Le tre cose che abbiamo imparato da Everton-Leicester 2-1

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I Toffees tornano in campo dopo la vittoria di misura ottenuta contro il Norwich la scorsa settimana e cercano i tre punti per sperare di tornare in corsa per l’Europa League. Le Foxes invece devono assolutamente vincere per non lasciarsi sfuggire un piazzamento valevole per la Champions League, che dopo gli ultimi risultati negativi appare più che mai in bilico.

Pronti via e ci pensa Richarlison a sbloccare il match, il brasiliano si fa trovare pronto in area di rigore e da due passi non sbaglia, da segnalare l’assist del giovane Gordon. Neanche il tempo di ricominciare che Ndidi commette un fallo di mano nella sua area: rigore per l’Everton. Sigurdsson va sul dischetto e spiazza Schmeichel. Dopo poco più di un quarto d’ora la partita sembra già decisa con i padroni di casa che conducono il match per 2-0. La prima frazione di gioco prosegue senza particolari sussulti, i ragazzi di Ancelotti sono ben messi in campo e non rischiano nulla. Il Leicester prova timidamente a reagire ma gli sterili tentativi delle Foxes non impensieriscono minimamente la difesa dei Blues.

Nel secondo tempo Rodgers si gioca la carta Maddison, rimasto in panchina a causa delle sue condizioni fisiche non ottimali. Al quinto della ripresa l’appena subentrato Iheanacho accorcia le distanze, il nigeriano è bravo a punire da due passi la difesa piuttosto impacciata dell’Everton. Al 57′ Richarlison è costretto ad uscire dal campo per infortunio, doccia gelata per i Toffees, che nel momento più complicato della gara perdono la loro stella. Dopo pochissimo Keane rischia un clamoroso autogol in compartecipazione con Pickford, i ragazzi di Ancelotti soffrono tantissimo; il Leicester è più che mai motivato a ribaltare il risultato. Il tecnico italiano capisce la difficoltà del momento e decide di inserire Mina, schierando così un’inedita difesa a cinque. Passano i minuti e, nonostante l’assedio delle Foxes, l’Everton riesce a mantenere il vantaggio, il 5-3-2 sembra reggere bene. Il muro dei Toffees è solido e non si sgretola, tutti i tentativi degli ospiti vengono neutralizzati.

I ragazzi di Ancelotti portano a casa tre punti fondamentali per la loro rincorsa europea.

Formazioni

Everton (4-4-2): Pickford; Coleman, Keane, Holgate, Digne; Iwobi (dal 67′ Mina) Gomes, Sigurdsson, Gordon (dal 78′ Bernard); Calvert-Lewin, Richarlison (dal 57′ Davies).

Leicester City (4-1-4-1): Schmeichel; Justin, Evans, Soyuncu, Chilwell; Ndidi, Albrighton (dal 81′ Gray), Tielemans (dal 81’Perez), Praet (dal 45′ Maddison), Barnes(dal 45′ Iheanacho); Vardy.

Marcatori: Richarlison 10′, Sigurdsson 16′, Iheanacho 51′

Il migliore: Richarlison. Il brasiliano resta in campo solo un’ora, abbastanza per segnare la rete dell’uno a zero e per creare più di una difficoltà alla difesa del Leicester. Il numero 7 si dimostra per l’ennesima volta decisivo in area di rigore. Da sottolineare anche il suo impegno costante in fase di copertura.

La tre cose che abbiamo imparato da Everton-Leicester:

  • Il Leicester ha perso la partita nel primo tempo. I ragazzi di Rodgers sono scesi in campo disordinati e impacciati, regalando così una frazione di gioco agli avversari; a questi livelli è un errore che non si può fare.
  • La difesa a 5 dell’Everton. Nel momento di massima sofferenza Ancelotti decide di coprirsi, scelta vincente che annulla e innervosisce l’attacco del Leicester.
  • Ancelotti ha in mano la squadra. L’Everton questa sera porta a casa una vittoria molto sofferta ma meritata. Tutti si sacrificano, corrono e giocano per la squadra, indipendentemente dal nome o dal ruolo. I tre punti sono arrivati anche per il lavoro “sporco” di giocatori come Calwert-Lewin e Richarlison; la squadra segue in tutto e per tutte le direttive del tecnico.

di Andrea Gozio