di Daniele Calamia
L’avventura di Naby Keita al Liverpool fino a questo momento non è stata particolarmente felice. Infortuni, attitudine non sempre perfetta, mancanza di abitudine al calcio inglese. I dubbi sul giocatore sono aumentati da parte dell’opinione pubblica, che si chiede da un po’ di tempo se i 65 mln sborsati dal Liverpool ormai due anni fa si possano considerare effettivamente ripagati. Le ultime due partite ci danno un messaggio molto chiaro in tal senso: non sarà la versione migliore di Keita, ma quello che abbiamo visto ci va molto vicino. E se due indizi fanno una prova (le due prestazioni più quanto dichiarato da Klopp in mixed zone dopo la vittoria contro il Salisburgo) allora possiamo essere sicuri di poter ammirare il guineano ancora per un po’ in maglia rossa. Naby Keita è per davvero sul radar di Jurgen Klopp.

L’esperienza di Fabinho
Quanto sta accadendo con Keita negli ultimi mesi non è poi così diverso da quanto accaduto a Fabinho l’anno scorso. Cambiano solo le tempistiche.
Riavvolgiamo il nastro.
All’indomani della finale persa di Kiev i Reds ufficializzano Fabinho. Il mediano brasiliano, non essendo stato convocato per i mondiali di Russia, può fare tutta la preparazione con il suo nuovo club. Ma Klopp non lo vede: gioca tutte le partite in estate ma poi sparisce dal campo per le partite ufficiali. Problemi di adattamento, scarsa velocità; si vocifera di tutto dalle parti di Anfield. Ad inizio novembre Klopp lo scongela per la sua prima partita importante: Arsenal all’Emirates. Gioca una pessima partita e non rivede il campo per il mese successivo.
Poi a dicembre tutto cambia, il brasiliano comincia a giocare con continuità. Gioca un meraviglioso derby d’Inghilterra contro lo United a metà mese, poi si prende letteralmente il centrocampo. La sua presenza aiuta Klopp ad alzare Henderson, trovando di fatto la chiave tattica per giocare una grande fase ad eliminazione diretta in Champions e allo stesso tempo tenere il passo del City in campionato. A giugno Fabinho è tra i titolarissimi della finale di Champions a Madrid.

La parabola di Keita
Keita arriva nella stessa estate di Fabinho (pur essendo stato comprato l’anno prima) e si fa vedere già nelle amichevoli estive. Klopp lo considera pronto e lo butta nella mischia già nelle primissime giornate di campionato. Il suo modo di portare avanti il pallone è travolgente, palla al piede non lo si prende. Poi cala leggermente, fino ad arrivare alla notte del San Paolo. Il guineano si accascia dopo pochi minuti, con male alla schiena. Trasportato in ospedale per i dovuti accertamenti, viene dimesso la mattina dopo. Di fatto si tratta più di un grosso spavento, considerando che non risulta nella lista infortunati già dopo pochi giorni.
Nel complesso però viene visto sempre meno in panchina durante le partite, men che meno in campo. Ha difficoltà anche con l’inglese, che non è la sua lingua madre. Qui lo aiuta Robertson, uno che da buon scozzese non parla un inglese totalmente comprensibile a chi non proviene dalle isole britanniche. Il capitano della Scozia però lo aiuta moltissimo: per un periodo lo va a prendere e riportare a casa dopo ogni allenamento. Lo fa familiarizzare con l’ambiente, con la lingua e con i compagni.
Keita viene poi ripescato da Klopp ad inizio aprile, quando il Liverpool ha bisogno di allungare le rotazioni dati gli impegni sia in campionato che in Champions. Il manager si fida di lui e lo trova pronto, poiché il numero 8 segna dopo pochi minuti un gol fondamentale contro il Porto. Quattro giorni dopo i Reds sono sotto a Southampton, anche solo il pareggio significa addio sogni di gloria per il titolo che manca da 29 anni. Palla in mezzo di Alexander-Arnold che scavalca i giganti dei Saints e proprio lui, il piccoletto di 1,70 scarso, colpisce di testa superando il portiere.
Il Liverpool vincerà quella partita, Keita sarà tra i migliori in campo (di nuovo, dopo pochi giorni) e i Reds culleranno ancora il sogno di riportare il titolo ad Anfield. Purtroppo però la sua stagione finisce dopo poche settimane: ad inizio maggio rimedia un infortunio che lo tiene fuori dai ranghi fino all’estate.
Questa stagione: altri dubbi o ritorno alla ribalta?
Quest’anno la stagione comincia per il Liverpool senza il suo numero 8. Keita, e la maglia con il numero che fu di Gerrard e da quest’ultimo consegnata al guineano, non figurano quasi mai nella lista dei convocati. I Reds comunque macinano punti in campionato, risultando imbattuti e perdendo solo due punti per strada. In Champions invece fatica di più, trascinandosi l’incertezza di essere eliminati fino all’ultima giornata. I rossi devono volare a Salisburgo su un campo molto insidioso.
Ma tre giorni prima sono a Bournemouth. Klopp fa quello che ha già proposto l’anno scorso: allunga le rotazioni. Keita trova spazio per la prima volta da aprile in un centrocampo a tre, con Milner e Henderson. Il suo impatto inizialmente è titubante, perde un pallone sanguinoso che quasi manda in porta Solanke. Poi si sveglia, comincia a portare il pallone avanti come sa fare e segna anche un gran gol. Combinazione velocissima con Salah, l’egiziano gli restituisce il pallone con una meraviglia e, in precario equilibrio davanti a Ramsdale, Keita trova l’angolo con un preciso esterno. Man of the Match performance, 0-3 dei Reds.
Keita to Klopp after seeing he's name on the team sheet vs Bournemouth pic.twitter.com/RdQ5GjmbFI
— Kiraan (@Lfc__vision) December 7, 2019
Poi la partita di ieri: ancora rosa allungata, ancora Keita in campo, stavolta con Henderson e Wijnaldum. Segue tutti i palloni, non sbaglia nei fraseggi con la difesa, si libera bene degli avversari. Ha una ottima velocità di pensiero che, unita alla rapidità di cui madre natura lo ha dotato, lo rendono un centrocampista che spezza letteralmente le linee avversarie. Quasi all’ora di gioco ci mette poi la ciliegina sulla torta.

Dopo un tiro ribattuto nel primo tempo, si fa trovare pronto da Mane con un pallone delizioso. Di testa dà il vantaggio al Liverpool e la serenità necessaria per passare il turno. Altra grande prestazione, pochi giorni dopo il match con le Cherries.
Welcome to Liverpool, Naby Keita. We've been expecting this for a while!!!! Exceptional in a high pressure game like this.
— Chris Bascombe (@_ChrisBascombe) December 10, 2019
Con queste due prestazioni Klopp ha sicuramente capito che ha a disposizione anche un’arma in più come Keita in quest’annata ancora più dura di quella precedente. La costanza, quella che è mancata l’anno scorso, dimostrerà se il guineano verrà ricordato nel film di questa stagione. Intanto Naby Keita è per davvero sul radar di Klopp!
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