IRONS CORNER – Titanic Irons Orchestra

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West HamOrmai l’East London è così, l’orchestra suona mentre la nave affonda: tutti parlano, tutti commentano, tutti analizzano, tutti si lamentano, tutti scaricano le proprie colpe su altri… chi rimarrà alla fine col cerino corto in mano?

IL VARO DELLA NAVE – Per il transatlantico West Ham, la dirigenza in collaborazione col nostro “pezzo grosso” in panca ha speso in un anno e mezzo:
£4,5m per il fenomeno Maiga – sì, quello scartato dal Newcastle perché non passava le visite mediche; £2m per il francese più sopravvalutato della storia dopo Mexes, ovvero Diarra – sempre infortunato, scontento e poco interessato ad allenarsi con impegno;
£12m per Jarvis – povero cristo, non che sia malvagio, ma di certo non è nè una prima scelta, nè un giocatore che valga tutti questi denari;
£10m per Downing – tra tutti l’acquisto più azzeccato vista la qualità delle prestazioni… tuttavia viene preso in un momento in cui in squadra ci sono già 10 centrocampisti e solo 3 centrali di difesa #imisteridivoyager;
£15m per Carroll – già infortunato e con una carriera che lo ha visto spesso protagonista più dell’infermeria che del campo, The Second Coming è la migliore speranza dei claret&blue di tirarsi fuori dal pantano di bassa classifica.

A questi soldi vanno aggiunti gli ingaggi dello stesso “omone di Dudley” e di giocatori quali Demel (livello Championship bassa classifica), Rat (un nome un programma, good fella, ma ormai a fine carriera e impiegato ben poco), Johnson (Baby Shampoo, uno che è stato scartato da una squadra di una serie minore per venire a svernare ad Upton Park).
Intanto brillanti ragazzini dell’Academy come Spence e soprattutto Potts vengono sistematicamente ignorati, o nel peggiore dei casi, buttati nell’arena a farsi massacrare come in quel di Nottingham.
Con questi presupposti, più che un transatlantico, si è costruita una zattera di fortuna claret&blue, dove ci si aspettava di poter arrivare?

CAPITANO EDWARD JOHN SMITH A.K.A. BIG “FUFFA” SAM – Limitare i danni, lavorare sodo, cercare di fare bene almeno le cose semplici, smetterla di fare scenate come quella su Traore nel post-partita di martedì coi Citizens, a cui vi rimando nel caso ve lo foste persidovrebbero essere le parole d’ordine del Comandante di Green Street, che invece sembra aver perso completamente la bussola, perseverando con atteggiamenti infantili, incaponendosi su strategie fallimentari e cercando continuamente futili scuse.
La costruzione di un team di over-30 alla ricerca di un’ultima opportunità per spillare un bel contrattino per la “pensioneignorando i giovani, da sempre fiore all’occhiello della filosofia dei Martelli, sta mantenendo quel che promette: una schiera di “mangiapane a ufo” combattenti solo a parole sulle pagine dei giornali, le cui prestazioni gara dopo gara deprimono sempre più anche i tifosi più appassionati.

Diciamocelo: Big Sam, hai toppato!

La squadra non gioca a calcio, ma vivacchia e ogni tanto ha qualche sprazzo di gioco che ci permette ancora di sperare nella salvezza, ma per quanto? E soprattutto, a che prezzo?

ICEBERG! – Ci sono circa quattro milioni di motivi in moneta sonante per cui Big “Fuffa” Sam resterà al suo posto nonostante il rischio sempre più alto di collisione con l’iceberg chiamato Championship. Si profilano, pertanto, due possibili finali di stagione: potremmo salvarci con un po’ di fortuna, magari facendo tirar fuori qualcosa in più a quelle gelatine dalle gambe molli di giocatori che settimanalmente vediamo sul campo coi nostri colori; ciò però alimenterebbe il fuoco del delirio del nostro Sam, convinto di essere una specie di Capitan Harlock del pallone, ostacolato dalla sorte maligna e da avversari infidi (di nuovo, leggere le dichiarazioni su Traore per credere)… insomma ci ripresenteremmo all’inizio della prossima stagione con gli stessi identici problemi di adesso e la stessa mancanza di soluzioni praticabili!
L’altra opzione è la miserabile retrocessione, e sottolineo il miserabile, non perché sia un’onta in sé e per sé, bensì per il modo in cui sta maturando: la discesa agli inferi a quel punto non potrebbe non essere seguita da un sonoro calcio nel… ehm… da un sacrosanto esonero dell'”omone di Dudley“, che però si lascerebbe alle spalle una squadra vecchia, strapagata, senza alcun tipo di programmazione o organizzazione, con pochissimo valore nel caso si cercasse di rivendere qualcuno per allestire un buon team per il tentativo di risalita. E a complicare il tutto ci si metterebbe pure il nuovo stadio!

Più andiamo avanti di questo passo, più il naufragio definitivo si avvicina e si profilano all’orizzonte anni scuri per gli Irons.

YOU KNOW THE RULE OF THE SEA. IT’S EVERY MAN FOR HIMSELF NOW – Molti giocatori in squadra stanno disperatamente cercando di cambiare casacca, vedi i vari Diarra (con le sue dichiarazioni all’Equipe) e Morrison, ed il mercato, con gli obiettivi difensore centrale/centravanti, sta assumendo i contorni di una farsa  particolarmente grottesca. Persino Mr. Gold rilascia dichiarazioni sconsolate come “il West Ham è in uno dei punti più bassi della sua storia“, salvo poi cercare di correggere il tiro affermando che la squadra si sta preparando ad affrontare una dura battaglia per la salvezza.
I tifosi sono sempre gli ultimi ad abbandonare la nave, ed un encomio speciale va fatto a quei 14.930 sostenitori dei Martelli che si sono puntualmente presentati ad Upton Park martedì sera, giusto per assistere al secondo atto di quella sfida coi Citizens, il cui unico aspetto positivo è stato mantenere la differenza reti al di sotto della doppia cifra nel complessivo delle due gare.
Si è trattato del record negativo di sempre per quel che riguarda le presenze di sostenitori al Boleyn Ground contro una squadra di Premier League, nel caso non si fosse compresa pienamente la disastrata situazione in cui versiamo!

Salva la prossima partita col Chelsea, sulla quale è inutile illudersi: saremo vittima sacrificale, Febbraio ha in serbo per gli Hammers una serie di sfide importanti in casa con gli Swans, i Canaries e i Saints, nonché la lussuosa trasferta al Villa Park.

Al di là di ogni considerazione sul futuro, nei novanta minuti di gioco noi tifosi saremo sempre pronti a cantare per i nostri colori:

COME ON YOU IRONS!

Elisa Villani