di Daniele Calamia
Sono stati giorni frenetici sul fronte allenatori in Premier League. La notizia più importante, ormai nota da qualche giorno, riguarda l’esonero di Mauricio Pochettino al Tottenham. In pochissime ore il nome del sostituto, con Jose Mourinho di nuovo al timone di una squadra inglese. La carriera del tecnico portoghese è spesso stata legata, nel bene e nel male, alla terra d’Albione. Questo ha fatto sì che, nonostante un anno ‘forzatamente’ sabbatico, Jose abbia continuato a respirare calcio d’oltremanica. Prima come opinionista per Sky Sport, adesso sulla panchina degli Spurs. Ma non c’è solo questo nel valzer delle panchine, almeno secondo il Mirror. Per un manager che arriva un altro che parte, questo sembra trapelare. E per il possibile partente citofonare Manchester…

Il ritorno dello Special One
Che voi amiate o odiate Jose Mourinho, su un aspetto siamo tutti d’accordo: il portoghese ha sempre conquistato qualsiasi palcoscenico. Il suo carisma, la sua ambizione e la sua caparbietà, hanno sempre creato dibattito. Milioni di adoratori, milioni di detrattori. Chi vi scrive non ha mai avuto una simpatia particolare per il personaggio. Ciononostante gli ultimi mesi sono stati utili per apprezzare un Mourinho probabilmente diverso. Meno appariscente, più pratico, sicuramente più simpatico e meno divisivo. La conferenza stampa di presentazione agli Spurs è stata in questo senso una conferma, prima del primo allenamento.
Il Tottenham ha diverse situazioni spigolose da risolvere: i contratti in scadenza, un ambiente forse un po’ scarico di energie, motivazioni da recuperare. Domande su tutti questi argomenti sono state ovviamente rivolte al manager portoghese. ll caso più ‘urgente’ riguarda sicuramente quello dei contratti. Gli Spurs hanno alcuni giocatori chiave in scadenza e non possono permettersi di tergiversare troppo per prendere una decisione. Mourinho ha ammesso di non aver ancora dato un’occhiata alle singole situazioni, sebbene abbia messo in chiaro che «un giocatore rimane perché sta bene qui. Stare bene qui significa essere pronti per la prossima partita, per la squadra».
Stuzzicato poi sulle prospettive di successo e sullo stile di gioco del suo nuovo team, ha ammesso l’impossibilità di lottare per il titolo quest’anno ma di poter essere nel lotto per il prossimo anno. E sullo stile di gioco e i giocatori a sua disposizione: «[lo stile di gioco sarà] simile a quello di prima. Aggiungeremo solo dei dettagli, ma spesso sono proprio questi a fare la differenza. Sui giocatori che ho sono felice, non servono nuovi arrivi. Conosco i giocatori [per averli affrontati] ma non puoi dire di conoscerli davvero fino a quando non li hai a tua disposizione».
Considerando cosa la carriera di Mourinho ci abbia riservato nei suoi ‘secondi anni’, non è minimamente da escludere che il prossimo anno del Tottenham possa essere davvero folgorante. Un’ultima battuta il tecnico se l’è concessa sulle finali di Champions League. Gli è stato infatti chiesto se la squadra avesse ancora delle scorie dalla finale persa quasi sei mesi fa. La risposta non si è fatta attendere: «non lo so, non ho mai perso una finale di Champions. Ma posso immaginare che non sia facile». Tracce di Special One!

Cosa succede a Manchester?
Come anticipato, per un manager che arriva un altro potrebbe andare. Si tratta di Pep Guardiola, in carica quasi quattro anni e in cerca della Champions League. La coppa dalle grandi orecchie è l’unico grande trofeo che gli manca con il suo Manchester City. Gli altri sono tutti già in bacheca. E considerando che nella sua prima stagione non ha vinto nulla, sembra incredibile pensare che abbia vinto così tanto e così bene in sole due stagioni. L’avventura potrebbe però essere al capolinea.

Negli ultimi giorni infatti il Mirror avrebbe rilanciato una news che rispunta nel dibattito calcistico già da qualche mese, sebbene sempre piuttosto timidamente. Il difficile adattamento alla vita inglese della moglie, un ciclo che potrebbe essere alla sua conclusione. Ma soprattutto, un contratto in scadenza nel 2021 e una clausola rescissoria già dalla prossima estate. Tutto questo sebbene Pep non abbia mai sfruttato nessuna clausola rescissoria nelle precedenti esperienze.
Pellegrini, precedente allenatore del City, pare avesse una clausola simile, sfruttata nella primavera del 2016, quando gli fu resa nota l’intenzione da parte del City di firmare il manager catalano. Quest’ultimo potrebbe sfruttare in effetti la clausola, per una serie di ragioni. Innanzitutto, come già detto, sembra che la famiglia non si sia adattata bene alla vita inglese. La moglie ha fatto ritorno in Spagna, ufficialmente per stare più vicino alla sua azienda di moda, ma secondo il tabloid inglese si tratta di una ‘copertura’. Altro motivo: il Bayern. I bavaresi hanno appena esonerato Niko Kovac, e penseranno ad un nuovo grande allenatore non prima della prossima estate. Guardiola ha già vinto e convinto in Germania, ma potrebbe non essere detta l’ultima parola.
Inoltre, secondo Sport Bild, il tecnico spagnolo si trova in ottimi rapporti con la dirigenza. Avrebbe addirittura visitato il centro sportivo qualche mese fa, e si dice abbia ancora un appartamento nel centro di Monaco.
Altre speculazioni ci sono state a proposito della Juve. I bianconeri si sono separati da Allegri in estate dopo cinque anni, altrettanti scudetti e due finali di Champions. Prima della firma di Sarri anche Guardiola sembrava nel calderone dei candidati. Ora il suo nome potrebbe tornare in auge, considerando che tra Maurizio Sarri e il club non pare essere scattata la stessa scintilla che era emersa fra il tecnico toscano e, ad esempio, il Napoli.
Speculazioni che si inseguono, ma se due indizi fanno una prova…
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