La Storia dello Stoke – Il secondo club d’Inghilterra

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Alajuela, Costa Rica, 11 Aprile 1906 – E’ stato un onore giocare con voi.

Un tipico gentleman britannico di mezz’età, alto, dinoccolato e con i capelli ogni giorno più radi ed imbiancati, si sta godendo un po’ di meritato riposo ad Alajuela, distretto capoluogo dell’omonima provincia. In cuor suo gioisce per il clima mite, di certo più piacevole rispetto a quello della capitale, San José, dove presta la sua opera. Le piogge fitte ed incessanti della Madrepatria, invece, neanche le ricorda più. I locali, allegri nel loro abito migliore, gli passano accanto, ma non sembra notarli. I discendenti di quelle stesse persone, molti anni dopo, saranno felici per un altro motivo: la loro piccola ed umile Nazionale di calcio estrometterà dai Mondiali quella italiana e proprio quella inglese, ma questa è un’altra faccenda.

L’uomo se ne sta in disparte. Osserva, lontano dalla calca, la statua che sovrasta tutti coloro che sono accorsi per rimirare la parata. Dovrebbe raffigurare il “festeggiato” di giornata, anche se la leggenda vuole che immortali un soldato francese e che sia arrivata lì, anziché ad Haiti, per un errore di spedizione. Incomincia a riflettere. La sua carriera potrebbe essere dovuta a quell’eroe che, 50 anni prima, ha salvato la Repubblica a costo della vita, incendiando con una torcia la locanda ove erano asserragliati l’avventuriero americano William Walker ed i suoi uomini. Conclude che l’apparentemente inarrestabile sviluppo urbanistico del Paese, che gli sta dando un’agiata vita da stimato ingegnere civile, affondi le radici proprio in quel giorno.

“Juan Santamaría, nació en Alajuela, tan pobre vivía, que no fue a la escuela…”, cantano gli alunni di ogni ordine e grado.

L’Ingegnere, all’improvviso, viene come sopraffatto dalla complessità della Storia e, nella sua mente, resta vivida soltanto l’immagine più semplice del mondo: finta all’avversario, tiro di piattone, palla all’angolino basso.

Il 17 Ottobre 1868, presso il Victoria Cricket Club Ground, in quella che risulterà essere la prima partita documentata della squadra, proprio lui aveva messo a segno il gol dell’1-1 contro il EW May’s XV. Il suo nome è Henry Almond, l’allora fondatore e capitano dello Stoke Ramblers, poi Stoke Football Club (a seguito della fusione con lo Stoke Victoria Cricket Club), uno dei dodici membri originari della Football League, la più risalente competizione calcistica al mondo a livello di campionato, infine Stoke City Football Club (quando, nel 1928, a Stoke-on-Trent, contea di Staffordshire, nord-ovest dell’Inghilterra, verrà conferito lo status di città).

Morirà in mare come il suo coetaneo e conterraneo Edward John Smith, barbuto capitano del Titanic. Entrambi i loro nomi resteranno impressi nella Storia.

Però questa, per fortuna, non è una storia tragica. E’ quella, gloriosa, dello Stoke City, il secondo club più antico d’Inghilterra.

Guido D'Ovidio