Nonostante l’emergenza coronavirus, la UEFA non ha preso nessuna decisione fino ad oggi riguardo la presenza dei tifosi ad Anfield stasera. Tutto pronto quindi, il ritorno degli ottavi di finale si giocherà con la Kop che proverà a spingere al massimo i Reds contro l’Atletico Madrid. I Colchoneros vengono da un preziosissimo 1-0 al Wanda Metropolitano, che cercheranno di difendere con le unghia e con i denti. Anfield awaits…
Anfield awaits… pic.twitter.com/iqutswcKfr
— Mohamed Salah (@MoSalah) February 20, 2020
Le scelte di formazione
Henderson e Oxlade-Chamberlain partiranno entrambi titolari nel centrocampo di Jurgen Klopp. Il manager tedesco sta avendo il suo capitano a disposizione per la prima volta dopo una serie di partite in cui ha dovuto farne a meno. Infortunio muscolare, si era detto. Ora il classe 1990 del Wearside torna subito in campo, subito da titolare. Ottimo anche il rientro di Milner, già avvenuto per la verità contro il Bournemouth. Mentre sorprende il terzo nome del centrocampo. Si tratta di Gini Wijnaldum.
Il nome dell’olandese sorprende in formazione specialmente per la sua posizione: mediano davanti la difesa. Un ruolo in cui non siamo minimamente abituati a vederlo. Eppure i tifosi più attenti ricorderanno come, non più tardi di due stagioni fa, la grande cavalcata del Liverpool verso la finale sia passata anche per l’olandese schierato in quella posizione. Sia ad Anfield che in trasferta, diverse volte Klopp lo aveva provato, virando poi su una scelta più classica in finale con Henderson davanti la difesa. L’acquisto e l’esplosione di Fabinho nella passata stagione hanno leggermente offuscato quei ricordi, comunque vividi nella mente di Klopp, che in questo fondamentale match di Anfield schiera nuovamente l’ex Newcastle in quella posizione.
Sarà fondamentale capire anche come la difesa reggerà. Robertson torna dopo lo stop col Bournemouth, Alisson è fuori almeno per altri 10 giorni. Gli altri tre sono Gomez, TAA e van Dijk. Dunque la novità non sta nella composizione del reparto difensivo, ma in chi si trovano davanti. Simeone torna infatti a schierare Joao Felix. Il wonder boy portoghese, acquistato per circa £110 mln la scorsa estate, aveva mancato l’andata a causa di un infortunio. Poco male per i Colchoneros, visto che Diego Costa e Morata avevano pesantemente impegnato la difesa del Liverpool. Ma ad Anfield la musica potrebbe cambiare, dipende da cosa la Kop decide di suonare…
Il fattore campo, il fattore Anfield
Siamo ad Anfield, sappiamo benissimo cosa voglia dire. Lo sa anche ogni squadra che viene a giocare contro il Liverpool a sud di Stanley Park. Il catino dei Reds è più di uno stadio, Fortress Anfield la chiamano da quelle parti. Il merito di Klopp è quello di averlo nuovamente reso inespugnabile, come ai tempi dei manager della Boot Room. Negli ultimi tre anni il Liverpool ha perso solamente due volte in casa. Gennaio 2018 con il WBA e settembre dello stesso anno contro il Chelsea. Due sconfitte in partite considerate minori da Klopp e dal Liverpool, con formazioni di più basso livello schierate.
Ma al Liverpool non basta non perdere. Anche la vittoria potrebbe non bastare. Con l’1-0 si va ai supplementari, con qualunque altra vittoria di misura si va a casa. Servono almeno 2 gol di scarto per passare il turno, senza la necessità dei supplementari. Saranno importanti almeno i primi 15/20 minuti. Noi lo sappiamo, Klopp lo sa, così come Simeone. Ma il Liverpool ormai non è solo più un toro che colpisce a testa bassa nel primo tempo per poi calare nel secondo. Anche questo sappiamo. E poi siamo ad Anfield, le sorprese possono verificarsi da un momento all’altro.
di Daniele Calamia
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