Le tre cose che abbiamo imparato da Liverpool-West Ham 3-2

Il Liverpool ospita il West Ham per continuare la propria marcia verso il titolo. Gli Hammers cercano punti salvezza, ma soccombono nella seconda frazione

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Posticipo della 27esima giornata di scena ad Anfield. Il Liverpool cerca di portarsi a quattro vittorie dalla conquista del titolo, il West Ham cerca di uscire dalle sabbie mobili. Klopp va con la classica formazione e Keita a sostituire l’infortunato Henderson. Moyes risponde con Ngakia per Zabaleta e Antonio unica punta.

Nel primo tempo i gol si vedono nei primi dieci minuti. Prima i padroni di casa passano in vantaggio: cross di Alexander-Arnold e bella girata di Wijnaldum. Nell’occasione non perfetto Fabianski. Il suo collega nell’altra porta però lo imita, prendendo gol tre minuti dopo da Diop sul suo palo. Il difensore stacca bene su un ottimo angolo di Snodgrass. Da lì in poi molto gioco maschio ma poche conclusioni. I Reds cercano di attaccare soprattutto a sinistra, mentre gli Hammers rispondono in particolare sull’altra fascia. Traversa di Van Dijk quando mancano pochissimi minuti all’intervallo, con il risultato che non si muove.

Nella ripresa il Liverpool ha una chance con Firmino per trafiggere il West Ham. Il brasiliano però stecca completamente la conclusione. La svolta verso il 50′: cross dalla destra in area Liverpool, Fornals ciabatta con lo stinco quanto basta per mandare il pallone tra Alisson e il palo. Il West Ham va in vantaggio, Liverpool sbigottito.

I Reds provano immediatamente a reagire con due conclusioni dalla distanza. Chamberlain va fuori bersaglio, Alexander-Arnold trova i guanti di Fabianski. West Ham molto bene nel fraseggio, Liverpool addormentato con i tre davanti male. Poi un’altra svolta: corsa di Robertson che mette in mezzo per Salah, insufficiente fino a quel momento. Tiro morbido che però pesca una papera clamorosa di Fabianski e dà il pareggio ai Reds. Dopo qualche minuto Salah ha un’altra occasione, paratona di Fabianski e Firmino, sulla ribattuta, manda sul palo da 20 centimetri.

Al 80′ tiro di Gomez deviato, Alexander-Arnold anticipa il portiere sull’uscita e serve un cioccolatino che Mane deve solo spingere in rete. Controrimonta completata! Passano cinque minuti e il senegalese mette il secondo in porta, ma il VAR annulla per fuorigioco. Sul ribaltamento di fronte Bowen è solo davanti ad Alisson, ma il portierone brasiliano rimane in piedi e non si fa lobbare. Si tratta dell’ultima occasione della partita, i Reds vincono la 26esima partita su 27Semplicemente incredibile!

Formazioni e tabellino

Liverpool (4 3 3) Alisson; Alexander-Arnold, Gomez, van Dijk, Robertson; Wijnaldum, Fabinho, Keita (dal 55′ Oxlade-Chamberlain); Salah, Firmino, Mane (dal 90+1′ Matip). All Klopp.

Sostituti non usati Adrian, Minamino, Origi, Lallana, Lovren.

West Ham (4 1 4 1) Fabianski; Ngakia, Diop, Ogbonna, Cresswell; Rice; Snodgrass (dal 84′ Bowen), Soucek (dal 46′ Fornals), Noble, Felipe Anderson (dal 65′ Haller); Antonio. All Moyes.

Sostituti non usati Balbuena, Lanzini, Randolph, Zabaleta.

Gol 9′ Wijnaldum (LIV), 68′ Salah (LIV), 81′ Mane (LIV); 12′ Diop (WHU), 50′ Fornals (WHU).

Ammoniti 51′ Rice (WHU), 66′ Diop (WHU), 80′ Noble (WHU).

Espulsi

Arbitro Moss.

Stadio Anfield, Liverpool.

Le tre cose che abbiamo imparato da Liverpool-West Ham

Il Liverpool, anche contro il West Ham, un modo per riprendere la partita lo trova. I padroni di casa sono cinici, poi si addormentano, poi capiscono, poi sono ancora cinici. I tre davanti, nonostante abbiano segnato due gol, giocano una partita non meravigliosa. Questo dice tanto.

Anfield delivers. Klopp cercava una reazione dopo l’amara sconfitta in Champions League. L’attenzione deve rimanere altissima, perché manca ancora qualche partita e non ci devono essere distrazioni. La squadra non reagisce come il manager vorrebbe, i supporters sì. La Kop prende per mano il Liverpool, che segna due gol da situazione di svantaggio.

Un bel West Ham, ancora 18esimo ma che può assolutamente sperare nella salvezza. Gli Hammers di David Moyes prendono solo applausi dalla curva degli ospiti. Un bel segnale, considerando che nell’est di Londra bisognerà affrontare 12 finali per rimanere nel massimo campionato.

di Daniele Calamia