PREVIEW Atletico Madrid-Liverpool, si torna nel teatro dei sogni

L'Atletico Madrid affronta il Liverpool al Wanda Metropolitano nell'andata degli ottavi di Champions. Tante assenze per Simeone, tante insidie per Klopp

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Non sarà Old Trafford, non sarà The Theater of Dreams a cui siamo abituati. Ma il Wanda Metropolitano per il Liverpool serba dei ricordi speciali. 1 giugno, 2-0 al Tottenham, sesta Champions League al cielo. Questa volta però i Reds giocheranno contro i veri padroni di casa dello stato madrileno: quell’Atletico Madrid di Diego Simeone che, pur essendo in difficoltà, rappresenta uno degli avversari più insidiosi da pescare a questo punto della competizione. Sarà il primo confronto tra Atletico Madrid e Liverpool dal 2010, quando i Colchoneros eliminarono i Reds in semifinale di Europa League per la regola dei gol in trasferta.

Arrivati in finale ebbero poi la meglio su un’altra formazione inglese: il Fulham. I Cottagers erano allenati da un manager che non farà molto piacere ricordare ai Reds. Quel Roy Hogdson che, dopo la finale, arrivò proprio sulla panchina di Anfield, rimanendo circa sei mesi.

Come arrivano i Colchoneros

L’Atletico Madrid non sta vivendo una grandissima stagione. In Champions è arrivato il secondo posto nel girone dietro la Juventus. Gli uomini di Simeone sono stati gli unici a bloccare il cammino vincente dei bianconeri: 2-2 al Wanda Metropolitano. In patria le cose vanno peggio. Sebbene in Supercoppa la sconfitta con il Real Madrid sia arrivata soltanto ai rigori, in campionato i Colchoneros siedono al quarto posto con più di dieci punti di ritardo dalla coppia Real – Barça in testa, addirittura due punti dietro un’altra squadra della capitale: il Getafe.

Solo una vittoria nelle ultime cinque, e una situazione infortuni poco chiara. Diego Costa è appena rientrato dopo tre mesi fuori per colpa di un’ernia al disco. Joao Felix è fuori per un virus, mentre Kieran Trippier – comprensibilmente in cerca di rivincita dopo la sconfitta con gli Spurs lo scorso giugno – ha gettato la spugna già da un mese per colpa di un infortunio muscolare. C’è poi Morata, appena rientrato, mentre Gimenez e Savic sono anche loro in rientro da due infortuni muscolari. L’uruguaiano e il montenegrino però sono stati ben sostituti da Mario Hermoso e Felipe.

Solito vecchio Atletico insomma: la difesa non sembra essere un problema. A centrocampo invece il nucleo dei successi delle scorse stagioni non c’è più. Gabi e Rodri hanno lasciato, mentre Herrera rientra da un infortunio e non dovrebbe essere della contesa. Rimangono Koke e Saul Niguez, con quest’ultimo che ha speso belle parole per i Reds in conferenza stampa. C’è poi Thomas Partey, che ormai da anni Simeone prova ad inserire stabilmente nel centrocampo biancorosso. Quest’anno sembra esserci definitivamente riuscito.

Nel reparto avanzato poi la situazione è particolarmente difficile da decifrare. Se sugli esterni Simeone ha rimediato alle performance negative di Lemar andando a ripescare Ferreira Carrasco in Cina, al centro dell’attacco i problemi continuano a perseguitare l’allenatore argentino. Di Diego Costa abbiamo già detto, di Morata pure. L’unico che sembra dare un minimo di affidabilità in termini fisici e prestazionali è Angel Correa, che verosimilmente sarà la punta di diamante della propria squadra, almeno nella partita di domani.

Come arrivano i Reds

Jurgen Klopp, per quest’andata contro l’Atletico, ha deciso di disegnare il suo Liverpool su 21 giocatori. Rimangono in Merseyside le giovani star Jones, Elliott e Williams, mentre dei senior player rimane a casa solo Shaqiri, ancora alle prese con un infortunio alla gamba. La formazione dovrebbe essere quella solita: in difesa i cinque interpreti che hanno consentito ai Reds di subire un solo gol nelle ultime undici di campionato, con 10 clean sheet. A centrocampo sarà importante vedere se ci sarà la ricomposizione del classico trio Henderson-Fabinho-Wijnaldum, oppure se Klopp vorrà continuare a dare fiducia in Champions a Oxlade-Chamberlain o addirittura a Keita.

In attacco poi dovrebbe giocare il trio delle meraviglie. L’unico dubbio alla fine della scorsa settimana poteva essere Sadio Mane. Il senegalese però ha giocato mezz’ora col Norwich, andando al gol con grande stile. Pochi dubbi che possa giocare lui, a meno che Klopp non conceda una chance a Origi (o ad un Oxlade-Chamberlain in posizione più avanzata) avendo il timore che Mane non abbia ancora i 90 minuti nelle gambe dopo un mese fuori per infortunio.

Cosa può sfruttare il Liverpool

I Reds non devono temere nessuno in Europa. Fatta questa doverosa premessa, è altrettanto importante quanto scontato dire che l’Atletico, per questo Liverpool, è in ogni caso una squadra pericolosissima. L’anno scorso la Juve assaporò cosa volesse dire giocare in trasferta contro i Colchoneros. 2 gol presi, un altro gol annullato. Solo la partita sensazionale di ritorno, più un Atletico inesistente a Torino, aveva consentito alla Juve di progredire nel torneo.

La corsia sinistra del Liverpool potrebbe risultare decisiva. Robertson e Mane potrebbero trovarsi davanti Arias. L’assenza di Trippier, terzino in grado di tenere perfettamente i ritmi di una coppia di velocisti da Premier, sulla carta mette paura a Simeone. A centrocampo invece l’Atletico potrebbe creare problemi al Liverpool. Simeone è solito giocare con un 4-4-2 robusto, il che significa maggiore presenza a centrocampo e necessità per i tre in rosso in quella zona di correre più dei loro compagni. La presenza di Fabinho ha dato sempre ordine in questo senso, Klopp spera che la situazione possa rimanere tale a Madrid.

In difesa la situazione è meno scontata del previsto. Il Liverpool è una delle difese meno battute d’Europa, in Inghilterra ha ormai staccato da tempo gli altri concorrenti in questo fondamentale. Ma l’Atletico ha alcune carte da giocarsi: Correa ad esempio. Angelito Correa è un giocatore pessimo da affrontare per qualsiasi squadra. Tecnico, fulmineo nello stretto ma anche molto fisico nel confronto diretto. Un mix di caratteristiche insidiose. L’Atletico poi preferisce le situazioni di gioco rotto, con molto gioco di interdizione, cosa che il Liverpool non gradisce. Le squadre inglesi meno situazioni di gioco spezzato hanno, meglio è. Qualora i Colchoneros riuscissero ad interrompere il ritmo di gioco del Liverpool, parleremmo di un confronto assolutamente pari.

di Daniele Calamia