PREVIEW Gli ottavi di finale di Champions, cosa aspettarci per le inglesi

Quattro squadre inglesi scenderanno in campo negli ottavi di finale di Champions. Liverpool, Tottenham, Chelsea e City a caccia della coppa più importante!

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Domani 18 febbraio ripartirà la Champions League con l’attesissimo match fra Atletico Madrid e Liverpool, che alzerà il sipario che ci porterà alla finale di Istanbul. Si tratta della 65esima edizione della maggiore rassegna continentale europea, esattamente a quindici anni dalla meravigliosa finale di Instabul 2005 che rappresenta il più incredibile rimontone mai visto in una finale di Champions.

Atletico Madrid v Liverpool

Il Liverpool torna dopo quasi nove mesi nello stadio che lo scorso 1 giugno è stato teatro della sesta Champions League della propria storia. I Reds hanno ottenuto una vittoria di misura col Norwich che ancora di più certifica l’avvicinarsi del titolo numero 19 in bacheca. Jurgen Klopp porterà con sé Mane e Milner, sperando in una buona partita per mettere in discesa il ritorno. Dall’altro lato i Colchoneros sono in difficoltà in campionato visti gli ultimi risultati. Simeone tra l’altro affronta una difficile situazione infortuni: Trippier, Diego Costa, Joao Felix. Questi i nomi che con buonissima probabilità non saranno della partita, mentre Gimenez ha recuperato per la panchina già nell’ultima di campionato.

Ci aspetterà un confronto tra due modi di concepire il calcio totalmente diversi. Da un lato la difesa compatta e arcigna dei Colchoneros, nello spirito del proprio allenatore. Dall’altro lato Klopp sa che al Wanda Metropolinano ci sarà maledettamente da soffrire. Il tifo incessante, il pressing sulla palla asfissiante, gli spazi chiusi. Sarà interessante capire soprattutto come il trio d’attacco legherà durante i 180 minuti.

Fabinho con la coppa dalle grandi orecchie al Wanda Metropolitano. Photo by Getty Images

Tottenham v RB Lipsia

Sin dall’annuncio dello scontro si è parlato di Tottenham fortunato rispetto alle altre inglesi. Intendiamoci: sulla carta i commentatori in tal senso hanno anche ragione. Il Lipsia non è il Real Madrid, né l’Atletico. E Nagelsmann non è quell’allenatore con il background da Champions che invece hanno Zidane e Simeone. Ma la Red Bull sembra davvero aver messo le ali a questo club, che quest’anno sembra aver trovato la necessaria maturità per reggere sia in Champions che in campionato. Secondo posto in Germania a strettissimo contatto col Bayern, primo posto nel proprio girone in Europa. Un girone non difficilissimo, ma se ti chiami Lipsia e sei alla seconda partecipazione continentale della tua storia non è per nulla scontato un risultato del genere.

Gli Spurs dall’altro lato sperano di ritrovare in Champions quello smalto che in campionato vanno ritrovando ma con comprensibile fatica. L’anno scorso la cavalcata verso la finale è stata memorabile. Degli ottavi andati lisci, contro un’altra tedesca tra l’altro, poi due turni al cardiopalma contro City e Ajax. L’uomo sugli scudi è Heung-Min Son, in gol nelle ultime cinque partite in tutte le competizioni e uomo della provvidenza a Villa Park nell’ultimo turno. Occhio alla difesa, non sempre perfetta quest’anno. Se prendiamo le prime nove in Premier, solo l’Everton ha fatto peggio del Tottenham.

Impressionante stato di forma di Son nel nuovo anno

Dall’altro lato gli occhi sono senza dubbio puntati su Timo Werner, classe ’96 pronto al vero salto di qualità. Mezza Europa ha gli occhi su di lui, e nella classifica marcatori in Bundes si trova solo dietro a Lewandowski. Non segna da un mese però, gli Spurs sperano non debba riprendere a gonfiare la rete proprio mercoledì.

Timo Werner, oggetto del desiderio di mezza Europa

Chelsea v Bayern Monaco

Se Lampard volesse sapere cosa significa giocare quest’anno in Champions contro il Bayern può sempre prendere la metro, andare nel nord di Londra e chiedere proprio al Tottenham. Nel girone eliminatorio i bavaresi hanno vinto tutte le partite, segnando in particolare agli Spurs 10 gol di cui 7 al Tottenham Hotspur Stadium. I Blues devono tra l’altro riprendere la propria corsa, visto che nel nuovo anno in Premier hanno vinto una sola partita e in Champions hanno preso il pass per gli ottavi con una vittoria risicata contro il Lille. Insomma gli ultimi due mesi non sono stati meravigliosi per la squadra di Stamford Bridge, che oggi tra l’altro si gioca una fetta di campionato importante in casa contro il Manchester United.

Frank Lampard in una recente conferenza stampa. Photo by Getty Images

In Baviera Hans Flick si gode lo stato di forma di Lewandowski. Impressionante diremmo, se non stessimo parlando del numero 9 più costante degli ultimi 7-8 anni. Il Bayern non ha però un gran ricordo degli ottavi di Champions contro le inglesi. L’anno scorso si trovò il Liverpool, potendo sfruttare anche la squalifica di van Dijk all’andata. 0-0 ad Anfield, sconfitta rovinosa all’Allianz Arena. Lewandowski dovrà essere tenuto da Tomori, promettentissimo centrale inglese ma molto giovane e con zero esperienza in Champions prima di quest’anno. In questo confronto i Blues si giocheranno buona parte della qualificazione.

Real Madrid v Manchester City

Qui chiudiamo col botto, per tantissimi motivi. Sulla carta lo scontro è apertissimo, i valori in campo sono assolutamente uguali. Anzi forse i Citizens hanno qualcosa in più. Ma parliamo pur sempre del Manchester City, una squadra che con Guardiola non è mai andata oltre i quarti di finale nei precedenti tre anni. Il Real però non ha avuto un mese facilissimo. Dopo la vittoria della Supercoppa a gennaio, i Blancos hanno perso e male in Copa del Rey e pareggiato in casa contro il Celta Vigo, permettendo al Barcellona di riportarsi sotto in campionato.

Il Real fa a meno di Asensio, il cui infortunio al ginocchio lo terrà fuori fino a fine marzo. Vicino al rientro invece James Rodriguez, che sta recuperando da un infortunio alla coscia. Zidane riavrà Eden Hazard, infortunatosi a novembre alla caviglia e da allora fuori dai giochi. Il belga è tornato, in maniera molto positiva, nell’ultima di campionato. Ma la Champions è tutta un’altra storia. Hazard ha giocato sette anni in Premier, facendo impazzire qualunque difensore gli si ponesse contro. Lo sa bene Guardiola, che quest’anno ha avuto notevoli problemi di infortunio in difesa ma ha recentemente recuperato Laporte dopo mesi di infortunio.

I Citizens saranno tra l’altro motivati dalla faccenda della squalifica dalle prossime due Champions. Potrebbe essere un one last shot, per capire se Guardiola riuscirà finalmente a vincere l’unico trofeo che gli manca all’Etihad.

di Daniele Calamia

Daniele Calamia