Villa Park, un crocevia fondamentale della stagione del Tottenham

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di Simone Dell’Uomo

Due settimane di sosta e tempo finalmente per lavorare, alla grande, sui meccanismi di campo tanti cari al buon Josè, un Mourinho che più volte tra dicembre e gennaio ha palesato necessità di settimane libere per preparare al meglio una squadra che, per forza di cose, ha ereditato e non può sentire sua. La deve plasmare, la deve ricostruire, perchè soprattutto parliamo di un club a cavallo tra la fine di un ciclo e l’avvio del seguente, legato appunto al nome di Mourinho. Nel futuro ci saranno certo Kane, Alli e Son, ci saranno certamente senatori come Alderweireld e Lloris, ma il Tottenham per vicissitudini sta cambiando eccome: attorno a loro, sono tanti tanti giovani.

VILLA PARK E domenica si riparte: Villa Park, scenario affascinante, una super classica del calcio inglese. Aston Villa – Tottenham Hotspur non può essere una partita come le altre, proprio no, è una di quelle gare che rappresenta tremendamente la tradizione britannica, due club storico, classe ed eleganza. Villa Park tra l’altro nell’ultimo decennio campo di felicissimi ricordi per gli Spurs: sempre grande palcoscenico, sempre teatro di grandi prestazioni, vittorie larghe o vittorie emozionanti. Insomma, nella magia, perchè c’è magia nel calcio inglese, una tradizione favorevole. E proprio Villa Park fu culla dell’era Pochettino, nacque quel fenomeno di Harry Kane, punizione deviata in pieno recupero e decollo del progetto legato all’amatissimo tecnico argentino.

TRE PUNTI NECESSARI Oggi è tutta un’altra storia. Accantonato il romanticismo, spazio al pane quotidiano. A Mourinho serviranno punti Champions, serve aprire bene questo mini ciclo che ci proietterà fino a fine marzo, con partite e punti scottanti in palio. Conditio sine qua non per riacciuffare una Champions e un quarto posto in extremis è proprio vincere domenica, preludio della vera grande tempesta, Chelsea-Tottenham, scontro diretto e sfida nella sfida, mediaticamente la più attesa da quando Mou ha deciso di attraversare il Tamigi e sposare la causa dei rivalissimi dei Blues, gli Spurs, appunto. Prenderà fischi e fischioni ma è pronto, vanta spalle larghissime: carriera enorme. ne ha vissute di cotte e di crude. Si sente tradito, da chi l’ha amato ma l’ha scaricato: prova ingratitudine verso quella piazza, in fondo è ancora soltanto il manager più vincente della loro storia.

photo by Getty Images

GLI AVVERSARI Ma ci sarà tempo per pensare ai suoi scheletri nell’armadio. Adesso testa e tempo tutto dedicato a domenica, Villa-Park, ma stavolta la netta impressione è che sarà molto più complicato. Al Villa, in netta ripresa e galvanizzato dalla meravigliosa conquista della finale di Coppa di Lega, servono necessariamente punti salvezza: sarà battaglia fino alla fine a quelle latitudini, serve mettere fieno in cascina per non rischiare di annegare nelle sabbie mobili. S’affronta Jack Grealish, figlio di Birmingham, simbolo e capitano Claret&Blue, ma che 2 anni fa flirtò eccome con gli Spurs, che offrirono ben 25 milioni di sterline fino alle ultime ore di mercato per portare a casa uno dei talenti tecnicamente più splendenti della nuova generazione britannica.

“PARTITA DOPO PARTITA” “Sarà una settimana difficilissima ma non dobbiamo pensare a Lipsia e Chelsea – avverte Jose in conferenza stampa– pensiamo partita dopo partita, impegno dopo impegno, una gara per volta! Il Villa è una buona squadra, il Villa Park sempre campo molto complicato per qualsiasi avversario, stanno moralmente benissimo dopo la conquista della finale di Coppa di Lega. Jack Grealish? Giocatore molto importante per loro: può segnare e far assist, incredibile feeling coi suoi fans, è in grado di galvanizzare il supporto del loro pubblico, di accenderli e farli spingere di più. Per fortuna stiamo recuperando giocatori: Ben Davies sta bene e può giocare, così come Lo Celso, un calciatore che ha mostrato grande personalità lavorando sodo anche quando all’inizio lo schieravo poco. Ha tenuto duro e continuato a dimostrare tutto il suo valore. Può giocare mediano, esterno, trequartista, ovunque! Sono felicissimo, un ragazzo che mi piace tantissimo! E Lamela stesso: se non recupera per domenica, sarà pronto per mercoledì. Comunque ottima settimana, 3 sessioni d’allenamento complete e corrette. Vertonghen? Professionista fantastico, non potrei dire cose migliori. Sono contento si sia arrabbiato per la sostituzione, vuole sempre giocare al top”. 

 

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LA FORMAZIONE Tra i pali ormai recuperato alla grande capitan Lloris, a destra si spinge con Aurier, equilibrio a sinistra con Tanganga in attesa del completo recupero di Ben Davies. Al centro più Sanchez di Vertonghen, apparso in netta difficoltà, gli anni passano pure per lui. Sarà pertanto il colombiano ad affiancare leader Alderweireld. A centrocampo Winks e Ndombele, ancora panchina per Dier, pronto a subentrare in caso la gara richieda più equilibrio e sostanza difensiva. Davanti Lucas, Alli, Son con Bergwijn: leggeri, leggerissimi, a sfrecciare senza punti di riferimento, ma non ci sono troppe scelte. Vietati calcoli sul Lipsia, per i motivi spiegati in precedenza parliamo di una gara da non sbagliare: questa Premier t’ha aspettato, si può arrivare in Champions anche con meno di 70 punti.

Simone Dell’Uomo