PREVIEW Tottenham vs Manchester City, due mondi che collidono

Tottenham e Manchester City arrivano a questo appuntamento in due situazioni diverse. Sarà l'ennesimo capitolo della saga Pep vs Mou!

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Photo by Getty Images

La decade che va dal 2010 al 2019 è calcisticamente ricordata per tante rivalità. Fra club, fra nazioni, ma anche fra allenatori. La rivalità che più ha infiammato questi anni è stata probabilmente quella fra Guardiola e Mourinho, in particolare nei loro anni spagnoli. Uno prodotto del Barça, l’altro gioiello del mercato galacticos dei Blancos a cavallo fra i primi due decenni di questo terzo millennio. Dopo la Spagna l’Inghilterra, con una rivalità addirittura cittadina, nella Greater Manchester. Oggi rinnoveranno la loro sfida, sempre in terra d’Albione ma con Mourinho seduto su un’altra panchina. Sarà Tottenham contro Manchester City, Pep contro Mou, e tante altre meravigliose sfide nella sfida.

Come arrivano gli Spurs

Il Tottenham arriva a questa partita nella migliore delle condizioni mentali. Gli Spurs quest’anno hanno ricevuto pochissimo credito praticamente da tutti, come se soffrissero perpetuamente dei problemi che li avevano attanagliati la scorsa stagione. Questo ha fatto sì che, totalmente a fari spenti, gli uomini di Mourinho giocassero con la giusta testa per mettere insieme diversi ottimi risultati. Eppure gli argomenti di elogio ci sarebbero: il record di Kane di 150 gol in Premier League, il ritorno di Bale, la bella striscia di sette risultati utili consecutivi dopo la sconfitta dell’opening day.

Inoltre, sembra che questa versione del Tottenham abbia preso dal suo allenatore la perseveranza e la gestione mentale della partita. Più di una volta infatti gli Spurs hanno vinto sfruttando l’ultimo quarto di gara, esprimendo un calcio non memorabile ma in ultima istanza efficace. Il che riflette perfettamente la mentalità di mourinhana memoria.

Per la partita di domani il Tottenham avrà a disposizione contro il Manchester City praticamente tutti gli effettivi, ad eccezione di Matt Doherty. Il terzino irlandese, come molti suoi colleghi negli ultimi mesi, è stato trovato positivo al coronavirus non dal club, ma durante la pausa per le nazionali. Segno che forse bisognerebbe ripensare al posizionamento delle gare delle selezioni nazionali in un periodo così particolare.

Come arriva il Manchester City

I Citizens quest’anno hanno sollevato più di qualche dubbio. La partenza in campionato non è stata delle più felici: troppi pareggi, pochi gol rispetto al normale, la sensazione che la manovra non sia totalmente fluida. Gli infortuni non hanno aiutato. Gabriel Jesus e Aguero fuori contemporaneamente, Gundogan affetto dal Covid-19, coperta corta in difesa.

I dubbi sul City sono aumentati: in molti avevano mormorato che si trattasse della fine di un ciclo. E non aveva molto aiutato la situazione in bilico del contratto di Guardiola, in scadenza fra sei mesi. Per fortuna il tecnico spagnolo ha rinnovato questa settimana, estendendo per due ulteriori anni il proprio contratto. A questo punto è lecito aspettarsi dal Manchester City maggiore serenità e fluidità di azione a cominciare dalla trasferta londinese, a cui gli ospiti arrivano forti di sei risultati utili consecutivi lontano dall’Etihad Stadium. Dovranno affrontarla però senza Aguero e Fernandinho, con Ake, Mendy e Sterling in forte dubbio.

Il match sarà arbitrato da Mike Dean, nativo di quella zona da cui una squadra con la casacca rossa guarderà con interesse questa partita. La squadra vincitrice farà un bel salto sia nel morale che in classifica, mentre immaginiamo che un pareggio possa fare più contenti gli Spurs, che metterebbero un altro piccolo tassello sulle loro attuali e sacrosante certezze. Con un occhio ad Anfield domenica sera, dove una tra Leicester e Liverpool (se non entrambe) dovrà necessariamente perdere punti. Ma per domani sarà ancora Pep contro Mou e, comunque la si voglia vedere, saranno sempre due mondi che collidono.

di Daniele Calamia

 

 

 

 

Daniele Calamia