Manchester City, una stangata più pesante dei 22 punti

Il Manchester City riceve oggi una stangata più pesante dei 22 punti di ritardo: niente Champions per i prossimi due anni più 30 milioni di multa

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Photo by Getty Images

Il Manchester City in questo momento si trova a 22 punti dal Liverpool capolista. Ha le spalle al muro, deve subire le voci di una possibile partenza di Guardiola a fine anno. Cambiamenti all’orizzonte anche nel parco giocatori: David Silva, Leroy Sane, forse il Kun Aguero. Ma almeno si può tentare quest’anno di andare per il big prize: la Champions League. Forse però quest’anno ci sarà l’ultima occasione per un po’ di tempo.

Il Manchester City questo pomeriggio ha infatti subito una stangata più pesante dei 22 punti di ritardo dal Liverpool. In poche parole, i Citizens sono stati esclusi dalle prossime due edizioni della Champions League, oltre al pagamento di una multa di 30 milioni di euro.

Perché il CFCB punisce il Manchester City

Il Club Financial Control Body (CFCB) è l’organo che si occupa di controllare le irregolarità finanziarie dei club UEFA. In particolare relativamente alle eventuali violazioni dei club del Financial Fair Play, introdotto nel 2011. L’organo si esprime oggi dopo mesi di indagine sui conti del Manchester City, a cominciare da documenti circolati su Football Leaks già dal 2018. Si analizza in particolare il lasso di tempo tra il 2012 e il 2016, in cui i Citizens avrebbero bilanciato dei costi in bilancio gonfiando le sponsorizzazioni.

Nello specifico, il Manchester City ha in Etihad Airways la sua principale fonte di sponsorizzazione. Nei bilanci tra gli anni incriminati avrebbe però gonfiato tale voce in bilancio includendo circa £60 mln provenienti dall’Abu Dhabi United Group, di proprietà dello sceicco Mansour, già proprietario dei Citizens e più ricco patron d’Inghilterra. Il Manchester City è controllato dal sopracitato gruppo attraverso il City Football Group, holding con sede proprio a Manchester di cui fanno parte altre società come il New York FC, il Melbourne City FC e il Girona.

Le regole del FFP vietano tuttavia che chi controlla un club – in questo caso lo sceicco Mansour – possa bilanciarne i costi del club con risorse provenienti da altre società costituenti il gruppo. Questo è il caso dell’Abu Dhabi United Group. Alla sovrastima dei ricavi da sponsorizzazioni si aggiunge, e non potrebbe essere altrimenti, anche le informazioni errate che il club ha comunicato lungo tutto il periodo preso in considerazione. Ecco dunque perché la Camera dei Giudici del CFCB, presieduta da José da Cunha Rodrigues, ha comminato una sanzione così dolorosa per il club dell’Etihad Stadium. Niente Champions League nel 2020/21, così come nel 2021/22. Più i 30 milioni già menzionati, ovviamente.

Il City ribatte: «UEFA non imparziale»

Il Manchester City non ci ha pensato due volte ad affidarsi al proprio sito web per rispondere alla bomba innescatasi con il comunicato del tardo pomeriggio. Il club lamenta mancanza di imparzialità da parte della UEFA: «il club ha sempre anticipato la necessità di cercare un organo indipendente e un processo per considerare in modo imparziale l’intero corpus di prove inconfutabili a sostegno della sua posizione. Nel dicembre del 2018, il capo investigatore dell’Uefa ha presentato in anteprima pubblicamente l’esito e la sanzione che intendeva comminare al Manchester City, prima ancora che fosse avviata qualsiasi indagine». Il club aveva aperto il comunicato dicendosi deluso ma non sorpreso per la comunicazione della decisione da parte dell’organo UEFA.

Il City, a stretto giro di posta, ha immediatamente comunicato di aver presentato reclamo formale, convalidato dal CAS. Il piano del Manchester City è adesso quello di appellarsi immediatamente al TAS di Losanna: «[per perseguire] un giudizio imparziale il più rapidamente possibile».

di Daniele Calamia