Le tre cose che abbiamo imparato da Watford-Tottenham 0-0

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photo by Getty Images

di Simone Dell’Uomo

Termina a reti inviolate l’anticipo di pranzo tra Watford e Tottenham, Spurs che restano inesorabilmente tra i meandri di metà classifica ormai lontanissimi dalla prossima Champions League.

Primo tempo noioso, tanta corsa ma troppo disordine. Nella ripresa più Hornets che Tottenham, Hornets che gettano alle ortiche la chance dal dischetto di sbloccarla e portarsi a casa l’ennesimo incredibile risultato consecutivo. Bravissimo Gazzaniga a studiare, ipnotizzare Deeney e respingere la classica botta forte del centravanti britannico. Alla fine entra Eriksen al posto del deludente Alli (altro che cura Mourinho, senza Eriksen e Kane..) il Tottenham s’accende e sfiora il vantaggio in un paio d’occasioni: soltanto i millimetri negano la gioia ad Erik Lamela, episodio clamoroso, palla dentro al 99% e salvata soltanto sulla linea da Pussetto. Un punto a testa: tutti scontenti, nessuno soddisfatto.

FORMAZIONI E TABELLINO

Watford 4231: Foster, Mariappa Dawson Catchcart Masina, Chalobah Capouè, Sarr Doucoure Deulofeu, Deeney

Tottenham 4231: Gazzaniga, Aurier Aldeweireld Vertonghen Tanganga, Winks LoCelso, Lamela Alli Son, Lucas

Nessun migliore in campo: Nessuno sopra la media, nessuno nettamente meglio degli altri. Come detto, partita noiosa, contraddistinto da disordine, tanto ardore agonistico Watford che ai punti, se escludiamo l’episodio di Lamela nel finale, meritava senz’altro qualcosa di più. Ma non spicca nessuno, nè da una parte, ne’ dall’altra.

LE TRE LEZIONI IMPARATE 

1 Compattezza, ardore agonistico, grossa grossa fisicità le armi storiche degli ultimi anni del Watford, bravo Pearson a ritirarle fuori. Tanti centimetri, tanti chili, le stesse scelte di Doucoure trequartista incursore e Sarr ala destra rappresentano quanto prima fase difensiva, compattezza e densità vengano prima della qualità, dell’espressione. Il grande errore compiuto da Quique Sanchez Flores è stato proprio non riuscire a capire quanto certe dinamiche, a quelle latitudini di classifica, contino più della proposta di gioco.

2 Qui Tottenham. Ennesimo primo tempo sottotono, come sempre. Poca malizia e mentalità vincente, su questo Mou dovrà lavorare. Assenze troppo pesanti. E il problema non è solo la mancanza del target man, di un nuovo nove; il problema è che in Premier sei forte se hai un centrocampo forte: Dembele andato via un anno fa, erede Ndombele e Sissoko ancora fuori, Winks un agnellino da 6 politico (bene che ti va..) e Lo Celso motorino basso non può bastare. Leggerini. Giovani deludente come il cannozianale Lamela: in due non fanno mezzo Eriksen. Troppi troppi problemi, per trovare il bandolo della matassa.

3 Stagione di transizione per il Tottenham. Peccato perchè i 12 punti su 15 ottenuti da Mou a dicembre e soprattutto la vittoria del Molineax avevano riportato gli Spurs a soli tre punti dalla prossima Champions, invece l’ultimo mese ha dimostrato che certi problemi di rosa, di mentalità, di preparazione, di interpretare la gara nella maniera giusta sono rimasti irrisolti, indipendentemente da chi allena il club. La stagione del Tottenham s’è forse definitivamente spiaggiata. Annata di transizione, a Josè i mesi necessari per lavorare su questi aspetti e tornare dal prossimo anno a ricostruire qualcosa di importante.

Simone Dell’Uomo