La storia del North London Derby

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LONDON, ENGLAND - DECEMBER 02: Players clash after Tottenham Hotspur's first goal during the Premier League match between Arsenal FC and Tottenham Hotspur at Emirates Stadium on December 1, 2018 in London, United Kingdom. (Photo by Shaun Botterill/Getty Images)

di Simone Dell’Uomo

Se passeggiando per Londra chiedeste ad un tifoso dell’Arsenal quale compagine proprio detesti, egli vi risponderà Tottenham Hotspur. Se riproporreste la stessa domanda ad un tifoso degli Spurs, vi racconterà quanto, come e perchè proprio non sopporti o tolleri i Gunners. Benvenuti nel mondo del nord di Londra, benvenuti nel NLD, acronimo del North London Derby. Dal mitico Arsenal degli anni 30 targato Herbert Chapman, passando per i leggendari Spurs di Bill Nicholson fino all’era Wenger e i suoi Invincibili. Due dei più grandi club d’Inghilterra, sì, ma soprattutto una delle faide e rivalità più antiche, sentite, pesanti, viscerali, tremende del calcio britannico e forse di tutto il Pianeta. Polizia a separare tifoserie a contatto, minacce e tafferugli pluridecennali, malgrado sportività e cultura Premier siano ormai invidiati in tutto il Mondo. Animi bollenti soprattutto in campo, specchio di una rivalità e di calciatori che non si sono mai amati. Loro, i beniamini, ad interpretare fazioni, finiti spesso testa a testa in mischie e duelli più Western che Premier. Uno dei derby più temuti e sentiti a livello di ordine pubblico, uno dei più importanti a Londra e in Inghilterra, come West Ham – Millwall. Due fazioni sportive che per oltre un secolo hanno dato vita a battaglie calcistiche tra Highbury e White Hart Lane, prima delle nuove e moderne strutture di Emirates e Tottenham Hotspur Stadium. Il primo scontro risale pensate al novembre del 1887, 133 anni fa, pensate. Fu un’amichevole chiusa un quarto d’ora anzitempo perchè a Plumstead iniziò improvvisamente a piover fitto in un mare di nebbia accompagnata da quel loschissimo e tremendamente ottocentesco velo d’oscurità. All’epoca fu una semplice amichevole tra due club di Londra che si conoscevano pochissimo. Ma quand’è che iniziò e decollò questa acerrima rivalità?

INVASIONE La magia del calcio inglese affonda le radici nei decenni più remoti: più parliamo di sapore ottocentesco, più il suo fascino si evolve alla potenza. Non tutti forse sanno o ricordano che il a fine ottocento divenne il Woolwich Arsenal, già, Woolwich, perchè proveniva e giocava proprio lì, nel Sud di Londra. A Plumstead, per l’esattezza. Zone lontane, anche perchè Londra non era certamente quella metropoli così sviluppata che oggi tanto ammiriamo. Così poca affluenza di pubblico, biglietti rimasti invenduti e crisi finanziaria dilagante. Nel 1913, quell’imprenditore chiamato Henry Norris da poco nuovo proprietario dell’Arsenal decise di trasferirsi a Nord di Londra, zona Highbury, dove sorse il nuovo impianto dei Gunners. Decise fondamentalmente che, per vendere più biglietti e far sì che i l’Arsenal guadagnasse più seguito a Londra, doveva invadere il territorio nemico. Londra Nord, storicamente sede e territorio degli Spurs. Spurs che tra Northumberland Park fino al 1898 e White Hart Lane dal 1899 regnavano tra Seven Sisters e White Hart Lane. Fate attenzione, perchè parliamo del 1800, non del 1900: capite bene di quanti anni fa stiamo tremendamente parlando. I nuovi vicini di casa, gli Spurs, per l’appunto, presero tutt’altro che di buon occhio questa invasione. Anche perchè, come si può toccare con mano oggi, pochi metri dividono Holloway Road e Highbury da Tottenham Hale e Seven Sisters. Tra l’altro tutte fermate che nella grandiosa mappa dell’Underground britannica sono tutte celesti, della Victoria Line, per l’appunto.

LO SCANDALO DEL 1919 Bene, tempo di pochi anni e il conflitto si inasprì. Nemmeno quel dramma chiamato prima guerra mondiale fece sì che agli Spurs andò giù determinata invasione. Nel 1919 la situazione peggiorò, eccome. Volontà e necessità della First Division (com’era definita all’epoca l’attuale Premier League) era quella di allargare di altre 2 squadre il numero dei partecipanti. Il Chelsea, arrivata penultima l’anno prima, fu confermata. Sarebbe spettato all’ultima della classe, il Tottenham, l’ultimo posto in First Division. Ma in Federazione fu indetta una votazione, che di fatto minava certezze Spurs e inseriva nella lotteria per l’ultimo posto in massima serie diverse compagini della Second Division, come Wolves, Forest, Hull, Birmingham o lo stesso Arsenal. Alla fine indovinate chi la spuntò? Proprio i Gunners, che nonostante il quinto posto in “Serie B”, vinsero in Federazione con 18 voti, contro gli 8 degli Spurs e poche manciate e nulla più per gli altri antagonisti. Secondo voci di corridoio, Norris forzò la mano e oltrepassò i confini della legalità, promettendo di ricambiare favori se i voti di determinati esponenti di club in Federazione fossero andati direzione Gunners. Nessuna prova è mai più venuta alla luce, anche perchè parliamo del 1919, ma la fama di Norris è tutt’ora conosciuta e ricordata per quel losco ruolo rivestito nella controversa promozione dell’Arsenal che da quinta forza raggiunse per voti la First Division. Fu l’ultima goccia che fece traboccare il vaso, l’episodio che inasprì definitivamente una delle rivalità più accese e storiche d’Inghilterra, d’Europa, del Mondo.

CONTESTO STORICO Divise da pochi chilometri, Arsenal e Tottenham rappresentano rispettivamente un contesto storico altresì molto differente. Holloway Road e Highbury sono ancora belle zone, di una Londra benestante, architettonicamente evolute: chi abita da quelle parti vanta reddito importante. Tutt’altro clima si respira qualche chilometro più su: Tottenham Hale, High Road e Seven Sisters sono quartieri popolari, dove il calcio e proprio gli Spurs sono tutto, un unico faro ad illuminare e regalare speranza e prestigio ad una zona spesso e volentieri contraddistinta da rivolte popolari. Il Tottenham è un club di straordinaria tradizione, lassù è vita, è un modo di essere. La sua gente è tremendamente fedele. Quasi una religione, per tanti tifosi. Valori genuini, tanti cori, tifo e frastuono. E chiaramente il suo popolo si scontra con quello dei Gunners, un marchio esportato complice titoli e squadroni in tutto il mondo per tanti decenni, soprattutto grazie all’era Wenger. Dominazione straniera, timbro snob e francese, contro l’identità britannica del popolo Spurs. In tante occasioni proprio gli Spurs hanno sbeffeggiato la tifoseria avversaria, rea secondo loro di poco tifo e pochi cori. “Classe ed eleganza, ok, ma tifo e passione sono un’altra cosa”, secondo loro. Due matrici e due filosofie diverse, che si scontrano e si detestano anche per questi motivi. Ma in fondo sono ancora tra i più grandi club d’Inghilterra: entrambe vogliono giocare a calcio nella maniera più elegante possibile, entrambe vogliono nutrire quei fini palati dei loro sostenitori, il loro “crowd”, il loro pubblico, per questo sentiamo spesso di parlare di Arsenal Way e Tottenham Way.

STATISTICHE Come noto, per quanto il Tottenham sia un club di straordinaria passione popolare e abbia vinto più in Europa grazie alle due Coppe Uefa, a livelli di Scudetti o titoli non c’è confronto: 13 a 2 per i Gunners. Per questo, in una centenaria storia di North London Derby non dovrebbe esserci confronto, i Gunners dovrebbero comandare statistiche e precedenti. Il condizionale è d’obbligo, perchè i biancorossi comandano sì, ma con equilibrio. 82 vittorie per loro, 53 pareggi, 64 vittorie per gli Spurs. Tremendamente equilibrato, tremendamente impronosticabile, come mostrano bellezza, magia e imprevedibilità non solo del calcio inglese, ma in questo caso di uno dei derby più sentiti e tirati di sempre. A proposito di statistiche, che mostrano quanto e come i Gunners abbiano sempre storicamente sofferto il confronto coi loro arcirivali, c’è Harry Kane in testa alla classifica marcatori di tutti i tempi del doppio confronto: Henry solo a 5, un Titì di cui nonostante ci si ricordi la cavalcata da trascinatore assoluto del 2003 ha forse sempre sofferto l’impatto di una gara così. “Barcellona – Real Madrid? Nemmeno per scherzo, l’unico vero derby della mia vita è Arsenal-Tottenham!” dichiarò a fine carriera quando vestiva la maglia blaugrana, pensate un po’! E Titì fu uno dei protagonisti di quell’Arsenal grandioso che tra i tanti obiettivi conseguiti si tolse pure uno sfizio mica da poco, quello di vincere matematicamente la Premier a White Hart Lane, nel 2004. Arsenal che umiliò gli stessi rivali per lo stesso medesimo motivo nel lontano 1971, anche lì dunque vincendo il titolo in terre nemica.

SOL CAMPBELL Una delle figure più pesanti e mai dimenticate che incarnano più di tanti altri la rivalità tra Arsenal e Tottenham è Sol Campbell, quel forte e robusto centrale che in tanti ricordano come perno e colonna portante dell’Arsenal degli Invincibili, protagonista tra l’altro della zuccata aerea della finale di Champions di Parigi 2006 prima della rimonta del Barca che annientò ogni sogno dei Gunners. Non molti (fuorchè in Inghilterra, specialmente Londra Nord, ve lo posso assicurare) ricordano però la provenienza di Sol Campbell. Settore giovanile e prodotto del Tottenham, uno dei pochi prosperosi durante annate ombrose, che nell’estate del 2001 dopo diversi tira e molla per il rinnovo contrattuale lasciò gli Spurs a parametro zero e scendendo di pochi chilometri sposò il progetto dell’Arsenal di Arsene Wenger. Delusione scottante, sgarbo e tradimento assoluto, in fiamme maglia del buon vecchio Sol fuori White Hart Lane. Scelse il cavallo più rampante, fece la scelta più sexy e più ambiziosa, tradendo il suo club d’origine con tutti i suoi valori. Abbandonò un Tottenham ritualmente a metà classifica, scegliendo l’armata degli Invincibili. Sol non fu l’unico calciatore ad attraversare i 7 chilometri che dividono le due piazze: diversi casi centellinati nel corso dei decenni, il primo fu Bill Julian nei 90 del 1800, poi i vari Brown, Walford, Ricketts fino ai contemporanei Gallas e soprattutto lui, Adebayor, uno dei più detestati dalla tifoseria biancorossa.

LASAGNA DAY Il Lasagna Day, dal nome curioso, è forse l’appuntamento più famoso del terzo millennio. Un altro smacco dei Gunners ai loro arcirivali. Non un North London Derby diretto, tutt’altro, ma ancor più scottante, perchè risale a quando, nel maggio del 2006 poco prima del Mondiale di Germania, Arsenal e Tottenham si giocavano un posto nella Champions successiva. Spurs avanti di un punto, Arsenal che insegue ma che soprattutto abbandonava Highbury nell’ultima giornata di Premier 05/06. Finì 3-0 con un Wigan già salvo, ma per festeggiare la Champions successiva occorreva sperare che i loro arcirivali fallissero ad Upton Park, contro un West Ham in piena lotta salvezza. Lasagna perchè? Perchè improvvisamente, durante il ritiro della notte prima, 9 giocatori degli Spurs si sentirono male: un attacco di mal di stomaco, la notte passata al bagno, tra Defoe, Keane e Davids. Secondo molti di loro furono contaminati, per non arrivare al giorno dopo nelle condizioni migliori. Secondo voci di corridoio, secondo voci da North London Derby, il cuoco che cucinò per loro la sera prima era assolutamente tifoso dei Gunners. Fatto sta che gli Spurs persero 2-1, malissimo, sconfitti dal West Ham che grazie a quella vittoria non solo si salvò, ma soprattutto permise ai Gunners di controsorpassare il Tottenham di Martin Jol e chiudere Highbury con una festa alla grande. Superare gli Spurs, sgarbo finale: quale festa migliore? Da lì iniziò il Lasagna Day, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Un evento celebre, mai dimenticato dai tifosi dei Gunners.

ST TOTTERINGHAM DAY E GLI ULTIMI ANNI Per un ventennio l’Arsenal degli Invincibili ha come detto sempre dominato in Premier il Nord di Londra, finendo in un modo o nell’altro sempre di fronte ai rivali di sempre. Lo mostra la decisione di Sol Campbell, lo mostra quel destino beffardo del Lasagna Day. Routine e prassi, a marzo e aprile si aspettava soltanto il St Totteringham Day, nomignolo ribattezzato dai tifosi biancorossi per sbeffeggiare i rivali nel giorno della stagione in cui puntualmente chiudevano matematicamente davanti a loro. E allora cori e ancora cori: “Forever in our shadow”, tradotto “per sempre nella nostra ombra” recitavano striscioni da Highbury prima ed Emirates poi. Agli Spurs la tifoseria dal maggior frastuono, come detto, i canti del popolo forse più orgoglioso. Ma non bastava più. Almeno in casa loro. Arrivò un mentore nel 2014 che anno dopo anno iniziò a cambiare la storia recente fino a riconquistare il dominio tra derby e classifica del North London Derby: Mauricio Pochettino. Dal suo avvento sempre Spurs avanti, definitivamente cancellato i St Totteringham, colpo di stato nel Nord di Londra e Tottenham prima squadra quantomeno lassù. A White Hart Lane una sentenza: sempre e solo Spurs, per Wenger praticamente impossibile uscirne indenne.

UNO DEI DERBY PIU’ BELLI DI SEMPRE Da Helbert Chapman e dai suoi straordinari anni 30, Bill Nicholson e i suoi leggendari Spurs degli anni 60, fino all’Arsenal di Arsene Wenger e la sua armata invincibile, parliamo di due dei club più importanti d’Inghilterra, da sempre. Due club straordinari, che da 130 e passa anni scrivono capitoli su capitoli di una delle più antiche rivalità di sempre. Rivalità inossidabile, pura, meravigliosa, storica. Due matrici differenti, due popoli differenti, due giganti così differenti. Ma sempre doppia faccia della stessa e medesima medaglia, una medaglia chiamata NLD, una delle medaglie più prestigiose di sempre.