa in più dato dalla loro incoscienza e spensieratezza, ma verrà sempre a galla la loro inesperienza; e questo Lampard lo sa. Con un pizzico di malizia in più i suoi l’avrebbero portata a casa.
  • Il Newcastle è lo scoglio dei blues. Non è segreto come negli ultimi anni i bianconeri abbiano sempre messo in difficoltà Azpilicueta e compagni, i quali l’hanno sempre vinta per il rotto della cuffia. Questa volta è andata diversamente.
  • La Premier è anche questo. Non vi aspettate sempre duelli ricchi di goal e risultati ovvi, il calcio britannico si contraddistingue soprattutto per l’audacia e la ferocia delle squadre. Non vince sempre il più forte.

Di Tommaso Vecchiarelli