di Simone Dell’Uomo
Nasce oggi il Tottenham Hotspur dell’era Jose Mourinho. Tottenham – Manchester City 2-0, ennesimo capitolo di una battaglia che somiglia ad una terza guerra mondiale calcistica, che dura meravigliosamente ormai da 20 anni, quella tra Jose e Pep. Mediatica, filosofica, umana. Strategia batte filosofia 2-0, finita l’agonia Eriksen e ceduti Trippier e Rose il Tottenham volta definitivamente le spalle al suo passato e torna prepotentemente in corsa Champions scavalcando tutte le concorrenti da Europa League, puntando il Chelsea quarto tornato ora distante soltanto 4 punti. Parliamoci chiaro, gli Spurs sono una squadra di giovani, tra le due compagini si sono visti 7/8 livelli di distacco calcistico, dominio City per 60 minuti. Ma dominio City, di una squadra che incanta, sempre e comunque. Di una squadra che per estetica (investimenti ingenti, naturalmente) sarà destinata a restare nei libri di pagine più belli del campionato più importante del mondo, la Premier. Palleggio e calcio sublime nel primo tempo, due pali di Aguero e Tottenham completamente in bambola. Poi storia nella storia capitan Lloris para rigore a Gundogan ripetendo scene che ai più romantici evocano la respinta ad Aguero dei quarti di Champions 2019, momento tremendamente saliente della cavalcata di un Tottenham che, come detto, ormai fu. Nella ripresa Gundogan sbaglia ancora a porta vuota e allora c’è magia, quella di Steven Bergwijn che trova un super gol al debutto con la maglia degli Spurs: torsione al volo e

partita capovolta. Espulso Zinchenko per doppio giallo, espulsione conquistata da un sontuoso, stavolta sì, Harry Winks. Ecco perchè parliamo di un nuovo Tottenham. Poi difesa City distratta, come spesso accaduto quest’anno in virtù di un posto tra le prime 3 ottenuto ma un titolo ormai tutto rosso, e strategia Mourinhana: filtranti e ripartenze, colpisce Son, ancora il coreano, tremendamente come ad aprile. Storia nella storia. E le camere indugiano sullo Special One. Pensava di allenare il vecchio Tottenham, pensava di farlo rinascere, invece s’è dovuto arrendere alla profezia (per quanto logica) di Pochettino: questa squadra andava rifondata. Ci sono i vecchi senatori e leader Lloris e Alderweireld, certo, ma poi tutti giovani, da cui si deve ricostruire qualcosa d’importante. Josè non s’è scomposto, non ha voltato le spalle al destino e ha accettato la sfida. Sarà l’uomo in grado di riportare il Tottenham a vincere trofei? Mou non ha mai allenato così’ tanti giovani, ma ha vinto di tutto, rispetto e mani in alto. Anche per chi scrive.
FORMAZIONI E TABELLINO
Tottenham 4231: Lloris, Aurier Alderweireld Sanchez Tanganga, Winks Lo Celso, Son Alli(70’Ndombele)Bergwijn(70’Lamela), Lucas(84’Dier)
Man City 433: Ederson, Walker Fernandinho Otamendi Zinchenko, De Bruyne Rodri Gundogan, Mahrez (72’Jesus) Aguero (64’Cancelo) Sterling (84’B.Silva).
Marcatori: 63′ Bergwijn 71′ Son
Il migliore Winks: E’ tornato Hugo Lloris, prestazione sontuosa per uno dei portieri più forti del mondo. Ma oggi va premiata un’altra prestazione, una disponibilità da consegnare a tutte le scuole del calcio. La disponibilità e l’umiltà di Harry Winks. Motorino completo. Partita romantica, a tratti commovente. Poco potente fisicamente, non sarà il mediano più forte e tosto della storia. Ma partita di una generosità unica, giocate intelligenti e disponibilità verso qualunque compagno. Una corsa in più, un sacrificio in più, 4 metri in più. Ed era questa l’unica ricetta per sperare di battere il Manchester City. Conquista l’espulsione di Zinchenko leggendo un corner avversario e ripartendo da solo all’arrembaggio. Oggi straordinario. Davvero. Nonostante chi scriva queste righe sia tutt’altro che un suo estimatore.
LE TRE LEZIONI APPRESE:
1 Le tre lezioni, probabilmente, si comprendono nel testo della gara. Nasce oggi il Tottenham di Mourinho, un Tottenham nuovo, di giovani, per forza di cose cambiato da quello di Pochettino. Voltate le spalle alle ultime radiose annate, se ne apre un’altra. Piena di difficoltà in vista di un processo di cresciuta tortuoso. Sarà Jose l’uomo giusto per plasmare giovani, renderli squadre e vincere anche col Tottenham. Gentili lettori e appassionati di Premier, aspettiamo, lo scopriremo.
2 Strategia contro filosofia. Stregone malefico contro espressione più bella del calcio totale. Una sfida filosofica. E stasera s’è scritto un altro capitolo. Vinto dalla strategia. Ha vinto qualsiasi cosa Jose Mourinho, prima di dar del finito ad un tecnico tra i migliori della storia di questo sport, chiunque ci pensi due volte.
3 Il Manchester City è una squadra straordinaria. Una squadra che gioca un calcio sublime. Esteticamente migliore del terrificante Liverpool. Ma troppi punti persi, un pochino di stomaco pieno in terre domestiche, disattenzioni difensive fatali e troppa troppa distrazione. Flessione e punti persi naturali, comprensibili, per una squadra lontanissima dal Liverpool ma che quest’anno, probabilmente, darà scacco matto all’Europa che conta, la Champions, unico trofeo che manca alla radiosa e splendente era Guardiola al Manchester City.
Simone Dell’Uomo
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