Il portiere dell’Arsenal e della Nazionale della Repubblica Ceca, Petr Cech, aveva chiesto di poter disputare le partite di Euro 2016 senza il caschetto protettivo che lo accompagna da ormai dieci anni, ma i medici gliel’hanno vietato.
In un primo momento sembrava ci fosse la possibilità di poter rivedere l’estremo difensore ceco senza la protezione che è ormai diventata una sua caratteristica. Ma, alla fine, il team medico della Repubblica Ceca si è espresso con una risposta negativa: il casco evita la riapertura della frattura.
Petr Cech è costretto a portare il caschetto protettivo da dieci anni. Da quando, il 14 ottobre 2006, al primo minuto di gioco di Reading–Chelsea, l’estremo difensore della Repubblica Ceca effettua un’uscita bassa durante la quale viene colpito alla testa da Stephen Hunt.
Cech resta a terra frastornato ed esce subito dal terreno di gioco. Il responso medico dice ciò che tutti temono: frattura del cranio con conseguente carriera a rischio.
Ma il portiere non demorde e torna in campo appena tre mesi dopo tra i pali dei ‘Blues‘.
Da quel giorno ha sempre portato un caschetto protettivo. Non si tratta di una vera e propria protezione, ma più di un accorgimento medico per evitare che la frattura subita possa in qualche modo riaprirsi.
La richiesta di Cech di poter giocare senza la protezione non è un capriccio. Il caschetto infatti, oltre ad essere scomodo, impedisce al portiere di sentire in maniera ottimale ciò che i compagni di squadra gli dicono proprio perché deve essere molto stretto.
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