
Oliena, 5 luglio 1966. Ci troviamo in un paesino della provincia di Nuoro, in Sardegna. A casa Zola è grande festa, papà Ignazio e mamma Giovanna (nota Nennedda) danno il lieto annuncio. E’ nato Gianfranco, Gianfranco Zola.
Gianfranco Zola? Ma quello che in Inghilterra chiamano Magic Box ? Ebbene, si, quest’oggi parleremo proprio di lui, dei suoi primi passi, della sua carriera e di come a Londra divenne Magic Box.
La carriera calcistica di Gianfranco iniziò veramente presto, quando diede i primi calci ad un pallone con la squadra del suo paese, la Corrasi Calcio. Nel 1984, all’età di 18 anni, passa alla Nuorese ed è qui che si capisce che il ragazzo ha le doti per diventare un campione, 168 cm di pura tecnica e intelligenza calcistica. Non a caso passano due anni e passa alla Torres dove li viene consegnata la maglia numero 8, qui Zola vince il campionato di C2 e sfiora per due volte di seguito la promozione in serie B con la squadra più longeva della Sardegna.
Durante il campionato di C1 Zola viene notato da un certo Luciano Moggi, che, alla modica cifra di 2 miliardi di lire decise di comprarlo e portarlo al Napoli, dove giocava un certo Diego Armando Maradona. Qui Gianfranco aveva l’arduo compito di essere il vice di Diego. Un peso che Gianfranco non ha mai dimostrato di sentire, anzi, per lui fu un ottimo trampolino di lancio. Alla partenza del Pibe De Oro riceve anche la maglia numero 10. In quel di Napoli conquista il campionato italiano 1989-90 e la supercoppa italiana 1990, segnando in totale 36 gol in 136 partite.
Il 13 novembre 1991 in Italia-Norvegia (1-1) in una gara valida per le qualificazioni ad Euro ’92 Arrigo Sacchi decise di far esordire Zola con la maglia della nazionale. 1993-94 Zola viene ceduto al Parma per una cifra intorni ai 13 miliardi di lire. Con la maglia del Parma perde una finale di Coppa delle Coppe contro l’Arsenal, ma vince una Supercoppa UEFA nel 1993 ed una Coppa UEFA nella stagione 1993/93 (battendo in finale la Juventus).
Nel 1994 vola negli USA a disputare il mondiale con la nazionale di Sacchi e qui iniziarono le grandi delusioni azzurre di Zola. Dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo contro la Nigeria, Zola riceve un cartellino rosso che li costa ben 2 giornate di squalifica. Le immagini mostrate in seguito dimostrarono un grave errore da parte dell’arbitro di gara, che mandò Zola anzitempo sotto la doccia ingiustamente. Le delusioni con la nazionale non finiscono qui, infatti agli europei del 1996, contro la Germania, sbaglia addirittura un rigore fondamentale per la qualificazione agli ottavi.
Ma eccoci arriva al capitolo inglese, quando nel 1996 si trasferisce a Londra, sponda Chelsea, per una cifra intorno ai 12,5 miliardi di lire. Qui troverà un altro italiano, Gianluca Vialli. Nella prima stagione londinese vince la Coppa d’Inghilterra e ottiene il riconoscimento come miglior giocatore del campionato. Nel 1998 vince Coppa di Lega Inglese, Coppa delle Coppe e Supercoppa UEFA e proprio nella finale di Coppa delle Coppe risulta decisivo con un gol dopo appena 20 secondi dal suo ingresso in campo.
I tifosi inglesi, viste le sue magiche giocate, come il grande gol di tacco contro il Norwich, decisero di soprannominarlo Magic Box Qui diventa un idolo locale (con 311 partite e 80 reti) e addirittura viene proclamato dai tifosi come uno dei miglior giocatori della storia dei Blues. Nel 2004 è nominato dalla regina Elisabetta II come membro onorario dell’impero britannico acquistando il titolo di Sir. Dal 2013 una stazione della più famosa ed importante metropolitana del mondo porta il suo nome, il capolinea della linea Overground nella mitica Tube di Londra ad oggi si chiama infatti stazione “Richmond-Zola“.
Nel 2003 Gianfranco decise di far ritorno a Casa, firmando per il Cagliari. Si, proprio quella squadra che nel lontano 1989, prima dell’approdo al Napoli, decise di non acquistarlo per via del suo fisico minuto. Magic Box decise però di aiutare i rossoblù a risalire dalla Serie B alla massima Serie italiana. Con la maglia del Cagliari disputò 81 partite mettendo a segno ben 27 reti. Nel 2005 Zola è premiato con il pallone d’argento per la sua correttezza in campo e da l’addio al calcio giocato il 29 giugno del 2005.
Successivamente Zola decise di intraprendere la carriera di allenatore. Nel 2006 diventa consulente tecnico di Casiraghi nella nazionale italiana Under 21, prima di passare, due anni dopo, ad allenare il West Ham in Inghilterra. La sua prima stagione si conclude con un ottimo nono posto, ma nel maggio 2010, malgrado ottiene la salvezza viene esonerato dal club inglese; successivamente approda nella panchina dell’Under 16 italiana.
Nel 2012 firma un biennale con il Watford, di proprietà di Gianfranco Pozzo, dove conquista i playoff per la promozione in Premier League, perdendo però in finale contro il Crystal Palace. Il secondo anno con gli Hornets si concluderà a dicembre, quando dopo cinque sconfitte di fila Zola decise di dimettersi. Nel dicembre del 2014 ritorna a Cagliari, per sostituire Zeman, ma venne esonerato a marzo dopo aver raccolto appena 8 punti in 11 partite.
Nell’agosto del 2015 passa ai qatarioti dell’Al-Arabi dove viene esonerato nel giugno del 2016 dopo aver ottenuto un ottavo posto. Nel dicembre dello stesso anno ritorna in Inghilterra, questa volta sulla panchina del Birmingham, dove si dimetterà nell’aprile del 2017 con la squadra ad appena tre punti dalla retrocessione. Nel luglio del 2018 arriva il grande ritorno in casa Chelsea. Qui Zola divenne il vice di Maurizio Sarri, con il compito di far ambientare il tecnico italiano. Con l’addio di Sarri, passato alla Juventus, finisce l’avventura di Sir Zola sulla panchina Blues. Attualmente Zola è senza squadra, in attesa di ripartire alla grande e di incantare il mondo intero, proprio come faceva nei campi di Stamford Bridge.
Cinus Antonio
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