di Simone Dell’Uomo
Di nervi e d’inerzia il Tottenham strappa tre punti pesantissimi battendo 2-1 in rimonta un tostissimo Brighton, compatto, arcigno, roccioso. Sconfitta col Chelsea a minare certezze, acquazzone tremendamente britannica del primo anticipo del Boxing Day, rosa ristretta per infortuni e squalifica di Son: tanta sofferenza, ma vittoria fondamentale. Anche e soprattutto di grinta e attributi, soprattutto visto l’epilogo del primo tempo: Var ad annullare il gol del vantaggio di Kane per fuorigioco millimetrico, vantaggio dei Seagulls in mischia con Webster, londinesi sotto all’intervallo. Con grande, grande fatica inizia il

secondo tempo il Tottenham: Brighton compatto, roccioso, arcigno, denso, difficile per tradizione da scardinare. Palleggio isterico, difficile, negli ultimi metri, fin quando un rimpallo favorisce Kane che prima in diagonale si fa frenare da Ryan, poi ribatte in rete di gran classe e suona la carica. Non cambia la questione e ancora pochi spazi: Mourinho mette Eriksen soltanto quando serve necessaria qualità, sventagliata dalla parte opposta, sponda di Aurier e cioccolatino del solito Alli: al Tottenham riesce il sorpasso. Poi dentro Dier per Lucas al fine di riequilibrare le sorti,
FORMAZIONI E TABELLINO
Tottenham 4231: Gazzaniga, Aurier Sanchez Alderweireld Vertonghen, Winks (68′ Eriksen) Sissoko, Lucas (76′ Dier) Alli Sessegnon (57′ LoCelso), Kane
Brighton 3421: Ryan, Webster Duffy Burn, Schelotto (83′ Bissouma) Alzate Stephens Bernardo (76′ Trossard), Gross Mooy, Connolly (68′ Maupay).
Marcatori: 37′ Webster, 53′ Kane, 72′ Alli
Il migliore Harry Kane: Temperature perfette per un animale da area di rigore che storicamente soffre il caldo. Pioggia, freddo e Boxing Day, centravanti completo, ormai non è più una novità. Gol pesantissimo e decisivo. Non si abbatte post Var, insiste, trova il pari e suona la carica. Movimenti perfetti a tutto in campo, da risaltare per responsabilità da leader vero e soprattutto la compattezza di avversari ostile, tosti, rocciosi, sempre ai limiti del fallo, come la linea a 3 dei Seagulls composta da Webster, Duffy e Burn.
LE TRE LEZIONI APPRESE
a) Mentalità vincente e tre punti sofferti. Il Tottenham riparte da qui, mostrando attributi in un pomeriggio che in altri tempi sarebbe finito malissimo. Pioggia, compattezza, Brighton che come sempre sfrutta le palle inattive, va in vantaggio e chiude tutti gli spazi: ciononostante grande rimonta, decisivi i soliti Kane e Alli.
b) E’ un Tottenham esteticamente più Mourinhano, più pratico, molto meno bello da vedere rispetto alle radiose giornate dell’era Pochettino. Ma conta vincere, in un modo o nell’altro. Nonostante la squalifica di Son, Eriksen ancora in panchina: entra solo quando serve necessariamente qualità, ma il danese vuole andar via a tutti i costi, vuole vivere altre esperienze, col contratto in scadenza inutile costruire su di lui. E Mou ha personalità e spessore per farlo partire dalla panca sempre e comunque.
c) Brighton. Posto tranquillo dove esprimere bel calcio e chiudere a metà classifica. La squadra si salverà, non avrà problemi, ha risorse e mentalità adatta. Ma nonostante l’avvento di Potter sembra ancora la squadra di Hughton: difesa praticamente a 5, ancora palle inattive e compattezza le sue ricette migliori.
Simone Dell’Uomo
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