Addio FA Cup, troppi infortuni, troppe sconfitte: una stagione che sta scivolando via

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di Simone Dell’Uomo

Qui Tottenham. O meglio qui “Tottenham”. Già, perchè questa non può essere una squadra: fuori Sissoko, polmone e mezzo centrocampo; fuori fino ad aprile Kane e Son, tra le migliori coppie d’attacco del pianeta Terra, praticamente a mezzo servizio pure Ndombele e Lamela, che come sempre si portano dietro infortuni muscolari che giocandoci, proprio no, non riescono a curare. Detto e ridetto: non sono arrivati rinforzi a gennaio, solo tanti tanti ragazzini (calcisticamente parlando, chiaramente), un ciclo da ricostruire con un età media bassissima che fa rima con inesperienza e leader e senatori tutti fuori per infortuni di lunga data. In attesa di capire se Josè sia pure in grado di lavorare e plasmare un talento, formarlo, allenarlo, crescerlo, il buon vecchio Mou è rimasto solo, senza risultati, senza giocatori veri, con i pochi che sono rimasti costretti agli straordinari e che chiaramente non riescono nemmeno ad allenarsi perchè costretti a giocare, continuamente, ogni tre giorni. E Josè è rimasto solo, pure senza la sua identità, quelle domestic cups che tanto ama sollevare, anche perchè come noto la rigorata di mercoledì col Norwich in FA Cup è stata tanto per cambiare fatale ad un club che di fortuna negli ultimi decenni ne ha avuta assai poca. Quindi la stagione sta scivolando via, reduce dalla doppia sconfitta in scontri diretti in Premier a cavallo tra Chelsea e Wolves, con una zona Champions in queste condizioni ormai utopia più che altro. E una gara martedì prossimo a Lipsia per restare in Coppa dei Campioni (una gara da ribaltare, non si sa come), ma forse meglio evitare quarti ed altre umiliazioni.

BURNLEY Premesse doverose verso una stagione maledetta che, come detto, sfuma sempre più giorno dopo giorno. Domani Spurs in campo ancora a Burnley, protagonisti a Burnley alle 18.30, su un campo difficilissimo, contro una squadra ostica che storicamente costruisce in casa le proprie salvezze e che con una settimana di lavoro libera, sta preparando al meglio una gara che significherebbe ipotecare il discorso salvezza. Rocciosi, compatti, i ragazzacci del Lancashire guidati da Sean Dyche sentono l’odore del sangue e sanno benissimo come imporre fisicità, malizia, palle inattive e risultato pieno su giovincelli nel pallone, in piena emergenza e difficoltà. Anche domani il pronostico sembra tutto incanalato verso gli avversari, immaginare un Tottenham che chiuda la Premier anche fuori dalla zona Europa League non è più un’utopia. D’altronda, la situazione calcisticamente drammatica, resta quella che è.

LE PAROLE DI MOU “Adoro lavorare con questo gruppo di ragazzi, disponibili, che vorrebbero gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma che escono stremati da ogni gara e che a volte, sono costretti a chiedere il cambio, come Lucas o Bergwijn, perchè cadaveri stravolti. Devo gestirli nelle prossime due gare, magari facendoli partire uno titolare e uno no, magari entrambi dalla panchina, ma non ho molte scelte. La notizia positiva è che tornerà Hugo Lloris, sensazioni positive, non ho ancora la conferma definitiva, ma se sta bene giocherà. Chiaro che attraversiamo un momento complicato, chiarissimo, ma credetemi: sto apprendendo tantissimo di questi ragazzi, di quello di cui avrò bisogno in futuro o meno. Il caso Dier (che ha saltato cartelloni per avere un confronto piuttosto acceso con un tifoso che attaccava suo fratello, ndr)? Anche io avrei reagito così, probabilmente chiunque, anche se siamo professionisti e certe volte dovremmo tenere a bada i nostri istinti”.