Le tre cose che abbiamo imparato da Tottenham-Norwich 2-1

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Photo by Getty Images

di Simone Dell’Uomo

Infrasettimanale potenzialmente pericolosa per il Tottenham Hotspur, che al suo Stadium affrontava il Norwich, fanalino di coda della Premier, annientata dalle vittorie di Villa e Bournemouth di ieri. Tre punti dovevano essere e tre punti sono arrivati per gli Spurs: ossigeno per Mou che riavvia il suo campionato, dopo un mese di risultati negativi prima, infortuni e grana Eriksen poi. Un 2-1 che riaccende stagione e speranze del Tottenham, adesso tornato a 6 punti da un Chelsea troppo giovane, altalenante e discontinuo. Buon primo tempo del Tottenham, che sblocca però solo alla fine della prima frazione: ispira Lo Celso, filtrante per la corsa di un ottimo Aurier, cross stavolta al bacio per Alli, classico inserimento vincente e Spurs avanti. Nella ripresa forse il demerito di non chiuderla, ne approfitta un Norwich che, per matrice spavaldo, non disdegna mai: Sessegnon affonda Aarons, Var e penalty, dal dischetto Pukki batte Lloris. Già, Hugo Lloris, meravigliosamente già rientrato solo 4 mesi dopo dal gravissimo infortunio di Brighton. Cala il gelo a White Hart Lane ma ispira ancora Lo Celso, il Norwich non rappresenta esattamente la piccola chiusa e dalla fase difensiva impeccabile, filtrante per Alli, tiro deviato, la palla si impenna, tap-in di Son. Mou vince e respira, il Tottenham riavvia la sua stagione. Per i Canaries salvezza sempre più complicata, ma onestamente non gli si può imputare nulla.

TABELLINO

Tottenham 4231: Lloris, Aurier Alderweireld Vertonghen (75’Gedson) Sessegnon, Winks  (56’Dier( Lo Celso, Lamela (62′ Eriksen) Alli Son, Lucas.

Norwich 4231: Krul, Aarons Zimmermann Hanley Byram, Tettey (82’Hernandez) McLean (90’Stipermann), Rupp (86’Drmic) Duda Cantwell, Pukki.

Marcatori: 38′ Alli, 70′ Pukki (rig), 79′ Son

Il migliore Lo Celso Nettamente la nota più piacevole, lieta e soprattutto benvenuta per quella galassia chiamata Tottenham Hotspur, soprattutto in questo momento, visto l’imminente addio di Eriksen. Anche se motorino diverso dall’esteta danese, è lui che ispira, possiede, determina, illumina. Sarà lui il playmaker offensivo del futuro. Partita da fuoriclasse assoluto. Propizia in verticale entrambi i gol, due filtranti d’alta scuola. Chiede palla, fraseggia, palleggia, punta, punge. Scatenato, non molla mai. Sempre nel vivo, con l’intensità giusta, per tutti i 90 minuti. Incredibile. Incredibile soprattutto per chi scrive queste righe, che per tutti questi mesi ha “ammirato” la brutta e inconcludente copia di Erik Lamela. E ce ne voleva. Oggi no, oggi nasce la carriera di Giovani Lo Celso al Tottenham Hotspur, la sua prima grande, anzi grandissima partita britannica.

LE TRE COSE CHE ABBIAMO IMPARATO

1 Il Tottenham non è guarito. Anche oggi sofferenza e troppi spazi agli avversari (tutt’altro che da Mou), con punteggio in bilico fino alla fine. Complice infortuni Mou non può sviluppare la sue primordiali idee tattiche. Evidentemente lo Special One ha ragione, manca su tutti un centravanti, proprio come sostiene, un “target man”. Son e Lucas si muovono, non danno punti di riferimento, ma il loro mestiere non è esattamente quello. Anche perchè la squadra produce, costruisce, crea situazioni e occasioni, ma manca chi converte e segna.  Ma la vittoria di oggi riavvia eccome la stagione, restituisce fiducia al gruppo, ed era troppo importante. Già, perchè ci sono situazioni e partite chiave da non sbagliare anche all’interno di stagioni complicatissime, questa era una di quelle. C’era troppo da perdere. Steccare pure oggi, non riuscire a vincere nemmeno oggi, avrebbe definitivamente annientato ogni speranza e messo forse già addirittura pure Jose sul banco degli imputati. Fortunatamente sono arrivati e servirà proseguire la striscia a Southampton non tanto per riscattare la sconfitta di Capodanno ma soprattutto per continuare a nutrire quel sogno che Mou, sempre particolarmente attento ai trofei, chiama FA Cup.

2 Eriksen, in un modo o nell’altro, gioca ancora. Oggi entrato al posto di un Lamela, come sempre, ad intermittenza. Serviva l’esperienza del danese per gestire e amministrare il punteggio, entra e sbaglia qualche passaggio di troppo, il pubblico tradito fischia e mormora. Bentornato, però, grosso come una casa ad Hugo Lloris: non tanto per Gazzaniga, tra i migliori secondi al mondo, esplosivo, completo e non a caso membro della Nazionale Argentina, ma soprattutto proprio per il Campione del Mondo in se’ e per se’. Non meritava di chiudere la carriera a Brighton, adesso dovrà dimostrare di essere ancora quello di prima.

3 Al Norwich non si può proprio imputare nulla. Sia per materiale tecnico a disposizione di Farke, sia per volontà sempre di esprimere buon calcio e palleggiare, sia perchè giustamente le risorse finanziarie sono quelle che sono. Gran merito ad una società che vanta comunque giocatori attaccati alla causa, perchè cresciuti insieme e amici veri, anche fuori dal campo. Anche perchè sono anni che combattono le stesse battaglie, per risalire o salvarsi in Premier. Probabilmente, ancora, la dimensione dei Canaries è questa: su e giù, troppo forti per un campionato comunque forte come la Championship, non all’altezza di tante “piccole” di Premier che purtroppo a livello economico spendono molto di più.

Simone Dell’Uomo